Stefano Pubblicato da il 30 gennaio 2014.
L'articolo L’ufficiale che rifiutò di inquinare il mare appartiene alla categoria Ambiente.
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L’ufficiale che rifiutò di inquinare il mare

Un ufficiale di Marina si oppone allo sversamento in mare di liquidi oleosi inquinanti e viene sottoposto a sanzioni e costretto al congedo. Lui ha combattuto nelle aule giudiziarie e oggi racconta la sua storia. 

Fonte: Il Tirreno. Abbiamo deciso di rilanciare l’articolo comparso sul quotidiano toscano Il Tirreno perchè racconta una storia che dice molto di questa Italia con cui oggi ci ritroviamo a fare i conti. E la riportiamo anche per dare conto dell’esistenza di persone come David Grassi, che speriamo possano essere tantissime e trovare il coraggio di farsi sentire.
LIVORNO. Invece di abbassare la testa e obbedire rispondendo: «Signorsì, signore», ha guardato il superiore negli occhi e ha risposto: «No, signor capitano, questo non lo possiamo fare. E se lo dovesse fare lei, sappia che ho già fatto delle foto e alcuni filmati che invierò a chi di dovere, anche alla stampa se necessario, per denunciare quello che è successo a bordo».
L’ordine che l’ufficiale David Grassi, insieme ad altri due colleghi, si è rifiutato di eseguire e che ha cambiato la sua vita per sempre, era quello di sversare in mare migliaia di litri di liquidi oleosi, provenienti dal motore, che si erano accumulati nella sentina; in barba alla tutela dell’ambiente, al rischio inquinamento e al regolamento internazionale che prevede, anche per le navi militari, di svuotare le sostanze inquinanti nel porto più vicino e con l’intervento di una ditta specializzata.
Era il 23 febbraio 2002 e l’allora tenente di vascello nato a Oristano ma residente da 4 anni a Livorno, aveva appena compiuto 30 anni, era imbarcato sulla nave da guerra “Maestrale” impegnata nella missione Eduring Freedom nel corno d’Africa. E soprattutto pensava che le battaglie più importanti le avrebbe combattute in mare, non certo nelle aule di un tribunale, tantomeno per riavere indietro la propria dignità dopo essere stato condannato – per quel «No» – a 15 giorni di arresto e a una macchia che ne ha pregiudicato la carriera fino al congedo, avvenuto due anni fa.
Invece la guerra civile dell’ufficiale ambientalista è durata 12 anni, un quarto della sua esistenza, e si è conclusa con una (parziale) vittoria: il Tar di Genova, tribunale al quale si era rivolto per far sentire valere le proprie ragioni, giovedì scorso ha cancellato quella sanzione disciplinare ma non gli ha riconosciuto il risarcimento danni che aveva chiesto tramite il avvocato.
«In questo lasso di tempo – racconta Grassi che adesso lavora come ingegnere civile e nel tempo libero allena i ragazzi di atletica e basket della Libertas Livorno – ho perso molte cose, sia a livello personale, familiare e professionale. Ma tornando indietro rifarei quello che ho fatto, forse non proprio tutto. Ma certamente non ubbidirei a quell’ordine. Perché? Perché è in certe situazioni che vieni fuori chi sei davvero, da dove vieni, e i valori che ti hanno insegnato i tuoi genitori. E in quel momento non potevo far altro che comportarmi in quel modo senza abbassarmi alle prepotenze ma reagendo con coscienza. Eppure, dico anche che l’affetto e l’attaccamento nei confronti della Marina Militare non sono mai cambiati. Nonostante tutto continuo a credere che le persone nelle quali mi sono imbattuto siano una minoranza e che quel tipo di mentalità sia in via di estinzione».

Fonte: ilcambiamento.it

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11 Risposte a L’ufficiale che rifiutò di inquinare il mare

  1. Paolo Trambusti

    Paolo Trambusti Rispondi

    30 gennaio 2014 at 22:40

    Ho fiducia in queste persone, grazie!

  2. Pingback: L’ufficiale che rifiutò di inquinare il mare | x-cosmos.info

  3. Renato Visentin

    Renato Visentin Rispondi

    30 gennaio 2014 at 22:42

    spero che ce ne siano parecchi come lui

  4. Mattia Bartolomeo

    Mattia Bartolomeo Rispondi

    30 gennaio 2014 at 22:51

    PROFONDO RISPETTO!!! Onore per chi difende ancora i valori e le vite altrui!

  5. Selene Zala

    Selene Zala Rispondi

    30 gennaio 2014 at 22:54

    finalmente una persona che ragiona col cuore (e mette in moto anche il cervello!!!) ci vorrebbero più persone coraggiose come lui!!

  6. Nur An-nissa Martucci

    Nur An-nissa Martucci Rispondi

    30 gennaio 2014 at 23:03

    Uno cosi è da adottare se perde il lavoro, dovremmo sostenerlo con una colletta mensile!!

  7. Pandolfo Ernesto

    Pandolfo Ernesto Rispondi

    30 gennaio 2014 at 23:21

    soprattutto al governo

  8. Rita Barchi Mingori

    Rita Barchi Mingori Rispondi

    30 gennaio 2014 at 23:21

    Eroi non riconosciuti

  9. Roberto Grisu Tedaldi

    Roberto Grisu Tedaldi Rispondi

    30 gennaio 2014 at 23:47

    …spero in un futuro prossimo che siano queste le persone a guidare l’Italia….

  10. Pietro Rinaldi

    Pietro Rinaldi Rispondi

    31 gennaio 2014 at 02:02

    La gente onesta e di valore esiste uniti si vince!

  11. Lorenzo Rispondi

    31 gennaio 2014 at 11:02

    Questi sono i piccoli grandi eroi di cui l’Umanità è portatrice e il cui coraggio è esemplare. Impariamo e portiamo a Coscienza: creerà nuovo sviluppo etico nell’Umanità futura

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