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L’ufficiale che rifiutò di inquinare il mare

L’ufficiale che rifiutò di inquinare il mare
gennaio 30
22:37 2014

Un ufficiale di Marina si oppone allo sversamento in mare di liquidi oleosi inquinanti e viene sottoposto a sanzioni e costretto al congedo. Lui ha combattuto nelle aule giudiziarie e oggi racconta la sua storia. 

Fonte: Il Tirreno. Abbiamo deciso di rilanciare l’articolo comparso sul quotidiano toscano Il Tirreno perchè racconta una storia che dice molto di questa Italia con cui oggi ci ritroviamo a fare i conti. E la riportiamo anche per dare conto dell’esistenza di persone come David Grassi, che speriamo possano essere tantissime e trovare il coraggio di farsi sentire.
LIVORNO. Invece di abbassare la testa e obbedire rispondendo: «Signorsì, signore», ha guardato il superiore negli occhi e ha risposto: «No, signor capitano, questo non lo possiamo fare. E se lo dovesse fare lei, sappia che ho già fatto delle foto e alcuni filmati che invierò a chi di dovere, anche alla stampa se necessario, per denunciare quello che è successo a bordo».
L’ordine che l’ufficiale David Grassi, insieme ad altri due colleghi, si è rifiutato di eseguire e che ha cambiato la sua vita per sempre, era quello di sversare in mare migliaia di litri di liquidi oleosi, provenienti dal motore, che si erano accumulati nella sentina; in barba alla tutela dell’ambiente, al rischio inquinamento e al regolamento internazionale che prevede, anche per le navi militari, di svuotare le sostanze inquinanti nel porto più vicino e con l’intervento di una ditta specializzata.
Era il 23 febbraio 2002 e l’allora tenente di vascello nato a Oristano ma residente da 4 anni a Livorno, aveva appena compiuto 30 anni, era imbarcato sulla nave da guerra “Maestrale” impegnata nella missione Eduring Freedom nel corno d’Africa. E soprattutto pensava che le battaglie più importanti le avrebbe combattute in mare, non certo nelle aule di un tribunale, tantomeno per riavere indietro la propria dignità dopo essere stato condannato – per quel «No» – a 15 giorni di arresto e a una macchia che ne ha pregiudicato la carriera fino al congedo, avvenuto due anni fa.
Invece la guerra civile dell’ufficiale ambientalista è durata 12 anni, un quarto della sua esistenza, e si è conclusa con una (parziale) vittoria: il Tar di Genova, tribunale al quale si era rivolto per far sentire valere le proprie ragioni, giovedì scorso ha cancellato quella sanzione disciplinare ma non gli ha riconosciuto il risarcimento danni che aveva chiesto tramite il avvocato.
«In questo lasso di tempo – racconta Grassi che adesso lavora come ingegnere civile e nel tempo libero allena i ragazzi di atletica e basket della Libertas Livorno – ho perso molte cose, sia a livello personale, familiare e professionale. Ma tornando indietro rifarei quello che ho fatto, forse non proprio tutto. Ma certamente non ubbidirei a quell’ordine. Perché? Perché è in certe situazioni che vieni fuori chi sei davvero, da dove vieni, e i valori che ti hanno insegnato i tuoi genitori. E in quel momento non potevo far altro che comportarmi in quel modo senza abbassarmi alle prepotenze ma reagendo con coscienza. Eppure, dico anche che l’affetto e l’attaccamento nei confronti della Marina Militare non sono mai cambiati. Nonostante tutto continuo a credere che le persone nelle quali mi sono imbattuto siano una minoranza e che quel tipo di mentalità sia in via di estinzione».

Fonte: ilcambiamento.it

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13 Comments

  1. Paolo Trambusti
    Paolo Trambusti gennaio 30, 22:40

    Ho fiducia in queste persone, grazie!

    Reply to this comment
  2. Renato Visentin
    Renato Visentin gennaio 30, 22:42

    spero che ce ne siano parecchi come lui

    Reply to this comment
  3. Mattia Bartolomeo
    Mattia Bartolomeo gennaio 30, 22:51

    PROFONDO RISPETTO!!! Onore per chi difende ancora i valori e le vite altrui!

    Reply to this comment
  4. Selene Zala
    Selene Zala gennaio 30, 22:54

    finalmente una persona che ragiona col cuore (e mette in moto anche il cervello!!!) ci vorrebbero più persone coraggiose come lui!!

    Reply to this comment
  5. Nur An-nissa Martucci
    Nur An-nissa Martucci gennaio 30, 23:03

    Uno cosi è da adottare se perde il lavoro, dovremmo sostenerlo con una colletta mensile!!

    Reply to this comment
  6. Giorgio Strassoldo
    Giorgio Strassoldo gennaio 30, 22:15

    Se l'Italia fosse un paese civile gli si dovrebbe riconoscere, in solido, il danno subito ed i superiori che gli impartirono un ordine illegale andrebbero degradati ed espulsi dalla marina, ma tutto ciò è evidentemente pura fantasia.

    Reply to this comment
  7. Pandolfo Ernesto
    Pandolfo Ernesto gennaio 30, 23:21

    soprattutto al governo

    Reply to this comment
  8. Rita Barchi Mingori
    Rita Barchi Mingori gennaio 30, 23:21

    Eroi non riconosciuti

    Reply to this comment
  9. Roberto Grisu Tedaldi
    Roberto Grisu Tedaldi gennaio 30, 23:47

    …spero in un futuro prossimo che siano queste le persone a guidare l’Italia….

    Reply to this comment
  10. Carlo Campione
    Carlo Campione gennaio 30, 23:30

    Scuse , risarcimento e reintegro con promozione immediata

    Reply to this comment
  11. Pietro Rinaldi
    Pietro Rinaldi gennaio 31, 02:02

    La gente onesta e di valore esiste uniti si vince!

    Reply to this comment
  12. Lorenzo
    Lorenzo gennaio 31, 11:02

    Questi sono i piccoli grandi eroi di cui l’Umanità è portatrice e il cui coraggio è esemplare. Impariamo e portiamo a Coscienza: creerà nuovo sviluppo etico nell’Umanità futura

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