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La stepchild adoption è commercio di donne e bambini

La stepchild adoption è commercio di donne e bambini
gennaio 12
10:13 2016

“‪Stepchild‬ ‪Adoption‬ cosa significa? Significa che si può adottare il “figlio biologico” del partner dello stesso sesso. ‪‎Attenzione‬: In TV e giornali presentano i “figli biologici” astutamente come quelli nati da precedente Matrimonio/rapporto eterosessuale. Cosa accade di fatto? Un gay va all’estero (come ha fatto un senatore della repubblica con annessa campagna pubblicitaria per accelerare l’approvazione delle unioni civili), feconda col suo seme un ovulo donato, che viene impiantato nell’utero di una donna, cioè un ‪‎utero‬ ‪‎in‬ ‪‎affitto‬: nasce il suo “figlio biologico”, che poi in Italia potrà essere adottato per legge dal partner e si costituirà una ‪‎famiglia‬ con due papà, negando ai bambini il diritto ad avere una mamma.

Nel caso delle coppie formate da donne sempre più spesso con sperma donato si feconda l’ovulo di una che poi si impianta nell’utero dell’altra. Ciò che è comunque da far notare è che recenti seri studi scientifici mettono in rilievo le incognite del contatto con 3 DNA: principalmente il bambino avrà due DNA (del seme e dell’ovulo), ma per i continui scambi biologici ed istologici nell’utero in qualche modo anche il DNA della donna che lo porta in grembo provocherà un’influenza sul patrimonio genetico, con conseguenze sulla formazione del bambino con mille incognite.

Nel caso di una coppie formate da due uomini, il bambino, che nell’utero aveva anche instaurato un intenso legame psico-affettivo con la donna donatrice, subirà il trauma di un distacco drastico subito dopo la nascita da tale donna: persino ai cuccioli di animali ora si permette di stare il maggior tempo possibile dopo la nascita con la mamma; con una apposita legge introdotta proprio dalla Cirinnà,  gli studi scientifici hanno dimostrato che già nel ventre i piccoli imparano a riconoscere il battito cardiaco, l’odore, la voce, per cui appena nati hanno bisogno per rassicurarsi di riconoscere tramite i sensi la “mamma” e stare in contatto con lei. Molto importante l’allattamento al seno, o, nei casi rari in cui mamme non abbiano latte o non possano allattare, il contatto col seno materno durante la poppata al biberon. In tutti i casi, il bambino/ragazzo/minore  ha bisogno di mamma e papà, due persone di sesso diverso, per una crescita sana e armoniosa. Le ‪femministe‬ a livello internazionale si sono da tempo unite nella protesta contro la mercificazione del corpo della donna, con la pratica dell’utero in affitto, denominato eufemisticamente ora “utero in gestazione”.

Il DDL Cirinnà, è contestato perché si presenta come un cavallo di troia, infatti, contiene fino ad approvazione avvenuta, una piccola, per il momento necessaria, ipocrisia: è infatti una legge che di fatto introduce il matrimonio tra cittadini dello stesso sesso, ma senza dichiararlo esplicitamente. La legge in discussione, che assomiglia alla legge in vigore in Germania, e ad altre leggi approvate in Francia, in Inghilterra e in Belgio, può essere considerata una specie di ‘cuscinetto’, un ponte: serve cioè a far capire che due persone dello stesso sesso possono essere benissimo considerate una famiglia. Una volta sperimentato che le unioni omosessuali sono ‘famiglia’, poi queste unioni vengono chiamate ‘matrimonio’, com’è accaduto in Inghilterra o in America per intervento della Corte suprema, vengono cioè equiparate anche sotto il profilo nominalistico. E si risolve così l’ipocrisia.” Ergo: il ddl Cirinnà introduce il matrimonio gay e di conseguenza apre le porte alle adozioni e a tutti i contenuti propri delle famiglie, quel che manca sarà aggiunto dai giudici, come è avvenuto nelle recenti sentenze pronunciate dal tribunale dei minori di Roma.

Come regolarsi allora? Noi sappiamo due cose per certo: il 60% degli italiani è contrario al matrimonio gay, e oltre l’80% alle adozioni gay. La Cirinnà dice che il ddl oggi in discussione ha “tutti i diritti del matrimonio”, e allora è il matrimonio, e la stepochild-adoption, cioè la legittimazione dell’omogenitorialità che gli italiani non vogliono. Ergo, queste unioni civili sono contrastate oggi da una fetta di italiani tra il 60 e l’80%. Il punto è fargli sapere di cosa si tratta, cosa che i grandi media si guardano dal fare.

Don Salvatore Lazzara

 

Fonte: www.allaquerciadimamre.it

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