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IN PUGLIA IL DEPOSITO NAZIONALE DI SCORIE NUCLEARI

IN PUGLIA IL DEPOSITO NAZIONALE DI SCORIE NUCLEARI
gennaio 26
11:58 2016

di Gianni Lannes

Ecco svelato il segreto: in cambio di un pò di spiccioli pubblici, la promessa dei soliti posti di lavoro, nonché di una fermata del frecciarossa a Lecce. Il 16 ottobre 2015 ho inviato al presidente della regione Puglia una richiesta di informazioni su eventuali trattative in corso da Palazzo Chigi, per l’ubicazione proprio nella regione levantina del cimitero unico di scorie radioattive del Belpaese. A tutt’oggi, il governatore Michele Emiliano non mi ha risposto. In democrazia contano le domande, mentre i silenzi istituzionali nascondono sempre qualcosa di indicibile. O no? La trasparenza amministrativa non è un optional, oppure un nebuloso favore, bensì un obbligo normativo a livello comunitario e nazionale.

In palese violazione della convenzione europea di Aarhus, ratificata dalla legge statale numero 108 del 2001 l’ineletto Matteo Renzi ha già deciso dove ubicare l’ennesima discarica nucleare. In Puglia, esattamente a confine di altre due regioni del Sud: Campania e Basilicata.

Se così non fosse come mai la carta della aree potenzialmente idonee (Cnapi) non è stata ancora resa di dominio pubblico, essendo ormai scaduti i termini europei?

La Fossa Bradanica anche se ad elevato rischio sismico e pericolo idrogeologico (due motivi di netta esclusione) sarà il cimitero italiano di rifiuti radioattivi, ai confini di Puglia, Campania e Basilicata. Ovviamente, a tutt’oggi all’insaputa delle popolazioni meridionali. Infatti, la carta delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), già vidimata da Ispra e Sogin, doveva essere resa di dominio pubblico da tempo, ma il governo Renzi ne ha vietato la pubblicazione, violando la convenzione europea di Aarhus, ratificata dalla legge italiana 108 dell’anno 2001. In merito, il 16 ottobre 2015 ho inviato una e-mail al presidente della regione Puglia Michele Emiliano. Dopo tre mesi e mezzo il governatore del Pd ancora non risponde. Perché? L’ineletto Matteo Renzi è in grado di smentire questi fatti con prove alla mano? Quando manderanno in onda la farsa della concertazione con gli autoctoni promettendo in cambio posti di lavoro e piogge di soldoni pubblici?

 

Fonte: Su La Testa

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