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Il video del pagamento del riscatto di Greta e Vanessa fa saltare i vertici dei Servizi

Il video del pagamento del riscatto di Greta e Vanessa fa saltare i vertici dei Servizi
febbraio 04
16:35 2016

L’Italia ha pagato il riscatto perle “cooperanti” rapite in Siria, Greta e Vanessa; ormai sembra assodato, e all’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) saltano i dirigenti.

Un vero e proprio terremoto quello che ha colpito i nostri Servizi Segreti, secondo quanto riportato da “Libero”, che ha coinvolto 86 agenti tra dirigenti, capi settore e responsabili di zona in queste ultime due settimane. A scatenare questa epurazione è la pubblicazione di un video di al-Jazeera lo scorso ottobre dove veniva affermato che l’Italia avrebbe pagato il riscatto di 11 milioni dollari per la liberazione dei Greta Ramelli e Vanessa Marzullo ed in particolare viene mostrata una fotografia dei soldi che sarebbero poi stati consegnati a rappresentanti del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra che deteneva le due ragazze.

Secondo il quotidiano l’operazione avrebbe avuto il nulla osta di Renzi e soprattutto delsottosegretario alla presidenza del Consiglio Marco Minniti, che ha per delega la vigilanza sugli 007 nazionali. Ma non c’è solo il caso di Greta e Vanessa, sempre dal video inchiesta di al-Jazeera apprendiamo che la pratica del pagamento dei riscatti da parte dello Stato sia pratica abbastanza comune: viene infatti citato il caso del rapimento dello skipper Bruno Pellizzari e della sua fidanzata da parte di pirati somali per il rilascio del quale sarebbe stati pagati più di 500 mila dollari. Proprio la foto degli 11 milioni di dollari, che doveva restare segreta ça va sans dire, ha innescato il tardivo, forse per non destare sospetti, avvicendemento del personale dei Servizi, trattandosi di uno scatto evidentemente genuino.

Le reali responsabilità sarebbero ancora da definire, dato che quel settore dell’Aise era diretto da Nicola Boeri, a cui è succeduto nell’aprile del 2014 l’attuale direttore Manenti; come riporta Bechis nel suo articolo “con la nuova guida dell’Aise la funzione di Boeri era stata in qualche modo duplicata con la scelta di riportare quel settore a un uomo del nuovo capo del servizio, Giuseppe Bruni”, quest’ultimo poi vittima di pensionamento anticipato.

Non solo. Oltre alla questione del riscatto sembra che il dirigente dell’area siriana abbia pagato anche per aver addestrato miliziani in due campi uno al confine con la Giordania e l’altro al confine con la Turchia, operazione voluta direttamente dal Governo Monti. I nostri agenti dall’inizio del 2013 avrebbero fornito informazioni e addestramento ai ribelli anti Assad in campi di addestramento che erano ben noti alle altre agenzie di intelligence, soprattutto turche e giordane. Come da copione l’operazione finì nel peggiore dei modi possibili, con i guerriglieri entrati successivamente a far parte delle milizie del terrorismo islamico, in particolare dell’Isis e di al-Nusra.

 

Il video inchiesta di al-Jazeera

 

Fonte: Il Primato Nazionale

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