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Quale futuro per le vestigie della chiesa bizantina trovata a Gaza?

Quale futuro per le vestigie della chiesa bizantina trovata a Gaza?
aprile 12
16:06 2016

– Saher Kawas –

GAZA – Il 2 aprile 2016, durante i lavori per porre le fondamenta di un futuro centro commerciale, i lavoratori hanno scoperto i resti di una chiesa bizantina risalente al IV e V secolo. Il Patriarcato latino di Gerusalemme ha fatto appello all’Unesco, al Ministero del Turismo e delle Antichità palestinese e a tutti i soggetti interessati alla conservazione dei siti archeologici nella striscia di Gaza, al fine di salvaguardare questo sito archeologico, parte integrante della storia e del passato della Palestina.

Sabato 2 aprile, i lavori per la costruzione di un centro commerciale hanno dato alla luce delle colonne di marmo con capitelli corinzi e una prima pietra larga 90 cm, incisa con una croce greca inscritta in un cerchio: «La nostra prima impressione è stata di trovarci di fronte ai resti di un cattedrale o una chiesa di epoca bizantina», ha detto il sig. Jamal Abu Rida, direttore generale del Ministero delle Antichità palestinese, in seguito alla scoperta. Secondo le prime stime, le vestigie risalgono a un periodo compreso dal IV e VII secolo.

Nonostante questa scoperta, i lavori per la costruzione del centro commerciale continuano, scatenando le numerose critiche degli archeologi e dei cristiani palestinesi. In un’intervista rilasciata a WAFA News Agency, la signora Hiam Al-Bitar, direttrice dei Musei e delle Antichità del Ministero del Turismo, ha sottolineato che è imperativo categorico quello di dimenticare le differenze politiche e favorire la comunicazione tra le diverse parti, per mantenere la storia di questa terra, nell’interesse della Palestina. La direttrice si è, a sua volta, rivolta all’Unesco affinché aiuti nella custodia dei resti della chiesa bizantina e di altri siti archeologici della Striscia di Gaza. La signora Hiam Al-Bitar, infine, ha invitato l’Istituto francese biblico e archeologico di Gerusalemme a studiare i diversi siti archeologici di Gaza.

Altri siti archeologici di Gaza sono in pericolo

Gaza è il luogo di nascita di sant’Ilarione, padre fondatore del monachesimo palestinese, che ha costruito il primo monastero in Palestina tra il Maimaus e Gaza nel 329 d.C. Oggi il luogo è conosciuto come Tell Im-Amer, a sud-ovest di campo profughi di Nusaiyrat. Questo monastero appare sulla Carta Mosaico di Madaba.

Oggi il monastero rischia di scomparire a causa della mancanza di risorse finanziarie. Il sig. René Helter, archeologo dell’Istituto francese biblico e archeologico di Gerusalemme, ha espresso preoccupazione per la situazione del monastero, sottolineando che è indispensabile un restauro in tempi brevi prima del totale disfacimento del complesso. Esso compare nella lista dei «World Monuments Fund», redatta nel 2012, elenco che comprende i 100 luoghi storici più a rischio. Il monastero compare anche nella lista temporanea del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Nella Striscia di Gaza si trovano dieci monasteri risalenti all’epoca bizantina. Diversi siti sono stati utilizzati nel corso dei secoli dagli abitanti di Gaza come fondo di materiali per costruire le loro case. La disastrosa conservazione del patrimonio rappresenta una vera sfida per gli archeologi che cercano – bene o male – di trovare le diverse sedi dei monasteri di Gaza.

Fonte: lpj.org

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Pubblicato da

Massimiliano Di Benedetto

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