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«CARI MAFIOSI, NOI BAMBINI STIAMO DALLA PARTE DEGLI EROI CHE VOI AVETE UCCISO»

«CARI MAFIOSI, NOI BAMBINI STIAMO DALLA PARTE DEGLI EROI CHE VOI AVETE UCCISO»
maggio 24
09:08 2016

In occasione del ventiquattresimo anniversario della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone pubblichiamo la lettera che gli alunni della classe III E del circolo didattico “Teresa di Calcutta” di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, hanno letto durante la cerimonia del “Premio Livatino”, in ricordo del giudice ucciso dalla mafia nel 1990.

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In occasione del ventiquattresimo anniversario della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tutta la scorta del magistrato siciliano, pubblichiamo la lettera che gli alunni della classe III E del circolo didattico “Teresa di Calcutta” di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, hanno letto durante la cerimonia del “Premio Livatino-Saetta-Costa” in ricordo dei magistrati Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 e di cui è in corso la causa di canonizzazione, Antonino Saetta e Gaetano Costa.
Gli studenti (nella foto in alto) hanno vinto ad ottobre il premio bontà “Hazel Maria Cole” per essersi distinti, a livello nazionale, nell’accogliere e aiutare nell’attività scolastica quotidianaGuglielmo, un loro compagno in difficoltà. «Gli alunni non sapevano di partecipare a questo concorso», ha spiegato l’insegnante Stefania Barbiera al quotidiano La Sicilia, «quando è arrivata la notizia della vittoria è stata una sorpresa. Abbiamo realizzato un video ricco di immagini e filmati in cui si vede il piccolo Guglielmo che interagisce con la sua classe. Dallo spingere i compagni a ballarci insieme».

La madre del bambino ha ringraziato i compagni di classe del figlio con una lettera: «Abbiamo trovato degli angeli, dei bambini meravigliosi che hanno accolto, aiutato e coinvolto Guglielmo anche nei momenti più difficili, quando lui non era in grado di chiedere in modo appropriato le loro attenzioni». La classe di Tremestieri Etneo ha ricevuto il riconoscimento del “Premio Livatino” per questo impegno quotidiano e semplice a favore di Guglielmo incarnando i valori di solidarietà e amore per il prossimo di cui i magistrati uccisi dalla mafia sono stati un alto esempio morale.

Ecco la lettera:

Noi siamo bambini…
E non dovremmo conoscere la mafia.
Noi siamo bambini…
Ma viviamo dove c’è la mafia.
Abbiamo purtroppo imparato che la mafia è dolore, paura, prepotenza, controllo.
La mafia è morte.
Noi siamo bambini…
e solo ascoltando il nostro cuore,
abbiamo imparato che si può scegliere.
Noi scegliamo l’ amore, Il coraggio, Il rispetto, la libertà.
Noi siamo bambini…
E a voi mafiosi vogliamo dire
che abbiamo capito da quale parte stare.
Seguiremo l’esempio di quegli Uomini
che voi avete ucciso.
Quegli Uomini-Eroi che hanno sacrificato
la loro vita per la nostra.
Noi siamo bambini…
E anche se piccoli,
stiamo già dalla parte dei più deboli, degli indifesi.
Noi siamo bambini…
E abbiamo scelto… La Vita!

Fonte: Famiglia Cristiana

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