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Di Matteo rifiuta il trasferimento: ‘Lasciare Palermo sarebbe una resa’

Di Matteo rifiuta il trasferimento: ‘Lasciare Palermo sarebbe una resa’
novembre 08
10:02 2016

Il Csm aveva offerto al magistrato siciliano un posto alla Dna per motivi di sicurezza.

Il Csm aveva offerto un posto alla Dna per motivi di sicurezza

di Miriam Cuccu

Resta a Palermo Nino Di Matteo, pubblico ministero del processo trattativa Stato-mafia. Il magistrato ha rifiutato la proposta del Consiglio superiore della magistratura di essere trasferito per motivi di sicurezza. “Non sono disponibile al trasferimento d’ufficio – ha dichiarato Di Matteo – Accettare un trasferimento con una procedura straordinaria connessa solo a ragioni di sicurezza costituirebbe a mio avviso un segnale di resa personale ed istituzionale che non intendo dare. Alla direzione nazionale antimafia eventualmente andrò solo e quando supererò una procedura concorsuale”.

La proposta di lasciare Palermo per la Direzione nazionale antimafia era arrivata a seguito delle parole di un boss di Cosa nostra che, intercettato, aveva detto: “A quello (Di Matteo) lo devono ammazzare”.
Una frase registrata quasi per caso nell’ambito di un’indagine sulle famiglie palermitane. Nel dialogo il mafioso si lamentava con la moglie in quanto quest’ultima aveva accompagnato la figlia al Tc2, il circolo tennis in via San Lorenzo frequentato anche da Di Matteo.
Per il boss di Palermo, però, la bambina non doveva più andare in quel luogo perché “a quello lo devono ammazzare”, parlando del sostituto procuratore di Palermo.

Così l’allarme per la sicurezza di Di Matteo si era alzato ulteriormente. Il pm della trattativa Stato-mafia era stato convocato a Roma dal Consiglio superiore della magistratura. Qui i consiglieri avevano ipotizzato un possibile trasferimento alla Dna: d’emergenza e al di fuori di ogni concorso. Proprio per la Dna Di Matteo aveva presentato domanda in due occasioni, entrambe stoppate dal “no” del Csm. Prima con la nomina di tre magistrati con meno titoli del sostituto procuratore di Palermo – nomina per la quale il Tar aveva respinto il ricorso presentato da Di Matteo – poi per un banale vizio di forma.

Di Matteo ha però, nelle scorse settimane, presentato domanda per partecipare al concorso ordinario per sostituto della Direzione Nazionale Antimafia su cui il Csm dovrà pronunciarsi all’inizio del prossimo anno.

Fonte: www.antimafiaduemila.com

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Stefano

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