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Uomo: il prossimo animale da allevamento

Uomo: il prossimo animale da allevamento
gennaio 18
13:53 2017

Quale deve essere la caratteristica fondamentale di un animale da allevamento?

La prima caratteristica deve essere quella di potersi riprodurre a piacimento e secondo le specifiche desiderate dall’allevatore.

Quando una razza animale da cortile ha raggiunto una richiesta tale per cui diventa necessario l’allevamento e lo sfruttamento massivo ce ne accorgiamo dal fatto che vengono industrializzate le tecniche di riproduzione.

Una delle prime specie ad essere massicciamente impiegata in questo senso è stata quella bovina tanto che ad un certo punto non è più stato necessario l’accoppiamento naturale ma è bastato che un toro da monta si accoppiasse con un simulacro di mucca fatto di metallo e plastica perché il suo sperma fosse disponibile per la fecondazione di decine di mucche che garantissero una discendenza eugeneticamente selezionata.
A questi inganno i tori notoriamente si sono prestati senza opporre alcuna resistenza, ma ad un occhio ancora abituato alla naturalezza delle fattorie questa è parsa una tecnica così innaturale che nella Biennale di Venezia del 1978 un artista, Antonio Paradiso, propose una opera denuncia nella quale vi era proprio l’accoppiamento di un toro con una finta mucca sintetica fatta di tubolari metallici montati su ruote e rivestiti di una pelle (da frisona olandese sembra):

Il toro Pinco

 

L’opera è stata commentata così su un sito online di arte (Fondazione Noesi):

Spetta ad un altro artista pugliese attivo in quegli anni, Antonio Paradiso, evidenziare in termini più strettamente drammatici (e traumatici), surreali eppure assolutamente effettivi, le mortificazioni inflitte alla natura dalle ragioni del profitto, turbando la quiete pubblica con uno spettacolo che, a distanza di oltre trent’anni, nel corso dei quali si assiste ad un progressivo incremento delle ricerche sugli organismi geneticamente modificati e si perviene di conseguenza alla brevettabilità del vivente, non può che apparire nella sua valenza precorritrice, quello fornito dal possente toro Pinco in atto di montare una vacca meccanica per l’inseminazione artificiale nell’ambito della Biennale di Venezia del 1978. «Sono decenni che i tori non vedono più una femmina vera», commenta all’epoca lo stesso Paradiso esplicitando il senso della vicenda.

La pena di vedere il povero toro incapace di distinguere una mucca vera da una di plastica, o forse la capacità di distinguerla ma l’incapacità di rifiutarla, da parte del toro, indussero l’artista a fare l’opera di denuncia.

Eppure già all’epoca tra gli esseri umani c’era già chi cominciava ad esercitarsi con una femmina di plastica emulando il malcapitato Toro, va detto che quello delle bambole di gomma era un fenomeno alquanto limitato e forse nella quasi totalità dei casi poco più che uno scherzo goliardico. Ma Sembra adesso che nuovi orizzonti si schiudono alla specie umana che finalmente comincia a disporre di sue proprie “mucche” di plastica, ma attenzione si tratta di mucche umane e tori umani di plastica degni delle ben più sofisticate richieste rispetto a quelle della stirpe bovina. Infatti sono adesso disponibili nuovi robot sessuali altamente performanti che potranno soddisfare le voglia di ogni uomo o donna desiderosi di accoppiarsi senza il fastidio di relazionarsi con un altro essere umano, come documentato il seguente breve documentario:

Ma per non essere da meno del Toro Pinco, dobbiamo riuscire a non distinguere il partner finto da uno vero, ecco dunque che una volta che la bioetica ha abbattuto qualunque significato del termine persona, si potranno attribuire ai robot le caratteristiche delle persone umane così che sarà anche possibile contrarre matrimonio con tali robot che, secondo la logica corrente, saranno quindi equiparati ha un rapporto tra due esseri umani, il Parlamento europeo sembra infatti intenzionato a prendere in esame l’idea di riconoscere ai robot lo status di esseri umani (natural persons) con un documento intitolato “DRAFT REPORT“.

Del resto i primi casi di “vero amore” tra una donna e il suo robot sono già sui giornali, come questo di una donna francese riferito sul Mail-online.

Il 19 e 20 dicembre scorsi si è inoltre svolto presso l’Università Goldsmiths di Londra il Secondo Congresso Internazionale su “Love and Sex with Robots”, le unioni omosessuali in confronto sembreranno una pratica antiquata degna di vecchi inguaribili romantici e tradizionalisti.
E la riproduzione?
Una volta separata la riproduzione dal sesso e dal matrimonio, mentre gli uomini /donne bovini sì accoppieranno con pezzi di silicone, ferro e plastica, i nuovi esseri umani da allevamento potranno essere selezionati da individui geneticamente desiderabili in base alle classi sociali di destinazione e coltivati in apposite incubatrici come prefigurato in questo video:

Certamente ci sono ancora delle difficoltà da superare ma l’allevamento umano presto si potrà avviare ad essere completo.

A questo punto scegliete se volete essere dei capi di questo futuro (ma già presente) allevamento e poi, se volete, domandatevi chi sono gli allevatori.

#je_ne_suis_Pinco

Fonte: Critica Scientifica

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