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Dramma animali sui Sibillini

Dramma animali sui Sibillini
gennaio 19
09:17 2017

Situazione critica per i capi di bestiame. C’è chi per dare loro da bere deve farli muovere in mezzo alla neve. Ad un allevatore di Pieve Torina è morta una pecora e un’altra ha abortito. “Gli appelli non sono stati ascoltati, ecco i risultati dopo 5 mesi”.

 

Il gregge di Scolastici

 

 

di Gianluca Ginella

Il pelo ricoperto dalla neve, le zampe che affondano nella coltre bianca, le temperature che nelle ore più fredde toccano i meno dieci gradi. L’emergenza maltempo è un dramma per gli animali sui Sibillini. Le tensostrutture che dovrebbero servire come stalle non si sono ancora viste, e le pecore cominciano a morire anche per la difficoltà a dare cibo e acqua agli animali. Marco Scolastici ha una azienda agricola a due passi dal santuario di Macereto: possiede 700 pecore e una 70ina di asini. Oggi ha voluto fotografare i suoi animali in mezzo alla tormenta di neve. Ogni giorno «devo accompagnarli a bere perché dopo il terremoto le falde si sono abbassate e l’acquedotto non porta più acqua. Così da un mese vengono a portarla con l’autocisterna – spiega l’allevatore –. Non abbiamo le tensostrutture e così dobbiamo tenere gli animali in un fienile di lamiera, che non è l’ideale con queste temperature e in stalle che sono inagibili, ma dobbiamo usarle lo stesso. Però per fare bere gli animali dobbiamo portarli fino all’azienda e così devono fare circa 700 metri in mezzo alla neve».

Tra gli animali c’è anche un asinello femmina, Pamela. Scolastici l’ha fotografata mentre la stava portando a bere con il mantello ricoperto dalla neve. «In questi giorni qui è caduto un metro e mezzo di neve. Purtroppo gli animali riusciamo a portarli a bere solo una volta al giorno e questa è una situazione estrema per gli animali – continua Scolastici –. Purtroppo è un accumularsi di cose: il ritardo con le tensostrutture, il ritardo a sistemare l’acquedotto e adesso il freddo e la neve. Gli animali si stanno indebolendo perché non hanno un’alimentazione corretta non potendo bere regolarmente. Inoltre abbiamo tutte le pecore incinte e c’è il rischio che possano avere aborti mentre gli asini hanno iniziato a sdraiarsi a terra per la debolezza. Spero che ci sia un minimo di attenzione per quello che sta accadendo, almeno per gli animali».

Ad un altro allevatore, Stefano Angeli, è morta una delle pecore, un’altra ha abortito l’agnellino mentre altri due animali non stanno bene. «Gli appelli non sono stati ascoltati e dal 24 agosto, dopo 5 mesi, ecco i risultati» dice Angeli che ha l’azienda in località Gabbiano di Pieve Torina. In 180 metri quadrati deve far stare 350 pecore «la notte le sistemo tutte lì ma non stanno bene perché sono costrette a stare in piedi e non possono mai distendersi». Da agosto attende le tensostrutture «qui hanno portato i pezzi, li hanno appoggiati e non li hanno montati. Io da due mesi vivo in tenda e ora in camper. Oltre alla dignità sto perdendo anche il reddito e non è giusto. Sto perdendo l’allevamento, l’azienda. Sto perdendo tutto. In passato avevo chiesto di darmi la possibilità di prendere un capannone in affitto, mi hanno detto che non si poteva. Adesso, con un metro di neve, qualcuno in Regione mi ha detto che dovrei prendere in affitto un capannone».

Il camper di Angeli sotto la neve

 

 

Una situazione, quella in cui si trova che «chi non la vive non la può capire. Al commissario Errani dico di venire a vedere di persona, si deve rendere conto della situazione in cui si trovano le aziende». Una situazione drammatica «finora ho sentito solo chiacchiere, intanto sto in un camper coperto dalla neve. Io rifiuto il container perché l’altra volta, dopo il sisma del 1997, ci sono stato 7 anni. Non è giusto che veniamo trattati come cani». L’allarme per gli animali è stato lanciato anche dalla Coldiretti in occasione delle festa, che si celebra oggi, di Sant’Antonio Abate patrono degli animali (leggi l’articolo).


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