Informare per Resistere

Chi siamo

INFORMARE X RESISTERE è costituita da un gruppetto di cittadini comuni che si sono posti come obiettivo quello di riunire giornalmente, in un’unica pagina, tutta una serie di articoli (rigorosamente reperiti in Rete) che possano essre utili per aiutarci a riflettere sui fatti del giorno. Difficilmente, quindi, troverete il “fatto nudo e crudo” (salvo che si tratti di episodi taciuti o travisati dai giornali e dalle TV). Il nostro intento è quello di farci un’idea sugli argomenti di cronaca leggendo (e pubblicando), analisi, pareri di esperti, e quant’altro possa aiutarci a “rilfettere”. Il nostro Paese vive un momento difficile, in cui la stampa è imbavagliata, in cui le televisioni lavorano alla distruzione sistematica dei cervelli e “DEMOCRAZIA” sta diventando una parola svuotata dal suo significato. Oggi, più che mai, in Italia è importante riflettere, capire e … difendersi. E’ ciò che vogliamo per noi stessi e per i nostri figli. La Rete ci consente di condividere questo nostro desiderio e di trovare persone che, come noi, si sentono private di ciò che veramente conta. Se sei un mafioso, un usuraio, un colluso, un corrotto, oppure se sei una persona senza scrupoli incapace di provare sentimenti positivi per il tuo Paese, per i tuoi concittadini, per la tua terra e per l’ingegno e la creatività del tuo popolo, non leggere INFORMARE X RESISTERE. Se non provi pena per chi soffre, se non hai un sentimento di fratellanza verso il popolo d’Italia e per il resto del mondo non leggere INFORMARE X RESISTERE. Se non te ne importa niente della povertà altrui, dei disagi, delle ingiustizie e dei soprusi, ti raccomandiamo di evitare accuratamente di leggere INFORMARE X RESISTERE. Se il tuo interesse personale calpesta l’ambiente e distrugge il patrimonio naturalistico, culturale, archeologico e ogni preziosa risorsa di cui l’Italia dispone… Fai finta che INFORMARE X RESISTERE non esista. Non ci interessa che tu ci legga, ci preoccupiamo solo di informare il resto del mondo che tu esisti.

(Citazione da Libero Reporter adattata ad IxR)

Pagina Facebookhttp://www.facebook.com/informareXresistere LA REDAZIONE

  • Stefano Alletti (fondatore) Nato il 29 Dicembre 1979 a Palermo Informatico (“cervello in fuga”): due lauree ed un Master in ingegneria informatica, risiede a Parigi ormai da 8 anni.
  • Salvatore Baglieri Nato il 30 Ottobre 1984 a Palermo. Laurea specialistica in Ing. Informatica a Bologna. Tornato (purtroppo) in Sicilia dove fonda la Digital 2B s.n.c.. Rincorre il cervello in fuga di Gasparri.

GLI AUTORI

  • Santo Melia Nato a Catania il 10 Dicembre del 1981 a furia di farsi domande sull’imbecillità dell’uomo, da 8 anni, si è trovato a fare quello che dovrebbero fare i giornalisti in Italia, informazione. Ho iniziato il mio percorso informativo da ateo e poi agnostico, continuando a studiare, evitando la propaganda massonica sono stato chiamato a rappresentare l’unica Verità possibile, quella cristiana. E come diceva l’eminente scienziato e uomo di fede profonda Louis Pasteur “Poca scienza allontana da Dio, ma molta riconduce a Lui”.
  • Riccardo Lautizi (Dioni) Interessato a tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. L’autosufficenza fisica è la naturale manifestazione di una riacquistata integrità dell’Essere che si realizza nel vedere la vera natura di ciò che sono.
  • Natalino Grigolato (Slasch16) Pensionato ex quadro nel settore privato. Ex militante del Pci con incarichi di sezione e di quartiere. Di famiglia medio borghese quando ho scelto la militanza mi hanno tagliato i viveri con moglie e figlio a carico, a 23 anni. Ho fatto la mia strada e mi sono impegnato in quasi tutte le battaglie degli anni 70, tra il 69 ed il 70 ho fatto il militare ed è lì che è avvenuta la svolta, ho deciso di impegnarmi. Più che riflettere faccio una mia radiografia a quello che avviene, fatti o notizie, uso ironia, sarcasmo per salvarmi il fegato, non diventare un terrorista ed infatti il sottotitolo del mio blog è: satira da salvataggio. Ho partecipato a quasi tutte le lotte degli anni 70, imponendo rinunce alla mia famiglia, condivise, nonostante ciò ho avuto una discreta “carriera ” nel lavoro infatti il capo votava, vota, a sinistra ed i sottoposti votavano Berlusconi, vincevano per 22 a 1, ma l’aumento di stipendio lo chiedevano a me. Naturalmente li mandavo ad Arcore, oltretutto siamo vicini e quindi comodi. Titolo di studi, terza media, infatti trovo sempre qualche maestrino o maestrina che mi corregge, dicono che non si capisce quello che scrivo. Io guardo in alto o nel contatore del mio blog e noto che ci sono centinaia di persone che hanno capito benissimo, sintassi o congiuntivi a parte, quindi o le la maestrina che non capisce niente o gli altri sono tutti pirla. Ai posteri l’ardua sentenza. Spirito libero ho sempre pagato le mie scelte, orgoglioso di averlo fatto. Sono uno normale e vorrei rivolgermi a gente normale finchè avrò fiato e spazio.
  • Stefano Fait Laurea in Scienze Politiche all’Università di Bologna e dottorato in Antropologia Sociale all’Università di St. Andrews. I suoi ambiti di ricerca principali sono i diritti umani e la bioetica, il razzismo, gli studi sociali e storici della scienza e la filosofia morale. Motto: la conoscenza protegge, l’ignoranza espone ad ogni sorta di pericolo. Blog: http://fanuessays.blogspot.com/ Pagina FB: Verso un Mondo Nuovo
  • Marco Cedolin (Il corrosivo e L’Aria che tira) nato a Torino nel 1963 vive oggi in Val di Susa nel piccolo comune di Mompantero. Scrittore e studioso di economia, ambiente e comunicazione, collabora da anni con alcuni fra i più importanti siti web. E’ fra i soci fondatori del Movimento per la Decrescita Felice di Maurizio Pallante, coordinatore Ambiente della lista civica nazionale Per il Bene comune, fa parte del Movimento NO TAV valsusino. Ha pubblicato “TAV in Val di Susa un buio tunnel nella democrazia”,  Arianna editrice 2006, “Grandi Opere le infrastrutture dell’assurdo” Arianna editrice 2008,ha contribuito alla pubblicazione di “Un programma politico per la decrescita” Edizioni per la decrescita felice 2008 curato da Maurizio Pallante, “Lo Stivale di Barabba” Macroedizioni 2008 e “Rifiuto, Riduco e Riciclo” Arianna Editrice 2009, curati da Stefano Montanari.
  •  Ettore Zanca nato a Palermo nel 1971. Laureato in giurisprudenza, scrittore, blogger, giornalista online. Cura l’editoriale Fango e Stelle per la testata di informazione web Informare per Resistere, è autore della rubrica Amore e Guerra per il quotidiano online La Valle dei Templi. I suoi articoli sono tradotti in inglese dalla testata web Times of Sicily e recensito in Spagna dal blog A Madrid si muove un’altra Italia. I suoi racconti di narrativa sono sfociati nella raccolta intitolata E vissero tutti feriti e contenti. Co-fondatore di una testata indipendente contro le criminalità organizzate, denominata Rete di giornalisti antimafie. Intorno a maggio 2010 la testata online nazionale Giornalettismo ha cominciato a pubblicare una sua collana narrativa di racconti brevi, intitolata Antieroi antimafia, nello stesso periodo ha scritto due racconti per il blog palermitano Rosalio. ha scritto per La Provincia di Frosinone il racconto il promontorio più bello del mondo, dedicato a Paolo Borsellino. Tra le sue passioni, c’è l’amore sconfinato per la sua città natale, Palermo, a cui ha dedicato un racconto pubblicato su Giornalettismo, intitolato Troppu scrusciu; la lettura di Alajmo, Carofiglio, Cavina, Perrone, De Silva, Gramellini, in testa come narratori, Palazzolo Bolzoni e Lodato come autori di libri-inchiesta, il calcio, in ogni sua forma visibile e giocabile. Ha pubblicato sul Guerin sportivo l’inchiesta Calcio e Mafie, intervista a Daniele Poto. Infine la musica, Enrico Ruggeri in primis, che figura anche tra gli intervistati per libro scritto a quattro mani con Daniela Gambino Vent’anni , Fabi, Stadio, Liga, Vasco, Alessandro Mancuso, Tinturia, Van Des Sfroos, tra i preferiti. Vincitore del premio letterario Il convivio, Giardini Naxos 2010 con il racconto Il colore che non esiste, del concorso letterario da piccoli aprile 2011 indetto da Montegrappa edizioni con il racconto sui bambini e la guerra: Polvere e del concorso Fame di parole 2012 per racconti sui disturbi alimentari, della Società Italiana di Psicologia, con Meglio essere Peter Parker. Con Coppola Editore ha pubblicato nella collana Il pizzino della legalità, Zupì e gli infedeli, la favola di don Pino Puglisi e insieme a Daniela Gambino Vent’anni, libro che raccoglie testimonianze sulla strage di Capaci e di Via D’amelio in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le scorte nel 1992. con Cartacanta Edizioni ha pubblicato il racconto Zisa Football club giunto terzo al concorso 8×8 organizzato da Fandango Edizioni, all’interno della raccolta Si sente la voce, il racconto su Marco Pantani Il San Valentino di Marco è stato selezionato nell’antologia delle opere finaliste della manifestazione Scrivere per Sport.
  • Salvatore Tamburro classe 1980. Economista e scrittore. Nasce  e vive a Napoli. Le sue origini derivano da padre napoletano, di Torre Annunziata (NA), e da madre americana, di Philadelphia (U.S.A.). Dopo il liceo scientifico decide di intraprendere gli studi economici presso l’Università Parthenope di Napoli, iscrivendosi al corso di laurea Economia e Commercio, dove terminerà il suo percorso di studi discutendo una tesi dal titolo “Bankitalia, Signoraggio e Nuovo Ordine Mondiale”, documento che fu e resta tuttora oggetto di discussione dentro e fuori il mondo accademico. Prima tesi di laurea in Italia ad affrontare il tema del signoraggio bancario. Dopo la laurea intraprende il praticantato come commercialista\revisore dei conti ed avvia la libera professione di consulenza fiscale e tributaria rivolta a società di persone, società di capitale e persone fisiche, occupandosi anche di contenziosi bancari e tributari. Ha scritto nel 2010 il libro “La Via del Denaro” (edizioni Nexus) che spiega la truffa del signoraggio e il sistema economico in cui viviamo, retto da un’oligarchia composta da banche, istituzioni sovranazionali e multinazionali. Nel 2012 ha pubblicato il libro “Non è crisi, è truffa!” (EdizioniSI), spiegando che ciò che fanno passare agli occhi della gente come crisi, in realtà non è altro che la conseguenza di operazioni ben progettate a monte dall’oligarchia al potere, ossia banche e corporation; in realtà si tratta di una truffa che grava sulle spalle della collettività, chiamata a sostenere sacrifici e misure di austerità imposte proprio dagli stessi fautori della crisi. Nel tempo libero partecipa, come relatore, a conferenze in tutta Italia che vertono su economia, finanza, geopolitica. E’ membro del C.S.M. (Centro Studi Monetari), presieduto dal prof. Nino Galloni, dedicato all’elaborazione ed alla divulgazione di materiale di supporto alla comprensione dei sistemi monetarie e bancari. E’ co-fondatore del Movimento D.D.S.M. (Democrazia Diretta & Sovranità Monetaria) e del Movimento 16-G, nati dall’esigenza di diffondere, attraverso manifestazioni, articoli e convegni, la reale struttura del sistema socio-economico in cui si vive, ossia un sistema bastato sulla moneta-debito in cui il popolo è stato privato del potere di sovranità monetaria e soggiogato alle imposizioni di una ristretta èlite di banchieri, capitalisti e politici. Il suo blog: http://salvatoretamburro.blogspot.it/
  • Davide Consonni Nato nel 1989 a Bergamo, laureando in Sociologia all’università Bicocca di Milano, scrive per i siti Losai.eu e RadioSpada.org. Si occupa di un ed un solo tema ed argomento: la setta massonica internazionale, la sua storia, i suoi protagonisti, i risvolti religiosi, politici, economici, sociali e culturali. Per il sito Informare per Resistere si occupa della rubrica “Massoneria
  • Giulio Leoni, di origine italiana, pensionato, è stato proprietario di un distributore di benzina nelle vicinanze di Red Mesa (Arizona). Ora vive in Italia, ha un pessimo carattere, non simpatizzava per il fascismo ma detesta l’antifascismo, disapprovava il comunismo ma ride quando sente parlare di anticomunismo. Lascia che i morti seppelliscano i morti e prega per loro. Apprezza radiospada.org

Il manifesto del web journalism 1. “Internet è diverso” Il nuovo mezzo di comunicazione è molto differente rispetto agli altri media. Chi vuol lavorare nel campo dell’informazione deve adattare i propri metodi di lavoro alla realtà tecnologica di oggi invece di ignorare e contestare il mondo multimediale. Bisogna produrre prodotti giornalisti nuovi e migliori. 2. “Internet è un impero mediatico tascabile” Grazie a internet è possibile fare dell’ottimo giornalismo anche senza immensi investimenti. Il web riorganizza le strutture esistenti dei media abbattendendo gli antichi confini che esistevano tra giornali, televisione, radio etc. 3.”Internet è la nostra società e la nostra società è internet” Wikipedia, YouTube e i social network sono diventati una parte della vita quotidiana per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale. I mezzi di comunicazione, se intendono sopravvivere alla rivoluzione tecnologica contemporanea, devono capire i legittimi interessi dei nuovi utenti e abbracciare le loro forme di comunicazione. 4. “La libertà di internet è inviolabile” Il giornalismo del XXI secolo che comunica digitalmente deve adattarsi all’ architettura aperta di Internet. Non è ammissibile che si limiti questa libertà in nome di interessi particolari commerciali o politici, spesso presentati come interessi generali. Bloccare parzialmente l’accesso a internet mette a repentaglio il libero flusso delle informazioni e il diritto fondamentale di informarsi. 5. “Internet è la vittoria dell’informazione” Per la prima volta grazie a Internet l’utente può scegliere realmente come informarsi e attraverso i motori di ricerca attingere a un patrimonio d’informazione immenso. 6. “I cambiamenti apportati da Internet migliorano il giornalismo” Grazie a internet il giornalismo può svolgere un’azione socio-educativa completamente nuova. Ciò significa presentare notizie in continuo cambiamento attraverso un processo inarrestabile. Chi vuol praticare il giornalismo deve essere stimolato da un nuovo idealismo e capire che le risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare. 7. “La rete richiede collegamenti” La rete è fatta di collegamenti. Chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale e ciò vale anche per i sitiweb dei tradizionali mezzi di comunicazione. 8. “Linkare premia, citare abbellisce” Chi fa giornalismo online deve offrire all’utente un prodotto sempre più completo. Linkare le fonti e citarle permette di conoscere direttamente e più ampiamente i temi di cui si dibatte. 9. “Internet è la nuova sede per il discorso politico” Il giornalismo del XXI secolo deve fare in modo che il dibattito politico si trasferisca sempre di più sulla rete così il pubblico potrà partecipare direttamente ai discorsi politici e dire la sua. 10. “Oggi libertà di stampa significa libertà d’opinione” I giornalisti non devono temere che la rete possa sminuire il loro compito di selezionare le notizie e informare. La vera dicotomia che invece internet realizza è quella tra il buon e cattivo giornalismo. 11. “Sempre di più: le informazioni non sono mai troppe” Sin dall’antichità l’umanità ha capito che più informazioni si hanno più è grande la libertà. Internet è il mezzo che può più di tutti può allargare la nostra libertà. 12. “La tradizione non è un modello di business” Come dimostra già la realtà odierna è possibile fare buon giornalismo su internet e guadagnare denaro. Non bisogna ignorare lo sviluppo tecnologico solo perché secondo alcuni distruggerà le aziende giornalistiche, ma bisogna avere il coraggio di investire e ampliare la piattaforma multimediale. 13. “Il diritto d’autore diventa un dovere civico su Internet” La rete deve rispettare il diritto d’autore, ma anche il sistema del copyright deve adattarsi ai nuovi modelli di distribuzione e non chiudersi nei meccanismi di approvvigionamento del passato. 14. “Internet ha molte valute” Il modo più tradizionale di finanziare i giornali online è attraverso la pubblicità. Altri modi per finanziare i prodotti giornalistici devono esseri testati. 15. “Cio’ che è in rete rimane sulla rete” Il giornalismo del XXI secolo non è più qualcosa di transitorio. Grazie alla rete tutto rimane nella memoria degli archivi e dei motori di ricerca e ciò fa in modo che testi, suoni e immagini siano recuperabili e rappresentino fonti di storia contemporanea. Ciò stimola a sviluppare un livello qualitativo sempre migliore. 16. “La qualità resta la più importante delle qualità” Le richieste degli utenti sono sempre maggiori. Perché un utente resti fedele ad un particolare giornale online, quest’ultimo deve garantire qualità e soddisfare le richieste del lettore senza rinunciare ai propri principi. 17. “Tutto per tutti” Internet ha dimostrato che l’utente giornalistico del XXI secolo è esigente e nel caso di un dubbio su un articolo è pronto a studiare la fonte per essere maggiormente informato. I giornalisti del XXI secolo che il lettore cerca non sono quelli che offrono solo risposte, ma quelli che sono disposti a comunicare e a indagare. IxR aderisce al manifesto del web journalism dei blogger tedeschi

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