4 incredibili miracoli eucaristici al di là di ogni spiegazione scientifica

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  • di Philip Kosloski

Queste ostie miracolose continuano a sconcertare gli scettici

La Chiesa cattolica insegna un dogma chiamato “transustanziazione”, che il Catechismo spiega così: “Con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue” (CCC 1376).

Ciò significa che, mentre le apparenze di pane e di vino rimangono, la sostanza è completamente cambiata (grazie alla potenza di Dio) in corpo e sangue di Cristo. È un insegnamento basato sulla scrittura e sulla tradizione, e sin dai tempi degli apostoli rimane invariato nella sua essenza.

Tuttavia la Chiesa ha riconosciuto che, occasionalmente, Dio interviene in modo più visibile e può cambiare persino le apparenze del pane e del vino nel Suo corpo e nel sangue. Dio può anche conservare miracolosamente un’ostia consacrata per un lungo periodo di tempo, superiore al naturale tempo di conservazione del pane.

Sebbene la Chiesa non basi il suo insegnamento su questi miracoli, ma sulla parola di Cristo, quando Dio sceglie di fare miracoli del genere solitamente moltissime persone sono portate a credere fermamente nella Presenza Eucaristica di Gesù Cristo.

Ecco quattro dei più incredibili miracoli eucaristici esaminati dai migliori scienziati di tutto il mondo, che alla fine hanno dovuto concludere che la scienza non è stata in grado di spiegare il fenomeno miracoloso.

1. Lanciano, Italia

Nell’ottavo secolo un sacerdote aveva dubbi sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Un giorno, durante la Messa, dopo la consacrazione il pane e il vino si trasformarono visibilmente in carne e sangue. Nel 1970-’71 e poi nel 1981 fu condotta un’indagine scientifica dallo scienziato Odoardo Linoli, professore di anatomia, di istologia, di chimica e di microscopia clinica. Fu coadiuvato dal prof. Ruggero Bertelli dell’Università di Siena.

Hanno concluso che la “carne” era un tessuto cardiaco contenente arteriole, vene e fibre nervose. Si è scoperto che il sangue (coerentemente con tutti gli altri miracoli eucaristici approvati) era di tipo AB. Secondo Zenit, “il Consiglio superiore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, O.M.S., organismo dell’O.N.U., nominò una commissione scientifica per verificare, mediante esperimenti di controllo, le conclusioni del medico italiano. I lavori durarono 15 mesi con 500 esami… [e confermarono che il fenomeno] non è scientificamente spiegabile”.

2. 

Nel 2013 il vescovo Zbigniew Kiernikowski, della Diocesi di Legnica, ha dichiarato:

Il 25 dicembre 2013, durante la distribuzione della Santa Comunione, un’ostia consacrata è caduta sul pavimento e poi è stata raccolta e messa in un contenitore con dentro dell’acqua. Poco dopo apparvero macchie di colore rosso. L’ex vescovo di Legnica, Stefan Cichy, ha istituito una commissione per approfondire il fenomeno. Nel febbraio 2014 un piccolo frammento rosso dell’ostia è stato separato e messo su un corporale. La Commissione ha ordinato di prelevare dei campioni per permettere ai competenti istituti di ricerca di eseguire test approfonditi.

Dopo le indagini, il Dipartimento di Medicina Forense ha dichiarato:

Nell’immagine istopatologica sono stati trovati frammenti di tessuto contenenti le parti frammentate di un muscolo striato. (…) Il tutto (…) assomiglia di più al muscolo cardiaco, con delle alterazioni che spesso appaiono durante l’agonia. Studi genetici indicano l’origine umana del tessuto.

3. Buenos Aires, Argentina

Il 18 agosto 1996, mentre padre Alejandro Pezet stava concludendo la messa nella parrocchia di Santa Maria y Caballito Almagro, una donna ha riferito che un’ostia consacrata veniva dissacrata su un portacandele nel retro della chiesa. Non potendo consumare l’ostia, padre Pezet la mise in un bicchiere d’acqua e pose questo nel tabernacolo.

Il lunedì successivo, il sacerdote aprì il tabernacolo e scoprì che l’ostia sembrasse essere una sostanza sanguinosa. Il miracolo fu segnalato al Cardinale Jorge Bergoglio (il futuro Papa Francesco), che condusse un’indagine dopo che l’ostia sanguinante si conservò miracolosamente per diversi anni.

Il 18 agosto 1996, mentre padre Alejandro Pezet stava concludendo la messa nella parrocchia di Santa Maria y Caballito Almagro, una donna ha riferito che un’ostia consacrata veniva dissacrata su un portacandele nel retro della chiesa. Non potendo consumare l’ostia, padre Pezet la mise in un bicchiere d’acqua e pose questo nel tabernacolo.

Il lunedì successivo, il sacerdote aprì il tabernacolo e scoprì che l’ostia sembrasse essere una sostanza sanguinosa. Il miracolo fu segnalato al Cardinale Jorge Bergoglio (il futuro Papa Francesco), che condusse un’indagine dopo che l’ostia sanguinante si conservò miracolosamente per diversi anni.

Uno di questi scienziati fu il dottor Frederic Zugiba, noto cardiologo e patologo forense. Stabilì che la sostanza analizzata fosse composta da carne e sangue, contenente del DNA umano. Zugibaˆdichiarò che “il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco trovato nella parete del ventricolo sinistro vicino alle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Bisogna tener presente che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco è infiammato e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che, al momento del prelevamento del campione, il cuore era vivo. È mia opinione che il cuore fosse vivo, poiché al di fuori di un organismo vivente i globuli bianchi muoiono. Richiedono un organismo vivente che li sostenga. La loro presenza indica dunque che il cuore fosse vivo, quando fu prelevato il campione. Inoltre, questi globuli bianchi erano penetrati nel tessuto, il che indica che il cuore era stato sottoposto a stress, come se la persona fosse stata colpita sul petto.

4. Tixtla, Messico

Il 21 ottobre 2006, durante un ritiro parrocchiale, un’ostia consacrata che stava per essere distribuita emanò una sostanza rossastra. Il Vescovo del luogo, Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Alejo Zavala Castro, convocò una commissione teologica per determinare se si trattasse di una truffa o di un vero miracolo. Nell’ottobre 2009 invitò il dott. Ricardo Castañón Gómez a condurre una ricerca scientifica con un gruppo di scienziati, e verificare l’eventuale natura miracolosa del fenomeno. Recenemente il dottor Gómez ha terminato le sue indagini sul miracolo verificatosi a Buenos Aires.

La ricerca scientifica condotta tra l’ottobre 2009 e l’ottobre 2012 ha reso pubblica la seguente dichiarazione:

La sostanza rossastra analizzata corrisponde al sangue. In essa sono presenti emoglobina e DNA di origine umana.

Due studi che eminenti esperti forensi hanno condotto con metodologie diverse hanno dimostrato che la sostanza deriva dall’interno, escludendo l’ipotesi che qualcuno possa averla posta dall’esterno.

Il gruppo sanguigno è AB, simile a quello trovato nell’Ostia di Lanciano e nella Sacra Sindone di Torino. Un’analisi microscopica di ingrandimento e penetrazione rivela che la parte superiore del sangue è coagulata dall’ottobre 2006. Tuttavia gli strati sottostanti interni rivelano, nel febbraio 2010, la presenza di sangue fresco.

L’evento non ha una spiegazione naturale.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

Fonte: Aleteia