Adesso Battisti fa pure lo strafottente

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  • di Igor Traboni

Il terrorista rosso (ergastolo per 4 omicidi) arrestato mentre scappava in Bolivia: ‘Non temo l’estradizione, protetto dal visto di Lula’

Adesso fa anche lo strafottente Cesare Battisti, il terrorista dei proletari armati per il comunismo arrestato al confine tra Brasile e Bolivia, mentre cercava di svignarsela in quest’ultimo Paese, con un pacco di dollari addosso per ricominciare lì una nuova vita.

Secondo il quotidiano carioca Estadao, il terrorista rosso – condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi e di fatto latitante da oltre vent’anni – Battisti ha dichiarato alla polizia federale di “non temere di essere estradato in Italia”, perché si sente “protetto” da un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un “visto permanente” nel paese sudamericano. Battisti fa riferimento al controverso atto che Lula firmò il 31 dicembre di sette anni fa, proprio negli ultimi istanti del suo mandato presidenziale, come ulteriore schiaffo alla sua gente (il Brasile aveva e ha altri problemi) e nuovo sdegno di “vicinanza” a tanta sinistra italiana, da Renzi a Pisapia, che lo hanno sempre visto come una sorta di punto di riferimento.

Ma allora, se si trova così bene e protetto in Brasile, perché il 61enne nativo di Sermoneta stava cercando di svignarsela a bordo di un taxi già con targa boliviana?

Battisti probabilmente sentiva il fiato sul collo della giustizia brasiliana, che a quanto pare aveva iniziato a vagliare seriamente la richiesta di estradizione arrivata nelle settimane scorse dall’Italia. Quell’Italia dove ora anche la politica governativa pare destarsi dai sonni decennali sulla vicenda: “L’Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti la pena, e la sconti nel nostro paese. E’ questo un modo per restituire, almeno in parte, quanto è stato tolto al nostro paese e ai familiari delle vittime”, ha detto il ministro della giustizia Andrea Orlando, mentre il suo collega agli Esteri, Angelino Alfano, via twitter ha fatto sapere di aver incontrato l’ambasciatore italiano in Brasile per seguire la possibile estradizione.

E su twitter, s’è fatto vivo sul caso Battisti anche Matteo Renzi : “#Battisti stava fuggendo in Bolivia. L’hanno preso. Adesso le autorità brasiliane lo restituiscano all’Italia, subito. Chiediamo #giustizia”. Quella stessa giustizia che il segretario pd, allora presidente del consiglio, non risulta abbia chiesto al suo amico compagno Lula quando lo accolse con tutti gli onori a Roma, come uno dei primi atti dopo l’auto-nomina (“Letta, stai sereno”, con sponda Napolitano) a premier.

fonte: ilgiornaleditalia