Agente in coma, 29 anni, per colpo di pistola e le sospendono lo stipendio

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Agente in coma per un colpo di pistola, la rabbia del papà di Sissy: “Le hanno sospeso lo stipendio” – di Angela Marino

“Mia figlia onorava la sua divisa e ora che è ricoverata, praticamente in lotta quotidiana per la vita, le hanno addirittura sospeso lo stipendio”.

Salvatore Trovato Mazza è il papà dell’agente penitenziaria Sissy, ferita alla testa mentre svolgeva il suo lavoro in servizio esterno a Venezia. “Mi vergogno di ricordare che appartenesse a quell’istituzione, l’hanno lasciata sola”.

“Da febbraio a Sissy è stato sospeso lo stipendio, solo grazie alla generosità di tanti sconosciuti che si sono affezionati e lei e alla sua storia possiamo pagare le spese legali”. È l’amarissimo sfogo di Salvatore Trovato Mazza, papà della giovane poliziotta calabrese da un anno in stato vegetativo per un colpo di pistola alla testa.

Salvatore, capofamiglia stanco e profondamente deluso dal sistema giudiziario italiano, ha affidato a Fanpage.it un lungo sfogo sulla vicenda che ha colpito la sua famiglia. Maria Teresa Trovato Mazza – Sissy – 29 anni, è rimasta ferita circa due anni fa mentre controllava una detenuta ricoverata all’ospedale di Venezia.

È stata trovata accasciata su se stessa nell’ospedale della struttura sanitaria. Da allora è ricoverata in stato vegetativo permanente in una struttura riabilitativa a Zingonia (Bergamo).

“Mi trovo a 1400 chilometri da casa, sono qui per lei, le parlo dolcemente dei suoi amici del suo cane, di tutto quello che ama e non posso fare a meno di pensare che è stata lasciata sola da chi era responsabile della sua vita”.

Sissy lavorava come agente penitenziaria negli uffici del carcere della Giudecca. “Mia figlia onorava la sua divisa, rispettava i colleghi e i detenuti e invece è stata abbandonata dal suo corpo di polizia. Provo vergogna, oggi, nel dire che appartenesse a quella istituzione”.

“Da quando è stata soccorsa in ascensore la Procura ha liquidato il caso come suicidio. Come si può affermare che mia figlia si è sparata alla nuca da sola senza aver esaminato l’ascensore, ripulito all’istante dopo la tragedia? Come si può ricostruire la traiettoria dello sparo senza aver esaminato da subito la ferita di mia figlia, visitata da un medico legale solo un mese dopo i fatti? Non faccio che domandarmi chi stanno coprendo.

Perché né l’amministrazione penitenziaria né la magistratura hanno mai voluto approfondire quei fatti? Io ho mille prove della incontenibile vitalità di mia figlia: atleta, poliziotta, figlia piena di amore, quando è finita in coma ho scoperto che aveva adottato un bimbo a distanza. Loro che prove hanno di presunti ‘istinti’ suicidi?”

“Io e mia moglie Caterina andremo avanti nella ricerca della verità – la famiglia è ora assistita dall’avvocato Fabio Anselmo, legale dei casi Cucchi e Aldrovandi, ndr. – ma possiamo contare sul solo aiuto del comitato Sissy la Calabria è con te. Si tratta di un gruppo di conterranei che si è formato spontaneamente dopo i fatti del 2016 e al quale si sono uniti poi tanti sconosciuti.

Sono commosso dal ricevere ogni giorno telefonate e e mail di perfetti sconosciuti che si interessano della salute di mia figlia, quando chi aveva responsabilità della sua vita – Sissy era in servizio – non solo ha sospeso lo stipendio dal 26 febbraio, ma neanche una volta è venuto a trovarla in ospedale”.

Il comitato ‘Sissy la Calabria è con te‘, guidato dall’amica di famiglia e vicepresidente, Jo Pinto è in prima linea accanto ai coniugi Trovato Mazza insieme al gruppo ‘Sissy qui tutti con te’.

“Quella ragazza è una guerriera – dice Jo – noi le siamo vicini con tutto il nostro affetto e con il sostegno concreto che possiamo dare: abbiamo organizzato serate in suo onore e raccogliamo fondi su un conto dedicato. Noi non la lasceremo mai sola”. Fonte: fanpage.it