Amanti robot: dopo il successo della versione femminile, arriva quella maschile col “fallo bionico”

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Sesso con Big Jim

  • di Francesco Volpi

Arriva l’amante robot destinato alle donne. Ultima, squallida, trovata in materia di sex toys

Anche i consumi sono un termometro del degrado della società. Pensiamo alle file chilometriche per accaparrarsi l’ultimo modello di smartphone e ai centri commerciali presi d’assalto durante i Black Friday. Ma riflettiamo anche sul variegato, e molto discutibile, mondo dei sex toys, arricchitosi, da qualche tempo, di un nuovo oggetto, destinato a mandare in pensione le vecchie bambole gonfiabili. Si tratta di veri e propri robot capaci di soddisfare ogni desiderio proibito, donando agli utilizzatori sensazioni assimilabili a quelli di un amplesso reale.

Amanti robot. Considerato l’elevato numero di ordini arrivati per la versione femminile (ribattezzata Harmony), i produttori hanno da poco lanciato quella maschile, riservata alle donne e agli uomini di orientamento omosessuale o bisessuale. Una missione, sulla carta, molto più complessa, considerata la meccanica completamente diversa dei due tipi di rapporto.

La persona oggetto. L’uscita di Harmony, tra l’altro, aveva provocato un’autenica bufera sulla Realbotix (questo il nome dell’azienda californiana), accusata di favorire lo stereotipo della “donna oggetto“. Matt McMullen, amministratore delegato e direttore creativo della società, in una recente intervista al DailyStar si difeso dagli attacchi, spiegando che Harmony “è molto più di una semplice cosa“. In effetti la bambola è dotata d’intelligenza artificiale. E’ capace di interagireparlare ed è dotata di un proprio carattere. In sostanza con essa si finisce col creare un simulacro (piuttosto triste in verità) di relazione affettiva, affiancata a quella sessuale vera e propria. “Così finirà l’idea – è stata la battuta di McMullen – che solo gli uomini vogliano una donna oggetto“. Come svilire in poche parole decenni di lotte per la parità di genere.

Principe di plastica. Passiamo ai dettagli. Il “robot macho” non ha caratteristiche fisse ma viene assemblato in base ai gusti delle signore. Si possono scegliere colore (e lunghezza) dei capelli e degli occhi, ma anche staturalook, livello di abbronzatura e presenza di eventuali tatuaggi. In sostanza un principe azzurro di plastica con una sua personalità, ovviamente compatibile con quella della sua proprietaria. Lo volete romantico e affettuoso o bello e dannato? Ogni preferenza in materia di uomini può essere soddisfatta. Anche l’aspetto “hot” è curato con grande attenzione. I movimenti tipici dell’amplesso sono assicurati da una colonna vertebrale flessibile. Non solo: sarà possibile scegliere anche le dimensioni e la forma dell’organo sessuale. “Il fallo bionico – ha spiegato McMullen – assicura un piacere superiore a quello di un normale vibratore”. Rispetto a un uomo in carne ossa, fra l’altro, “non conosce stanchezza e può andare avanti per ore”. Il tutto a un costo proibitivo per i più: circa 15 mila dollari.

Critiche. Diversamente da quanto si potrebbe pensare il nuovo prodotto è stato accolto con cauto entusiasmo e qualche critica. Ne ha parlato a Motherboard la femminista Samantha Cole. A proposito delle prestazioni a lunga durata del robot ha detto: “L’idea che le donne sognino amanti in grado di soddisfarle per ore corrisponde più all’idea che gli uomini hanno delle fantasie femminili che non ai desideri femminili veri e propri“. Il, vano, tentativo di superare lo stereotipo della “donna oggetto” finisce, insomma, col dare adito al cliché della donna “licenziosa” e “viziosa“, squallido subprodotto della pornografia e, quindi, retaggio anch’esso di una visione distorta dell’altro sesso. Come lo è l’idea stessa che l’atto sessuale abbia una valenza a sé stante, scissa dalla complessità e dall’appagamento emotivo proprio di un vero rapporto di coppia basato su sensazioni e sentimenti reali. Non di plastica.

Fonte: interris