Anche la nave della “Save The Children” sotto inchiesta della magistratura.

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La polizia giudiziaria sta operando una perquisizione della nave appartenente alla “ONG , Save the Children”, alla ricerca di documenti e prove circa eventuale collusione della nota ONG con i trafficanti che lucrano sui migranti imbarcati nelle acque della Libia.

Dalle notizie trapelate si è saputo che la perquisizione della nave “Vos Hestia” (di proprietà della ONG ) risulta conseguente ad un rapporto informativo congiunto che Polizia, Sco e Guardia Costiera hanno fatto arrivare ai pm lo scorso 5 ottobre. L’ipotesi degli inquirenti è quella che a bordo della nave della Ong Save The Children ci siano documenti che si riferiscono alla gestione di alcuni trasbordi di immigrati clandestini nel tratto di mare immediatamente vicino alle acque territoriali libiche. Naturalmente si tratta soltanto di ipotesi che gli inquirenti dovranno accertare.

In precedenza il decreto di sequestro, emesso in Agosto dal gip Cersosimo del Tribunale di Trapani, relativo alla nave Iuventa, aveva fatto più volte riferimento alla Vos Hestia, spesso in contatto con la Iuventa per trasbordare gli immigrati che venivano portati sotto bordo della ong tedesca dai barconi o barchini condotti dai trafficanti e scafisti.

Risulta che anche il modo di operare in mare della Vos Hestia era stato segnalato all’autorità giudiziaria da un agente dello Sco, appositamente infiltrato a bordo della nave, mascherato come dipendente di una società incaricata della sicurezza, la Imi Security Service.

Il comandante della Vos Hestia, Marco Amato, era stato informato di un prolungamento delle indagini a suo carico per avere omesso di comunicare all’autorità giudiziaria che, in un episodio di immigrati presi a bordo, fu sequestrato un ingente quantitativo di droga che per ordine dello stesso comandante fu gettato in mare. Nel caso della perquisizione odierna gli agenti di polizia giudiziaria devono verificare l’eventuale sussistenza di elementi che comprovino il reato di favoreggiamento dell’Immigrazione clandestina da parte dell’equipaggio della nave appartenente alla ONG. Per tale motivo si svolge la perquisizione alla ricerca di documenti cartacei o informatici da cui risulti l’eventuale commissione del reato.

La ONG Save the Children ha provveduto ad emettere una nota ufficiale con cui ha voluto chiarire che l’indagine e la perquisizione non riguardano la stessa ONG ma “che risulta relativa a presunte condotte illecite commesse da terze persone». Inoltre la ONG ha ribadito di aver sempre agito nel pieno rispetto della legge e di essere del tutto estranea alle indagini.

Nota:  Dopo la nota ufficiale si inizia a sospettare che, nonostante le buone intenzioni della ONG, considerata peraltro benemerita per le sue precenti attività a supporto di bambini e persone gravemente in pericolo in teatri di guerra, ci siano persone di dubbia affidabilità che si siano infiltrati sulle navi delle ONG che traghettano i migranti dalle coste della Libia nei porti della Sicilia.

Il sospetto arriva dopo le varie inchieste della Procure di Trapani e di Catania che, dopo anni di inerzia, hanno finalmente messo sotto la lente di ingrandimento le attività delle navi appartenenti alle ONG ed hanno indagato sui grandi flussi di denaro che queste ONG ricevono per queste attività che, contrariamente a quanto affermavano tutti i media e le TV in Italia, non sembra siano del tutto disinteressate e spontanee come si voleva far credere. In particolare molti dei migranti che arrivano sulle coste del Sud Italia non vengono salvati miracolosamente in mare ma piuttosto tranquillamente prelevati dalle coste libiche dove, a pochi Km. di distanza, si soffermano le navi delle ONG in attesa della telefonata dello scafista di turno che avvisa la nave dell’arrivo del “carico”. Una precisa attività di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” (a scopo di lucro) prevista come reato con aggravanti specifiche nel codice penale.

Vogliamo pensare che non sia questo certamente il caso della nave della “Save the Children”, peraltro associazione benemerita, ma il sospetto sulle attività delle altre navi delle ONG che stazionano nel tratto di mare di fronte alle coste libiche, ci sembra molto fondato.
Una cosa è certa ed è che il traffico dei migranti è un lucroso affare su cui si sono protese le mani di mafie internazionali, di scafisti, di mafie italiane, di associazioni e cooperative, di politici senza scrupoli, oltre che un business su cui si è creato un indotto di operatori, mediatori, albergatori, caporali e malfattori vari. Il traffico viene pilotato da centrali transnazionali e finanziato per finalità non del tutto chiare da organizzazioni come la Open Society di Soros.

In ogni caso, dopo le ultime proposte di concedere il voto anche agli  immigrati, di attribuire anche la cittadinanza ai figli dei migranti, tramite la proposta dello Jus soli, nonchè di favorire in tutti i modi l’assistenza, la formazione e l’integrazione degli stessi con appositi stanziamenti di denaro pubblico (che gli italiani svantaggiati e poveri non hanno mai visto a loro favore), appare chiaro il piano di sostituzione di buona parte della popolazione italiana con i migranti arrivati dall’Africa e da altri paesi.

L’arrivo dei migranti, come molte volte abbiamo sostenuto, costituisce una mano d’opera a buon mercato disponibile per quasiasi tipo di lavoro e con la potenzialità di essere un domani utilizzata anche come nuova classe di sfruttati a discapito degli interessi dei lavoratori e disoccupati italiani e stranieri residenti.

La nota e compianta antropologa Ida Magli, aveva predetto tutto questo in vari articoli e nel suo famoso loibro che riguardava il tradimento della classe politica e il processo di “africanizzazione dell’Italia”. Pochi le avevano creduto e molti l’avevano dileggiata ma oggi le sue previsioni si rivelano esatte.

Traduzione e nota: Luciano Lago

fonti:  Agent Press   Secolo XIX    Catania Today