Antonio Di Maio si scusa: “Ho sbagliato, mio figlio non sapeva nulla”

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Lavoro nero, Antonio Di Maio si scusa: “Ho sbagliato, mio figlio non sapeva nulla” (Video)di Adolfo Spezzaferro

Di padre in figlio: “Questa volta Facebook lo uso io”. Antonio Di Maio, il padre del vicepremier e capo politico del M5S Luigi, a quasi un mese di distanza dalle prime notizie che lo hanno riguardato, debutta sul celebre social con un video di cinque minuti in cui legge la sua versione sulle vicende abusi edilizilavoratori in nero e debito da 176 mila euro contratto con lo Stato. E fa mea culpa, discolpando al contempo il figlio.

Sono un piccolo imprenditore che ha commesso degli errori”, ripete più volte. “Chiedo scusa per gli errori che ho commesso, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato, e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa”, afferma.

Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare ma, come ho già detto, lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla“, chiarisce nel tentativo di scagionare una volta per tutte il vicepremier.

Le scuse di Antonio Di Maio, padre del vicepremier Luigi

“Quando c’è crisi e a volte si ha paura di non poter andare avanti. Ho sbagliato – prosegue Di Maio senior – a prendere lavoratori in nero, per carità, ma l’ho fatto perché in quel momento non trovavo altre soluzioni a una situazione difficile. Io ho certamente commesso degli errori, delle leggerezze di cui mi prendo tutta la responsabilità. E, come ho già detto, sono pronto a rispondere dei miei errori, ma dovete lasciar stare la mia famiglia”.

Per quanto riguarda il debito, che l’Agenzia di riscossione (la ex Equitalia) non ha mai riscosso in dieci anni, Di Maio senior dà questa spiegazione: “Non esiste nessuna elusione fraudolenta. Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare. Non vi era altra strada che chiudere. Ma non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori”.

Come da prassi, quindi, è scattata l’ipoteca, rimasta inevasa dal 2010 ad oggi, sulla proprietà di Mariglianella: terreni su cui sono stati rilevati la scorsa settimana quattro immobili abusivi su cinque, con atti trasmessi alla Procura di Nola.

Di Maio ricorda poi che non sono state eluse le tasse da sua moglie, la docente Paolina poi diventata titolare della nuova impresa, che però – in quanto insegnante di scuola pubblica – era incompatibile.

L’imprenditore si dice vittima di “attacchi spropositati”, con l’obiettivo di “screditare Luigi e di togliergli la voglia di andare avanti. Cosa che non avverrà”.

Il finale è da antologia: “Voglio dire da padre a figlio, a Luigi, che mi dispiace per tutto quello che sta passando. Da padre, posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, ma non perché è mio figlio, ma perché credo che stia facendo il bene di questo Paese, contro tutto e contro tutti“. Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE

La mia lettera

Salve a tutti,Questa volta Facebook lo uso io per parlare di una vicenda che ormai è sotto i riflettori. Sono emozionato perciò leggo questa lettera che sentivo il dovere di scrivere.Sono semplicemente un piccolo imprenditore che ha commesso degli errori. Chiedo scusa per gli errori che ho commesso, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato, e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa. Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare ma, come ho già detto, lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla. Come ogni padre ho provato a non far mancare nulla alla mia famiglia. Per questo, nei periodi difficili, ho cercato di andare avanti da solo perché non volevo pesare su di loro. So che tanti papà mi capiscono. Essere un piccolo imprenditore non è facile, soprattutto quando le commesse non vengono pagate. Quando c’è crisi e a volte si ha paura di non poter andare avanti. Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero, per carità, ma l’ho fatto perché in quel momento non trovavo altre soluzioni a una situazione difficile. Io ho certamente commesso degli errori, delle leggerezze di cui mi prendo tutta la responsabilità. E, come ho già detto, sono pronto a rispondere dei miei errori ma dovete lasciar stare la mia famiglia. Ribadisco che i miei figli non c’entrano nulla con tutto questo. Ho nascosto i miei errori per un motivo banale che per me era importante: avevo paura di perdere la loro stima. Cosa che forse è accaduta comunque. Come ha scritto mia cugina “Non potendo attaccare l'onestà, la trasparenza e il coraggio di Luigi… ecco che sono partiti attacchi spropositati contro la sua famiglia pur di screditarlo e di togliergli la voglia di andare avanti. Cosa che, se conosco mio figlio, non succederà. Luigi a volte mi ha dato una mano in azienda, come fanno tanti figli con i padri e ci sono tutti i documenti che lo provano, lui li ha già pubblicati. Io sono molto orgoglioso dei miei figli e sono orgoglioso di Luigi.Volevo parlare poi anche di un altro argomento. Quando, nei giorni scorsi, la Polizia Municipale è venuta a Mariglianella per controllare il capanno sul terreno – che è di proprietà mia e di mia sorella -l'area è stata sorvolata da un drone, come nei giorni scorsi anche la nostra casa. C’erano telecamere e giornalisti ovunque. Forse non spetta a me giudicare, ma mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace anche per i miei vicini e per tutto il Paese. Ammetto che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile e altre cose. Anche in questo caso, se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità, ma essendo la mia proprietà privata non pensavo che questo potesse essere addirittura un reato ambientale. Riguardo, poi, il nuovo servizio delle Iene andato in onda ieri sera, voglio precisare una cosa importante: non esiste nessuna elusione fraudolenta. Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare. Questi avevano bloccato l'attività di impresa per cui non vi era altra strada che chiuderla. Non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori, tanto è vero che, 4 anni dopo, nel 2010, Equitalia Polis Spa agente della riscossione per la provincia di Napoli iscrive ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella. Successivamente mia moglie ha avviato una nuova attività di impresa che ha pagato regolarmente le tasse. Quindi non c'è stato nessun intento elusivo: né elusione di imposte sui redditi prodotti dalla nuova ditta di mia moglie, né sottrazione della garanzia patrimoniale per i miei debiti pregressi alle pretese dei creditori. Ripeto che non voglio certamente discolparmi se ho fatto degli errori e voglio da padre a figlio dire a Luigi che mi dispiace per tutto quello che lui sta passando. Da padre, posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, ma non perché è mio figlio, ma perché credo che stia facendo il bene di questo Paese, contro tutto e contro tutti.

Posted by Antonio Di Maio on Monday, December 3, 2018

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