Antonio Megalizzi e quella sua battuta beffarda sui terroristi alla Meloni

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antonio megalizzi

Antonio Megalizzi non ce l’ha fatta: il giovane giornalista italiano, colpito da un proiettile l’11 dicembre, è morto ieri pomeriggio.

Aveva solo ventotto anni e si trovava a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, per fare un’intervista.

Secondo la ricostruzione ufficiale sarebbe stato ucciso dal terrorista Cherif Chekatt, quasi un suo coetaneo, nato a Strasburgo ventinove anni fa ma di origine nordafricana.

L’attentatore, come riporta l’agi, aveva già subito ventisette condanne in tre Paesi: Francia, Germania e Svizzera.

Proprio in carcere si sarebbe ‘radicalizzato’, nonostante nella sua famiglia di origine marocchina avesse già diversi parenti vicini agli ambienti islamici radicali.

Già cinque anni fa, nel 2013, la Direzione generale della sicurezza interna, lo aveva segnalato come fiches S, ovvero un individuo pericoloso per la sicurezza dello Stato.

Cherif Chekatt ha agito come da copione: si è messo a urlare Allahu Akbar in un mercatino di Natale e poi ha iniziato a sparare a perfetti sconosciuti.

Strani questi terroristi: si trovano a Strasburgo, la città sede del Parlamento Europeo, l’emblema dell’autorità occidentale, e cosa fanno? Vanno a sparare in un mercatino di Natale.

Il famigerato Isis ha poi rivendicato l’attentato, scrivendo che il terrorista era un loro soldato. Ma perché sarebbe andato a sparare in un mercatino di Natale?

Il movente lo conosciamo grazie al tassista. Sì, perché dopo la sparatoria, Cherif Chekatt ha preso un taxi e ha confessato al conducente di aver ucciso diverse persone: “L’ho fatto per vendicare i fratelli morti in Siria“.

Quale potrebbe essere il nesso tra i morti in Siria e la gente che passeggiava in un mercatino di Natale a Strasburgo? Non si capisce.

Tempismo eccezionale

La guerra in Siria è iniziata nel 2011 e da allora ha fatto circa mezzo milione di morti. Se Cherif Chekatt, per qualche motivo, avesse ritenuto l’Europa responsabile di quei morti, perché agire in un mercatino? E perché proprio adesso?

Non solo il terrorista se l’è presa con perfetti sconosciuti mentre era a due passi dai vertici europei ma lo ha fatto durante la protesta dei Gilet Gialli, praticamente la più grande protesta di un popolo contro l’Europa da quando esiste la Comunità Europea…

Pura casualità? Certo è che, se le cose fossero andate realmente così, Cherif Chekatt non doveva essere un tipo molto lungimirante. E i dirigenti dell’Isis non dovrebbero essere tanto più furbi, anzi.

I morti in Siria, movente ufficiale del terrorista, non hanno giovato di alcun beneficio dall’attentato. Né i morti siriani, né i vivi siriani.

Antonio Megalizzi morto per una ‘coincidenza’

L’unico a giovare di questo provvidenziale attacco è stato Macron, il presidente francese messo alle strette dai Gilet Gialli: grazie all’attentato i mass media di mezzo mondo hanno potuto spostare l’attenzione dal suo pessimo governo al problema terrorismo islamico.

Ed era prevedibilissimo. Prevedibile per tutti tranne che per Cherif Chekatt e i furboni dell’Isis. Il terrorismo internazionale, di fatto, è riuscito a favorire Macron.

E dove? A Strasburgo, nel cuore della potenza europea. La coincidenza, questa volta, è sfuggita a Giorgia Meloni, che si è limitata a scrivere:

Non ce l’ha fatta Antonio Megalizzi: un’altra vittima italiana del fondamentalismo islamico che continua a dilagare in Occidente. Cordoglio e vicinanza alla famiglia in questo momento difficile…“.

Coincidenza che invece aveva sottolineato un anno e mezzo fa, il 20 aprile 2017, quando su Twitter aveva pubblicato:

Bruxelles: nella stessa città la sede delle Istituzioni Ue e il quartier generale dei terroristi islamici. La cosa fa parecchio riflettere“.

Infatti a Bruxelles ci sono le sedi della Commissione Europea, del Consiglio dell’Unione Europea e, in parte, quella del Parlamento Europeo (l’altra parte si trova proprio a Strasburgo).

Antonio Megalizzi, invece, che era un convinto europeista (condivideva pure +Europa della Bonino) andò a commentare quel tweet di Giorgia Meloni:

Per non parlare del Barcellona che non segna in casa e del calo delle temperature. Coincidenze? Non credo“.

Il destino è stato più beffardo della battuta di Megalizzi. È morto ucciso, ufficialmente, dal terrorismo islamico a Strasburgo. E la Meloni scrive che continuerà a battersi anche nel suo nome:

Continueremo a batterci, anche nel suo nome, per sconfiggere chi ha dichiarato guerra alla nostra civiltà e alla nostra libertà”.