Asgardia: la prima “nazione” extraterrestre

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  • di Francesco Volpi

Nata dall’idea di un magnate russo promuove lo “sfruttamento pacifico dello spazio”

Segnali dallo spazio ancora non ne abbiamo, ma gli extraterrestri sono già in mezzo a noi. Non parliamo del grazioso Et, dei luminosi alieni di Cocoon, di GrigiRettiliani o Visitors. Ma del primo progetto per la creazione di una civiltà posizionata al di fuori della nostra orbita. Un mix tra fantascienza, politica, tecnologia e grandi ideali che prende il nome di Asgardia, in omaggio alla leggendaria città di Asgard nella quale, secondo la mitologia norrena, vivevano Odino e gli altri dei.

Forma di governo

La micronazione ha da poco lanciato il suo primo satellite (Asgardia-1) ed entro il 2017 conta di celebrare le elezioni politiche. Già, perché Asgardia è retta da unamonarchia costituzionale – la denominazione ufficiale è “Space Kingdom of Asgardia” – ancora sprovvista di organi rappresentativi. Sul trono virtuale, al momento, siede “re” Igor Ashurbeyli, ingegnere miliardario russo fondatore dell’Aerospace International Research Center di Vienna.

Il quale, da monarca avveduto, ha già provveduto a blindare la sua leadership, inserendo nella costituzione di Asgardia una clausola che impegnava i suoi membri a confermarlo nel ruolo di capo assoluto sino al completamento della transizione democratica.

Obiettivi

Comunque si risolva la questione della forma di governo resta il fatto che Ashurbeyli verrà ricordato come il “padre fondatore” della micronazione. E’ stato lui, infatti, a creare dal nulla Asgardia nell’ottobre 2016. L’annuncio ufficiale è stato dato in pompa magna, con tanto di conferenza stampa a Parigi. Obiettivo del progetto, è creare un nuovo quadro giuridico per lo sfruttamento pacifico dello spazio, libero dal controllo delle nazioni della Terra. Altro target è quello di ”proteggere l’umanità e la Terra dalle minacce che arrivano dallo spazio, come detriti spaziali, tempeste geomagnetiche innescate dalle particelle espulse dal Sole e collisioni di asteroidi”.

La costituzione

Il preambolo della costituzione, solennemente annuncia: “Noi, indipendentemente dai nostri Paesi di provenienza e dalle religioni, etnie, lingue, nazionalità e cittadinanze esistenti nei diversi Stati della Terra, espriamo la nostra libera scelta e convinzione di unire la futura umanità rendendola multi-etnica, transnazionale, multi-religiosa, etica e pacifica, basandosi sull’uguaglianza e la dignità di ogni essere umano” e di “risolvere le differenze, i conflitti e le imperfezioni della storia umana (…) e di promuovere una nuova era nella colonizzazione dello spazio”. Seguono i 50 articoli in cui si dipana la carta fondamentale di Asgardia.

Cittadinanza

L’altro ambizioso obiettivo è il riconoscimento, entro il 2018, da parte delle Nazioni Unite. Per questo, subito dopo il lancio dell’inziativa, è partita una campagna per dotare Asgardia di una sua popolazione. Chiedere la cittadinanza è semplicissimo, basta connettersi al portale ufficiale della micronazione e fare richiesta (gli unici prerequisiti sono la maggiore età e la condivisione dei valori promossi dalla costituzione). Per quanto riguarda i minori vige lo ius sanguinis. Si diventa asgardiani sin dalla nascita solo se almeno uno dei genitori è già cittadino. Se invece il minorenne è nato prima della fondazione è necessaria la richiesta del papà o della mamma, purché siano asgardiani. Lo status può essere perso per rinuncia del cittadino o revoca da parte delle autorità “nazionali”. A giugno 2017 la popolazione era stata calcolata in 210 mila unità.

Il satellite

Ma se il riconoscimento da parte dell’Onu è risultato difficile da raggiungere, lo stesso non vale per le missioni spaziali. Il lancio di Asgardia-1 rappresenta, infatti, il primo passo ufficiale verso la creazione di un sistema giuridico extraplanetario. Il satellite, grande come una pagnotta di pane, è decollato lo scorso 12 novrembe dalla base NasaWallops Flight Facility (Virginia) a bordo della navicella Cygnus, la quale, dopo aver rifornito l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale rilascerà Asgardia-1 in orbita. Nei 500 gigabyte di dati contenuti nel suo hard disk si trovano la costituzione, i simboli e gli elementi identificativi dei suoi cittadini. Non solo, viene offerta la possibilità di caricare file sul satellite per proteggerli dalle leggi terrestri. Anche se, a dirla tutta, in assenza di un riconoscimento Asgardia è soggetta alla normative austriache sul copyright.

Riflessioni

E’ indubbio che un progetto come questo eserciti un certo fascino ma, ciononostante, alcune riflessioni sono necessarie. L’esplorazione spaziale e la futura creazione di colonie su altri pianeti (uno su tutti: Marte) sembrano un orizzonte inevitabile nel lungo periodo ma questo non deve sottrarre l’uomo dalle sue responsabilità nei confronti della sua casa naturale: la Terra. Immaginare un mondo futuro rischia di farci dimenticare quello attuale, nel quale le condizioni di vivibilità si stanno progressivamente deteriorando (pensiamo ai cambiamenti climatici o al persistere di drammatiche piaghe sociali, come la fame). L’uomo, in altre parole, deve imparare ad accettare e migliorare se stesso. E’ questa la premessa per ogni conquista, compresa quella del cosmo.

Fonte: interris