Atleta nigeriana aggredita: i TG gridano al razzismo ma i carabinieri smentiscono

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Daisy

Atleta di origine nigeriana aggredita: i carabinieri escludono razzismodi Alessandro Della Guglia

Roma, 30 lug – Forse stavolta riusciremo a risparmiarci il piagnisteo allarmato dei buonisti, che di fronte a casi come questo tendono a bypassare la proverbiale lentezza della giustizia italiana.

Se viene aggredita una persona di colore, inevitabilmente per Saviano, Boldrini e magliette scarlatte varie la sentenza è presto emessa: discriminazione razziale. Tanto più che adesso torna utilissimo per attaccare il governo.

Secondo i primi accertamenti da parte dei carabinieri, la discobola e pesista Daisy Osakue, di origini nigeriane e iscritta ai Giovani Democratici (organizzazione giovanile del Pd), non sarebbe stata picchiata né insultata.

Avrebbe subito un lancio di uova da un’auto che l’ha affiancata la scorsa notte a Moncalieri, mentre stava camminando per strade insieme ad alcuni amici.

Le forze dell’ordine escludono dunque che si tratti di un gesto razzista. Colpita da uova e basta quindi.

“Per fortuna è soltanto una abrasione. Qualche giorno di riposo, qualche goccia e dovrei star bene – ha raccontato la ragazza dopo l’episodio – Il gesto non è stato accompagnato da insulti a sfondo razzista ma volevano colpire una ragazza di colore, è razzismo. Un atto di codardia”.

Per l’atleta è razzismo, per le forze dell’ordine no

Lei stessa aveva ammesso che nessuno quindi l’aveva insultata, ma aveva dato per scontato il gesto razzista. E invece pare proprio di no, le forze dell’ordine stanno indagando per rintracciare gli aggressori che non sarebbe la prima volta che agiscono così.

Ovvero si sarebbero già resi protagonisti di lanci di uova contro i passanti, ma secondo i militari non perché spinti da razzismo.

Nel mese di luglio sono stati infatti denunciati altri due episodi analoghi: contro la casa di un pensionato nel primo caso e ai danni di tre donne che uscivano da un ristorante nel secondo.

Tre donne colpite da uova lanciate da una macchina. Caso decisamente simile a quello dell’atleta di colore. Fonte: Il Primato Nazionale