Bambini obesi, l’esperto: “Ecco che rischi corrono”

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  • di Loredana Suma

Il nutrizionista Vincenzo Barretta: “Chi non ha una buona educazione alimentare non è in grado di trasmetterla ai figli”

Cresce il numero di persone in sovrappeso, specialmente tra i bambini e gli adolescenti, sempre più lontani da un regime alimentare corretto. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Barretta, nutrizionista e già docente presso la l’università di Tor Vergata, nominato dalla Direzione Generale della Sanità militare Esperto nutrizionista per le Forze Armate.

Incarico per il quale ha rappresentato l’Italia nel Gruppo di Lavoro Internazionale presso le Nazioni Unite per la revisione della razione alimentare somministrata al personale impegnato nelle operazioni di pace.

Dott. Barretta l’obesità è un fenomeno dilagante?

“Sì, soprattutto in alcuni Paesi. Nel nostro i grandi obesi non sono tantissimi, ma i soggetti in sovrappeso sono moltissimi. Fenomeno che riguarda circa il 25% dei bambini. Non è poco”.

Quando si può parlare di obesità?

“L’obesità è una galassia, ce ne sono di vari tipi: patologica quando è estrinsecata da disordini metabolici, di tipo genetico nel caso in cui entrambi o uno dei genitori sono obesi, poi esiste quella causata da disturbi alimentari cioè dal mangiar male. Ovviamente per il primo caso vanno curate le patologie e quindi è necessario risalire alle  fonti. Potrebbe, ad esempio, derivare da problemi endocrinologici. In questo caso, curando la patologia si risolve anche l’obesità”.

Parliamo dei disordini alimentari

“Cominciamo col dire che sono di diversa origine. Il minore mangia ciò che l’adulto propone e agisce per imitazione. L’obesità di questo tipo deriva da una nutrizione non adeguata al soddisfacimento dei bisogni metabolici; in poche parole un soggetto in età di sviluppo deve essere nutrito in rapporto alla vita che conduce, al dispendio di energie che consuma. Se passa molto tempo a scuola, le attività sportive dovrebbero essere fatte in alcuni orari e non in altri, occorrerebbe passare più tempo all’aria aperta. Spesso tutto questo non è possibile e di conseguenza il bambino o l’adolescente finisce con lo svolgere una vita sedentaria, dannosa per la salute. Passa troppo tempo davanti alla tv o al pc sgranocchiando cibi non adeguati”.

Cosa significa “agisce per imitazione”?

“Pensiamo alle pubblicità di merendine, patatine e snack di vario tipo. Un ragazzo che guarda la televisione per distrarsi o riposare viene bombardato dalla pubblicità, a quel punto si alza e apre il frigorifero; prende ciò che è a portata di mano, può essere qualsiasi cosa, sicuramente è dannosa perché la merenda va regolata in una certa maniera, con attenzione, e non deve essere ipercalorica.

Se i ragazzi si nutrono male di chi è la responsabilità?

Dei genitori, sono loro il primo esempio. Se non hanno una corretta educazione alimentare come possono insegnarla e trasmetterla ai figli? È molto più semplice acquistare cibo commerciale spazzatura che impiegare il tempo alla ricerca di materie prime di qualità. Non è la quantità che conta, ma la qualità. È la formazione del genitore in primis che traina il bambino, ma spesso accade il contrario. Certo, esiste anche un aspetto ludico socializzante che è importante, come ad esempio concedere un panino al fast food, ma deve avvenire una tantum.. Mi rendo conto che non è facile negare quando si è circondati da esempi negativi.

Quali sono gli effetti sulla salute?

“Una errata alimentazione nel breve periodo non comporta seri rischi, se non nella capacità di movimento. C’è poi un aspetto psicologico, perché il bambino grasso è in molti casi schernito e isolato. Nel tempo possono, però, manifestarsi patologie come diabete, cardiopatie, ipertensione e così via. Il compito dei genitori sarebbe quello di vigilare, ma come fa a vigilare chi dovrebbe già di suo essere monitorato?”

Quando bisogna rivolgersi allo specialista?

“Prima che sia troppo tardi. Quando la situazione sta per sfuggire di mano e non si è in grado di gestirla e contenerla. L’Italia ha le linee guida per una sana alimentazione italiana. Esistono i cosiddetti Larn ( fabbisogni del metabolismo di base e attività fisica). Su quelli il professionista si basa per impostare una dieta corretta e ripristinare il giusto metabolismo corretto.Oggi ci aiuta anche la genetica”.

In che senso?

“La nutri genetica è una recente conquista, studia in particolare la variabilità della ri­sposta individuale, a livello biochimico, all’assunzione di un determinato alimento (o suo costituente), in funzione della struttura del proprio Dna. Si somministra un test genetico mirato all’individuazione di variazioni genetiche responsabili della predisposizione a sviluppare alterazioni del normale metabolismo e assorbimento di nu­trienti. Il test genetico, unito al per­corso intrapreso con il nutrizionista, mostra al paziente i rischi connessi ad un’alimentazione scorretta e, al tempo stesso, i benefici di uno stile di vita salutare. La consulenza nutrizionale fornisce gli strumenti pratici per mettere in atto il cambiamento. È ovvio che ci deve essere una forte motivazione per intraprendere un percorso e il supporto di chi sta vicino è fondamentale per raggiungere l’obiettivo con successo”.

Fonte: interris