Bambini transgender, l’Aifa dice sì: medicinali a carico del Ssn

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Bambini transgender

Bambini transgender: l’ Aifa dice sì all’inibitore della pubertà

  • di Francesca Romana Poleggi

Nei giorni scorsi l’ Aifa (Agenzia Italiana per il Farmaco)  ha dato il suo assenso all’inserimento della triptorelina, per i bambini che vogliono “cambiare sesso”, tra i medicinali a carico del Ssn.

Il farmaco finora si è usato per curare il cancro alla prostata o alla mammella o per determinati problemi ormonali.

Per il suo potere di inibire la secrezione ipofisaria delle gonadotropine quali l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo-stimolante (FSH), la triptorelina può ritardare lo sviluppo puberale dei bambini che soffrono di disforia di genere e che quindi non accettano il sesso che la natura gli ha dato. Ritardando lo sviluppo, possono allora sottoporsi a un intervento di riassegnazione chirurgica del sesso che risultarà più facile, dato che il malcapitato paziente non ha ancora caratteri sessuali ben definiti.

L’ Aifa fa gli interessi dei bambini? Dei transgender?

I nostri Lettori sanno bene quanto la prospettiva di “cambiamento del sesso” sia un’illusione ai danni delle persone con disforia di genere e a vantaggio esclusivo delle case farmaceutiche e delle cliniche specializzate in mutilazioni e ricostruzioni genitali. Le testimonianze in tal senso dall’estero sono agghiaccianti.

L’inganno e la violenza sono ancor più gravi se perpetrati ai danni dei bambini e degli adolescenti. E anche di questo chi non si lascia accecare dall’ideologia si può ben renedere conto.

Purtroppo, però l’ideologia impera. E l’ideologia gender in particolare fa il gioco degli sfruttatori e degli pseudo scienziati alla John Money.

L’ Aifa di ideologia ne sa qualcosa, visto che ha approvato il bugiardino bugiardo che nega l’effetto abortivo dei cosiddetti “contraccettivi” d’emergenza. Questa delibera è perfettamente coerente…

I bambini italiani, come i bambini inglesi?

In Italia già dal 2013, al Careggi di Firenze i bambini con disforia di genere potevano cominciare l’iter per il cambiamento di sesso con gli inibitori della pubertà, come la triptorelina. Ora che l’ Aifa ha dichiarato utilizzabile anche questo farmaco a spese dei contribuenti probabilmente la pratica si diffonderà più agevolmente.

Nel Regno Unito, nel 2010 erano stati contati 97 casi di bambini con disforia di genere1.013 i casi registrati in soli nove mesi del 2015: potenza dell’ideologia. I medici britannici sono preoccupati. “Meno male”, diremmo, se non fosse che la loro preoccupazione è squisitamente economica, perché – pare – il Ssn inglese non ce la fa a sostenere gli ingenti costi. Figuriamoci il nostro Ssn…

… E gli effetti collaterali?

Peccato che nessuno parli degli effetti collaterali (basta guardare qui, o qua: aumento del rischio di ictus o di gravi problemi cardiaci, può aumentare i livelli di zuccheri nel sangue e, in rari casi, portare ad apoplessia pituitaria. Inoltre può causare: costipazione, problemi nella sfera sessuale, diarrea, capogiri, mal di testa, vampate, perdita dell’appetito, nausea, insonnia, fastidi allo stomaco, stanchezza o debolezza, vomito, tanto per elencarne alcuni. E sono effetti riscontrati su soggetti adulti. Sui ragazzini saranno amplificati?

… E la vis sanatrix naturae?

Peccato che nessuno dica che nel 90% dei casi i bambini con disforia di genere guariscono da sé, recuperano spontaneamente  e naturalmente l’accettazione del proprio sesso biologico proprio con quella pubertà che questi medicinali, invece, non fanno arrivare mai…

(Fonte: Quotidiano Sanità)

Fonte: Notizie ProVita

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