Bimba «morta di malaria»: il giudice Imposimato chiede se la causa siano stati i 10 vaccini della Lorenzin

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Il Giudice Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, ha osato scrivere su Facebook:

«Se la bambina ha fatto i 10 vaccini e poi è morta occorre accertare se essi siano stati la causa della morte».

Cosa c’è di scandaloso nella frase del giudice? A nostro modesto avviso nulla, dato che 1) gli stessi deputati del Partito Democratico hanno ammesso che i vaccini possono essere causa di decessi e 2) medici di fama internazionale, intervistati da Repubblica, affermano che 12 vaccini insieme sono un suicidio.

Eppure in Italia, è risaputo, i commentatori di Facebook ne sanno più dei presidenti della Suprema Corte di Cassazione e infatti Michela scrive: «Ill.mo imposimato [da notare la minuscola del nome proprio], leggendo i suoi ultimi post mi viene il dubbio che le abbiano hackerato il profilo. È l’unica spiegazione a simili affermazioni».

Invece Ilenia commenta: «Ma avete la minima idea di come si prende la malaria? Dei tempi di incubazione? Di come evolve e si sfoga e di come si guarisce?? Dopo che avrete letto il tutto, rileggete la storia di questa bimba e realizzate da soli le incongruenze».

E Ramona cerca di mediare tra le parti: «Sono d’accordo che non si debba strumentalizzare in nessun modo questa vicenda ma ritengo lecito mantenersi aperti e porsi domande e oltre che logico indispensabile per cercare di comprendere cosa è realmente accaduto! Per esempio valutare se le vaccinazioni abbiano indebolito (si sa che avviene un abbassamento delle difese post vaccino) la bambina… Ciò che accade appunto negli immunodepressi… Senza guerre… Senza posizioni ideologiche dall’una e dall’altra parte».

Chi scrive è stato tre volte in Burkina Faso. Non sono un medico ma posso testimoniare che, almeno nelle due città principali, Ouagadougou e Bobo Dioulasso, la gente che ho conosciuto non ha paura della malaria che viene diagnosticata con l’esame di una goccia di sangue e curata con dei farmaci. Purtroppo la povera Sofia non ha avuto la stessa fortuna dei burkinabé.