Bitcoin e criptomonete, i criminali informatici tornano a farsi pagare in dollari

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Bitcoin e criptomonete sull’ottovolante

  • di Alfonso Maruccia

Il valore della moneta virtuale più famosa subisce oscillazioni inaspettate e l’intero mercato delle criptomonete ne risente. L’incertezza è tale che nemmeno i cyber-criminali possono più fare i loro prezzi in BTC

Roma – Quasi a voler confermare i recenti avvertimenti di Warren Buffet, negli ultimi giorni il mercato delle criptomonete sembra letteralmente impazzito: il valore dei principali player di mercato va su e giù come sull’ottovolante, e persino i criminali informatici si sono dovuti adattare tornando al caro vecchio dollari per fissare i prezzi dei loro “servizi” anti-ransomware.

Tutto è cominciato con Bitcoin, naturalmente, la criptomoneta originale il cui valore ha nelle scorse ore subito il primo, consistente tracollo del 2018: il BTC è sceso a $10.300, poi superando (verso il basso) persino la soglia psicologica dei 10.000 dollari dopo aver raggiunto quasi $20.000 solo il mese scorso.

Il crollo di Bitcoin si è portato dietro l’intero mercato delle monete virtuali, costringendo operatori e investitori a sperimentare perdite a doppia cifra sulle transazioni in Bitcoin Cash, Ethereum, Litecoin, Dash, Monero e tutto quanto.

La bolla delle criptomonete sta finalmente per scoppiare? Di certo è difficile trovare una spiegazione razionale al fenomeno, anche se c’è chi riconduce le pesanti fluttuazioni nel valore dei BTC alla volontà, espressa dalle autorità sudcoreane, di mettere al bando i servizi di cambio nel paese.

Il fatto che le autorità monetarie di diversi paesi – inclusi Cina e Russia – non vedano di buon occhio Bitcoin & compagnia non è però una novità, e spiegazioni alternative parlano di un influsso eccessivo di speculatori arrivati nell’ultimo periodo a tentare la strada delle criptomonete per un po’ di guadagni facili.

Di certo il mercato delle monete virtuali è un argomento molto “hot” nell’ambito del cyber-crimine, e anche in questo caso c’è chi pensa a speculare e chi fa considerazioni di mero business: la botnet spara-spam Necurs ha preso recentemente a promuovere la criptomoneta Swisscoin, mentre i creatori di ransomware sono tornati a usare il dollaro nell’indicazione del prezzo necessario a sbloccare i file criptati sui PC infetti.

Fonte: Puntoinformatico