Bordate di fischi e buu prima e durante Georgia Alabama. Ma Trump non si scompone VIDEO

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  • di Daniele Vice

Il presidente Usa è stato fischiato prima e durante il match fra Georgia e Alabama

Finale di football amara per Donald Trump, accolto da bordate di fischi e buu al suo arrivo ad Atlanta, dove si è svolto l’atteso match fra Alabama e Georgia. Le proteste sono iniziate fuori dallo stadio, i cui ingressi erano stati bloccati per ragioni di sicurezza prima dell’arrivo del corteo presidenziale. Ai cori dei contestatori che si erano dati appuntamento davanti al Mercedes Benz Stadium si sono unite le imprecazioni dei tifosi, costretti ad attendere sotto una pioggia battente. Fischi anche quando Trump scortato dagli agenti è entrato in campo per l’inno.

Contestato

Nonostante i fischi e le urla di molti, risuonati in tutto lo stadio, il presidente americano non si è scomposto e con la mano sul cuore ha anche cantato alcune strofe dell’inno nazionale. Qualche giocatore e qualche membro dello staff delle due squadre è stato sentito insultare il capo di Stato, riportano i media. Ma nessuna manifestazione come nei mesi scorsi nella Nfl, quando al momento dell’inno molti giocatori hanno iniziato a inginocchiarsi. Trump quindi è stato fatto accomodare in una tribuna coperta per seguire la partita tra l’Università della Georgia e quella dell’Alabama. Con lui anche il vicepresidente Mike Pence.

Molti ad Atlanta non hanno scordato le parole di Trump di un anno fa, quando pochi giorni prima del suo insediamento alla Casa Bianca parlò di una città “messa malissimo“, “che sta cadendo a pezzi” e “infestata dai criminali”, attaccando su Twitter uno dei suoi cittadini più illustri, John Lewis, icona della lotta per i diritti civili degli afroamericani.

L’altra partita

E’ vicina, intanto, la nomina del prossimo vice presidente della Fed. Secondo indiscrezioni, un annuncio è atteso a breve. Fra i papabili candidati ci sarebbe Lawrence Lindsey, che già in passato è stato governatore della Fed. La poltrona è vacante da quando Stanley Fisher ha annunciato le sue dimissioni in ottobre. Oltre a Lindsey, in corsa per la posizione ci sarebbe Mohamed El-Erian, l’ex Pimco e consigliere di Allianz. La nomina del vice presidente rientra nella “rivoluzione” alla Fed sotto l’amministrazione Trump. Il presidente americano ha già nominato Jerome Powell alla guida della banca centrale al posto di Janet Yellen e Randal Quarles vice presidente per la supervisione. Il vice presidente della Fed svolge un ruolo centrale nella banca, in quanto braccio destro del presidente e spesso a capo dei progetti più importanti. Insieme al presidente e al presidente della Fed di New York, il vice presidente della Fed forma di solito la catena di controllo della banca sulla politica e sulla strategia da seguire. Anche la Fed di New York è caccia del suo numero uno dopo che il presidente William Dudley ha annunciato la sua intenzione di lasciare alla metà del 2018.

Fonte: interris