Braccialetti Amazon: con delle vibrazioni guideranno il lavoratore

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Braccialetti Amazon: aiuto nella ricerca o controllo serrato?

Amazon vuole metterli ai dipendenti: per aiutarli a cercare le merci in magazzino, ma il timore è quello di un controllo serrato

Facilitare il lavoro dei magazzinieri nel rintracciare le merci: è questo l’obiettivo che vorrebbe raggiungere una nuova iniziativa di Amazon, ma che in realtà ha subito suscitato un vespaio di polemiche. Si tratta di braccialetti elettronici per i dipendenti, da indossare ai polsi, che poi attraverso delle vibrazioni saranno in grado di guidare il lavoratore alla ricerca degli oggetti in magazzino.

In pratica, questi braccialetti sarebbero connessi all’inventario e agli ordini, così da controllare con precisione se le mani dei dipendenti si stanno muovendo nel posto “giusto”. Il potenziale mezzo di sorveglianza, come detto, sta già facendo discutere.

In questo modo, infatti, ed è questo il timore più grande, l’azienda potrà in pratica controllare i dipendenti.

Amazon nel pomeriggio di ieri ha diramato questa nota: “Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti. In Amazon siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità”.

Braccialetti Amazon: Immediate le reazioni dal mondo politico e sindacale

“In Italia – ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti – c’è una legge, e la legge va rispettata. Quindi le cose che si possono fare sono quelle che ammette la legge e quelle che non si possono fare sono quelle che vieta la legge. Peraltro sul tema dei controlli la legge prevede che per avere determinate autorizzazioni e possibilità ci debba essere un accordo con le organizzazioni sindacali e/o, dall’altra parte, un’autorizzazione delle autorità competenti. Io non valuto nel merito nulla, dico solo che in Italia la legge si applica e si rispetta: lo deve fare Amazon come tutti gli altri imprenditori>.

<Uno strumento schiavista che rischia di ledere fortemente la privacy dei lavoratori, poiche’ li sorveglia durante tutto il ciclo produttivo. In Italia, qualsiasi attività di controllo sul lavoro dei dipendenti e’ illegale”, ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale Ugl, che poi ha aggiunto: “Il colosso dell’e-commerce mondiale e’ tristemente abituato a trattare i propri operai come fossero automi, questo non potrà mai essere un modello di lavoro accettabile per nessuna azienda al mondo”.

Per Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega ed europarlamentare, “impiegati attivi sette giorni su sette, h24, controllati da robot e con tempi da robot: questo e’ il mondo che prospetta questa globalizzazione dominata dall’oligopolio delle multinazionali. In questo senso il ‘braccialetto a ultrasuoni’ che starebbe brevettando Amazon per i suoi lavoratori e’ l’anticamera dell’inumano e apre prospettive inquietanti. Quando leggevamo Isaac Asimov pensavamo fosse fantascienza, la globalizzazione lo sta trasformando in drammatica realta’. Ma opporsi e’ ancora possibile, ed e’ la nostra battaglia”.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA