Cannabis legale, stop del Parlamento: passa solo l’uso terapeutico

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  • di redazione

Passa un testo del Pd che non prevede più la liberalizzazione per uso personale. Radicali all’attacco: “Continueremo la battaglia”.

Stop all’iter legislativo per legalizzare la cannabis. Le commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera hanno deciso ieri di adottare un testo base sulla liberalizzazione della canapa che riguarda soltanto l’uso terapeutico.

Emendamenti a settembre

Relatrice della nuova proposta è Margherita Miotto (Pd), che ha così affossato la liberalizzazione della cannabis per uso personale.

Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per lunedì 11 settembre alle 16. A favore hanno votato Pd, Lega, Ncd e Forza Italia.

Il testo alternativo bocciato

Bocciato il testo alternativo di Daniele Farina(Si) comprendente anche la legalizzazione della cannabis. Il relatore “sconfitto” definisce il testo approvato come “estremamente tenue” perché “è un articolato circoscritto all’uso medico, limitato e molto lontano dalla discussione pubblica di questi annie dalle esperienze concrete ormai diffuse nel mondo”.

La delusione dei Radicali

Più duri i Radicali, maggiori sostenitori della droga libera. In una nota a firma Riccardo Magi e Antonella Soldo definiscono “irresponsabile” e “ipocrita” la proposta della Miotto. “La cannabis terapeutica è legale dal 2007 in Italia e nonostante ciò fatica ad affermarsi proprio a causa dell’aurea di criminalizzazione che ancora circonda questa sostanza”, spiegano i due radicali, rilevando che “sono ancora moltissimi i medici che non conoscono questa possibilità terapeutica o che si rifiutano di prescriverla per paura di essere perseguiti”.

La battaglia continua

I Radicali annunciano però di non voler seppellire l’ascia di guerra. “Essendo una legge popolare, resterà in piedi anche nella prossima legislatura – avvertono Magi e la Soldo -. Come Radicali continueremo a batterci, anche con le nostre disobbedienze civili, perché questa legge venga discussa e approvata, per consegnare finalmente all’Italia una riforma che attende da tempo”.

FONTE: In Terris