Carlo Tavecchio in lacrime a Le Iene: “Non dormo da 4 giorni, colpa di Ventura”

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Mentre oggi si decide il destino di Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio, ieri sera è andata in onda l’intervista della ‘Iena’ Nicolò De Devitiis. Il presidente non riesce a trattenere le lacrime, poi accusa Ventura: “Sbagliata la formazione e le scelte tecniche. Non dormo da quattro giorni”.

Ma chi è Carlo Tavecchio? Diplomato in ragioneria ed ex dirigente bancario presso la Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza, all’età di 33 anni si candida a sindaco nel suo comune di nascita, Ponte Lambro (CO) nelle liste della Democrazia Cristiana. Viene eletto e conserva la carica per quattro mandati consecutivi, dal 1976 al 1995. Nel 1974 è tra i fondatori della Polisportiva di Ponte Lambro e, in ambito calcistico, per sedici anni diventa presidente dell’ASD Pontelambrese, società dilettantistica che durante la sua gestione arriva a disputare anche il campionato di Prima Categoria. La sua carriera dirigenziale all’interno di Federcalcio inizia con l’incarico di consigliere del Comitato Regionale Lombardia della Lega Nazionale Dilettanti (LND) mantenuto dal 1987 al 1992, diventando poi nei successivi quattro anni vice presidente della LND e venendo eletto nel 1996 al vertice del medesimo Comitato Regionale Lombardia.

Il 29 maggio 1999, a seguito delle dimissioni del suo predecessore Elio Giulivi a causa dell’affaire Rieti – Pomezia, è votato presidente della LND. Dal maggio 2007 diventa vice presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio assumendone la funzione di vice presidente vicario nel 2009.

Durante la sua carriera Tavecchio è stato anche consulente del Ministero dell’Economia e delle Finanze per le questioni di natura fiscale e tributaria relative all’attività sportiva dilettantistica, nonché componente della commissione ministeriale, presso il Ministero della Salute, per i problemi relativi all’impiantistica nazionale. Inoltre, nel biennio 2002/2004 è stato esperto in materia di calcio dilettantistico e giovanile e ai campi in erba artificiale e, dal 2007, è designato dall’UEFA membro effettivo della Commissione per il calcio dilettantistico e giovanile. Scrive anche un libro per spiegare il calcio ai più piccoli, dedicandolo alla nipote Giorgia, dal titolo «Ti racconto… il calcio».

Dopo le dimissioni di Giancarlo Abete nell’estate del 2014, Tavecchio si candida alla presidenza della FIGC, forte anche dell’appoggio di diciotto club di Serie A. La sua candidatura perde però consensi per una frase pronunciata il 25 luglio dello stesso anno, durante l’assemblea estiva della Lega Dilettanti, ritenuta offensiva nei confronti dei giocatori extracomunitari. I presidenti di Assocalciatori e Assoallenatori Tommasi e Ulivieri ne mettono in dubbio l’idoneità al ruolo di presidente federale, mentre i presidenti delle Leghe A, B e Pro Beretta, Abodi e Macalli lo difendono e attenuano la portata delle sue parole.

Il 28 luglio 2014 la FIFA chiede alla FIGC di aprire un’indagine sul caso, interessando anche la propria Task Force contro la discriminazione e ottenendo l’appoggio del funzionario europeo Dennis Abbott. Gli avversari di Tavecchio riesumano anche sue frasi precedenti che suscitano contrasti e polemiche, mentre a loro volta i sostenitori di Tavecchio intervengono in sua difesa. Tra questi Gigi Riva, che ne ricorda l’impegno costante per l’integrazione e la solidarietà, Adriano Galliani, che non condivide l’accusa di razzismo e invita a non dare peso eccessivo ad una frase infelice, Marco Tardelli, secondo cui l’accusa di razzismo è un pretesto che nasconde l’intento di impedirne l’elezione ed Enrico Preziosi, che accusa di falso moralismo chi attacca Tavecchio.

L’11 agosto 2014 Tavecchio viene eletto presidente della FIGC con il 63,63% dei voti, prevalendo sull’altro candidato Demetrio Albertini. Sulla frase pronunciata a luglio da Tavecchio si svolgono tre inchieste ai diversi livelli del governo del calcio. Quella della FIGC termina il 25 agosto 2014 con l’archiviazione, non avendo il Procuratore federale riscontrato nell’episodio aspetti di rilevanza disciplinare. Il procedimento avviato dall’UEFA si conclude invece il 6 ottobre successivo con la comminatoria di una sospensione per sei mesi di Tavecchio da tutti gli incarichi di rilievo europeo. Il 5 novembre successivo la FIFA estende a livello mondiale la squalifica comminata dall’UEFA.

Sostenuto da Lega A, Lega D, AIAC e AIA, il 6 marzo 2017 viene riconfermato presidente della FIGC con il 54,03% dei voti, prevalendo sull’altro candidato Andrea Abodi (45,97%). Il 21 aprile dello stesso anno è nominato commissario della Lega Serie A.