Chi è Monica Cirinnà?

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  • di Flaminia Camilletti

Vegetariana, animalista, meglio conosciuta per il disegno di legge sulle unioni civili e le sue battaglie progressiste: ecco chi è la senatrice Monica Cirinnà.

Promotrice delle unioni civili, nonché prima firmataria della legge passata in parlamento, personaggio gay del 2016, vegetariana, animalista, quasi gattara e sostenitrice dell’utero in affitto. Si tratta di Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico con alle spalle una carriera politica cominciata da giovanissima. Nata in una famiglia cattolica romana, la piccola Monica va a scuola dalle suore per poi finire dopo grossi litigi con la madre al Tacito, liceo romano fortemente politicizzato. È in quegli anni che la Cirinnà sviluppa il suo amore per la battaglia politica, passione che poi si concretizzerà più avanti con la campagna elettorale per il Comune di Roma del 1993 quando verrà eletta consigliere nel partito dei Verdi di Francesco Rutelli.

Viene nominata direttamente dall’allora sindaco Rutelli come Consigliera Delegata alle Politiche per i Diritti degli Animali e Vicepresidente della Commissione Ambiente. Con queste nomine Monica Cirinnà ha modo di fare esperienza politica direttamente all’interno delle istituzioni comunali, così nasce nel giro di poco tempo il primo ufficio comunale per i diritti degli animali. Cinque mandati consecutivi nel Consiglio Comunale di Roma portano il 30 dicembre del 2012 Monica Cirinnà a partecipare alle primarie del Partito Democratico per le elezioni nazionali che la vedono tra i volti favoriti del centrosinistra (l’ottava candidata preferita a Roma) e successivamente eletta, alle elezioni del febbraio 2013, al Senato della Repubblica.

La politica per la senatrice è talmente una passione che decide di scegliersi un politico come compagno di vita. Non uno qualunque, ma Esterino Montino, personaggio di spicco della politica romana e braccio destro di Marrazzo ai tempi della regione Lazio; conosciuto negli anni di Campidoglio fatti insieme nei mandati di Rutelli.

Monica Cirinnà eEsterino Montino

Monica Cirinnà e Esterino Montino

La vera passione di Monica sono gli animali, che considera al pari dei figli (che però non ha mai avuto né tantomeno partorito, altrimenti avrebbe cambiato opinione):

“..abbiamo anche tanti figli non umani, quattro cani: Arno, Luna e Orso, maremmani enormi. E Libera, una piccola Beagle che ho salvato dalla morte per sperimentazione nel terribile canile Green Hill. Quattro gatti tutti salvati dalla strada: Red, Tiger, Mizzi e Rosita. Due meravigliose cavalle e una famigliola di asini amiatini”

Prova di quanto la Cirinnà sia misericordiosa nei confronti degli animali è lo zoo di Villa Borghese. Una come lei non poteva di certo sopportare che in una città come Roma vi fosse un luogo con degli animali chiusi in gabbia. Ecco allora che, magicamente, il celebre zoo romano di Villa Borghese si trasformò in un ben più chic Bioparco.

Cirinnà e Montino insieme al gay pride.

                        Cirinnà e Montino insieme al gay pride.

Eppure sarebbe bello se la stessa cura e la stessa attenzione fosse dedicata agli umani, alle persone disagiate che non hanno opportunità. Non come la coppia Montino – Cirinnà, che di opportunità ne avrebbe eccome, ma nonostante questo preferisce sfruttare il lauto sconto sull’affitto della loro casa a via dell’Orso. Notizia vecchia, che fece scalpore, ma della quale ci si è dimenticati in fretta. Il Fatto quotidiano rivelò nel 2010 che la coppia pagava trecentosessanta euro per un immobile che in realtà ne valeva 3mila.

Oggi – come ieri – a Roma con 360 euro al mese si può affittare una comoda stanza in condominio con altri studenti a Torre Maura, un quartiere popoloso dal quale è possibile raggiungere in un’ora e mezzo il centro storico in autobus. Come hanno fatto Cirinnà e Montino ad avere in affitto per 360 euro un appartamento di 110 metri quadrati che permette di raggiungere in due minuti la Camera dei deputati e tutti i posti più belli di Roma? Domanda Marco Lillo, autore dell’articolo. Buffa la spiegazione che diedero i due giustificando il canone come compensazione dei grossi lavori di ristrutturazioneeffettuati per quell’immobile. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano tutti quelli che oltre a pagare un canone congruo hanno dovuto investire grosse cifre per ristrutturare gli appartamenti in cui vivono, e non crediamo siano in pochi.

Cirinnà abbraccia Scalfarotto in Parlamento.

                   Cirinnà abbraccia Scalfarotto in Parlamento.

Tuttavia, ne è passata di acqua sotto i ponti e nel frattempo la Cirinnà è approdata a Palazzo Madama. In Parlamento la neoeletta senatrice mette da parte per un po’ i diritti degli animali per portare avanti altre due tematiche a lei care: l’alimentazione vegana-vegetariana e le unioni civili. La bellicosa Monica pensava di farsi bella portando al voto una legge voluta e stravoluta dalle lobby LGBT, la realtà è stata ben diversa. Il fronte inizialmente compatto che voleva una legge sulle unioni civili a livello nazionale si è poi frammentato sul tema della stepchild adoption. Dopo grandi discussioni la legge 2081è stata corretta da un maxiemendamento che ha definitivamente modificato la legge a danno di chi sperava di ottenere maggiori vantaggi da questa approvazione.

“Aver dovuto sacrificare il futuro dei bambini nati nelle coppie gay per far passare la legge è stato per me un passo forzato e doloroso”

ha dichiarato la senatrice che ora punta a portare a casa sia la stepchild adoption sia la gestazione per altri.

“Esiste una componente ultraclericale che di certo non ha favorito la legge e che si è opposta con forza all’adozione coparentale. Nelle famiglie formate da un uomo e da una donna, lei partorisce, il padre riconosce il bambino. Mica adotta suo figlio e così per estensione dovrebbe avvenire nelle coppie formate da due madri o da due padri.”

Chiaramente la Cirinnà sottintende la maternità surrogata: la stessa a cui ha fatto ricorso Nichi Vendola per avere un figlio insieme al compagno. Per quanto mi riguarda – ha concluso – ritengo tutto questo un atto d’amore straordinario. Nessuna compassione quindi per le donne che verrebbero sfruttate da un’eventuale legge che porterebbe alla legalità la pratica barbara dell’utero in affitto. Nessuna compassione per quei bambini che vengono strappati alle madri alla nascita e nessuna compassione per tutti quei bambini costretti a crescere in un ambiente familiare non tradizionale e quindi non idoneo alla loro formazione.

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Monica Cirinnà è il simbolo di quella specie progressista che antepone il capriccio del singolo ai diritti dei più indifesi, che antepone il benessere degli animali a quello degli uomini e che porta avanti mode alimentari dannose con la velleità di farle divenire cultura a danno, ancora una volta, dei più deboli.

fonte: lintellettualedissidente