Cirinnà con la maglietta rossa, ma niente profughi a casa sua: ecco perché

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La Cirinnà in maglietta rossa, ma niente migranti: «Sa, la mia casa è così piccola…»

Il tormentone del weekend sono state le magliette rosse indossate da vip ed altri nullafacenti a favore dell’accoglienza dei migranti.

Contenuto certamente condivisibile ma strumentalizzato da una inutile iniziativa della sinistra a cui ormai sono rimasti solo i colori, dal viola antiberlusconiano all’arcobaleno, preferendo il rosso, appena può.

Boldrini, Saviano, Vauro, Gad Lerner…tutti si sono puntualmente riciclati per l’occasione.

Precisazione: non crediamo affatto al ricatto morale che alcuni rivolgono a chi sensibilizza le coscienze sull’accoglienza: “perché non li prendi a casa tua?”,

in quanto non sarebbe comunque la soluzione adeguata ad un problema che rimane e non si può risolvere con la chiusura delle frontiere.

Ben vengano i richiami all’accoglienza fraterna purché prudente e misurata alle possibilità del Paese, come ricorda la Chiesa.

Ma condividiamo il disappunto che la lezione morale arrivi da vip e borghesi che giocano all’accodarsi agli appelli mentre rimangono estranei alla vita quotidiana degli italiani.

Tra questi ultimi anche la coppia di fatto Monica Cirinnà ed Esterino Montino, la prima, icona italiana dei diritti Lgbt ed il secondo, senatore del Partito Democratico ed ex sindaco di Fiumicino.

Anche loro hanno indossato maglietta rossa -lui sfoggiando una polo Lacoste (dai 60 ai 100€), il Rolex non si vede- sostenendo l’appello.

Accogliere chi sbarca sulle nostre coste, integrare i profughi nelle nostre città, farli vivere come se fosse “casa loro”.

Slogan ed insegnamenti di vita, quando però c’è da implicarsi in prima persona…

Montino&Cirinnà sono stati infatti contattati da una finta ONG -la International Open Blue Sea. 

Sondava la reale disponibilità dei personaggi famosi a fare quel passo in avanti che i due -assieme a tanti altri- chiedono agli italiani di compiere: accogliere gli immigrati.

Non una famiglia intera ma, solo per qualche tempo, uno solo di loro in difficoltà, si sarebbe trattato di un gesto utile non solo alla persona ospitata ma anche all’opinione pubblica, sensibilizzando maggiormente le coscienze

La coerenza della Cirinnà

Dietro alla finta ONG, però, c’erano i giornalisti de Il Tempo, quotidiano della destra romana.

Soltanto 4 su 100 dei vip pro-accoglienza contattati hanno accettato di essere coerenti, tutti gli altri no.

Chi tergiversando, chi chiedendo tutele legali, chi accampando scuse di lavori in corso a casa (Leo Gullotta), chi di ospitare già familiari e suocere (Dario Vergassola).

Chi invece dicendo di non essere minimamente interessato (Paolo Ruffini), chi di non possedere una camera per gli ospiti (Valeria Fedeli).

Quando il telefono ha squillato a casa Montino&Cirinnà, ha risposto l’ex sindaco che ha declinato la proposta sostenendo di avere una casa troppo piccola.

Si può immaginare in quali spazi angusti siano costretti a vivere i due politici di punta del Partito Democratico (la Cirinnà vive di questo dal 1993!).

Tra stipendi parlamentari, indennità, diaria, rimborso per spese di mandato, rimborsi telefonici e per trasporti è già tanto se abbiano trovato qualche moneta per acquistare le magliette con cui farsi fotografare.

Sicuramente non sono riusciti a trovare nemmeno un divano-letto nella tenuta di 140 ettari che possiedono a Capalbio (Grosseto), dove producono vino prelibato, olio e marmellate.

Tre giorni a settimana, i due, si dedicano alla campagna per riposarsi dalle dilanianti fatiche del Parlamento.

Montino si diletta nella sua passione, ovvero la caccia, mentre Cirinnà coltiva frutta e verdura dichiarandosi vegetariana militante e le capita di urlare:

«Chi mangia pesce e carne fa i conti con la propria coscienza, io dico che sono dei cannibali!». Compagno a parte, ovviamente.

C’è da dire che Monica Cirinnà è perseguitata dalla sfortuna quando si parla di case.

Certamente a sua insaputa, per 12 anni ha vissuto in un appartamento di proprietà di Propaganda Fide al centro di Roma, sborsando “ben” 360€ mensili di affitto.

Ancora oggi minaccia querele a Fittipaldi e a tutti coloro che riportano a galla la vicenda, tenendo a precisare che non erano 360€.

Si trattava della spropositata cifra di 950€ per un appartamento a due piani accanto ad uno dei luoghi più belli d’Italia, Piazza Navona. Un vero furto di diritti civili!

…e invece la Chiesa

Parlando seriamente di coerenza e di buon cuore, occorre sottolineare che spesso sono di casa tra molti sacerdoti.

In tutta Italia, a partire dall’interno delle alte mure del Vaticano, nella parrocchia di Sant’Anna, sono ospitati profughi e migranti.

In Lombardia, sopratutto, dove l’arcivescovo emerito di Milano, il ratzingeriano Angelo Scola, ha chiesto un impegno in prima persona ai suoi preti.

E tanti hanno aperto case e canoniche mentre, nello stesso tempo, sostengono concretamente centinaia di italiani (prima gli italiani!! No, precedenza a chi a bisogno, indifferentemente), tramite fondi lavoro, fondi famiglia, pasti caldi alla Caritas ai padri divorziati.

Perfino, assegni papali a chi vive in grosse difficoltà economiche. In prima persona, senza slogan e magliette pubblicitarie. Fonte: UCCR