Come capire se nostro figlio è oggetto di bullismo

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  • di Calah Alexander

Il bullismo è sempre più diffuso, e allora assicuratevi di sapere a quali segnali dovete fare attenzione

In seconda elementare, la mia figlia maggiore ha iniziato a dire che odiava la scuola. È stato un fulmine a ciel sereno, perché aveva sempre amato tutto della scuola, dai compagni ai compiti. Quell’anno, però, aveva un’insegnante con cui non riusciva a entrare in sintonia. Non sapevamo con sicurezza quale fosse il problema, e allora abbiamo organizzato molti incontri con l’insegnante. Quando le cose non sono migliorate, abbiamo detto alla bambina che a volte avrebbe dovuto affrontare un anno difficile per arrivare a uno migliore.

L’anno successivo è arrivata una nuova insegnante, ma mia figlia ancora non amava la scuola. Nel corso dell’anno è diventato sempre più chiaro che il problema non era né l’insegnante né mia figlia, ma il bullismo di classe. Sienna non ha amato la scuola fino a quando non l’abbiamo spostata in un altro istituto.

Ci ho pensato leggendo un articolo su Today’s Parent sui segnali che indicano che il proprio figlio potrebbe avere un problema di salute mentale. La prima cosa a cui si dice di fare attenzione sono i cambiamenti di umore:

Quando un bambino è giù di morale non solo in una giornata storta, ma giorno dopo giorno. Forse quello che una volta era un giocatore entusiasta di calcio non vuole più andare agli allenamenti, o uno che non vedeva l’ora di andare ai pigiama party non mostra più interesse a stare con gli amici.

Mi chiedevo se Sienna soffrisse di ansia o depressione, soprattutto quando non riuscivamo a capire perché all’improvviso odiasse la scuola. Diceva cose del tipo “I bambini sono cattivi con me” e io liquidavo la cosa, perché i bambini sono cattivi gli uni gli altri, ma parte della scuola è imparare ad affrontare questo fatto e farsene una ragione, no?

Non sempre. Per molto tempo – troppo, in realtà – ho cercato di trovare la causa del problema in mia figlia anziché ascoltarla davvero quando mi diceva quale fosse il problema. Quando alla fine ho iniziato a capire quanto fosse diffuso il bullismo nella sua scuola sono rimasta disgustata. Quando ho visto come gli adulti incaricati di proteggere mia figlia fallissero nel riconoscere e affrontare il problema anziché suggerire (come avevo fatto io!) che la causa fosse lei mi sono infuriata.

Il bullismo oggi è molto più diffuso e preoccupante che in passato. Non parlo di liti in cortile e battibecchi infantili, ma di vere e proprie campagne di tortura progettate da un gruppo di studenti e aventi un unico bersaglio, in genere un/a bambino/a senza amici che lo/a difendano. Questo tipo di bullismo non ha limiti, perché con i social media la giornata scolastica non termina con la fine delle lezioni. Mia figlia è stata oggetto di bullismo anche durante l’estate sul mio account Snapchat sul mio cellulare, che usava per mandare immagini buffe alla nonna. I bulli l’hanno trovata e le hanno inviato dozzine di messaggi disgustosi e maliziosi prima che mi rendessi conto di cosa stava accadendo ed eliminassi l’app.

Il bullismo ha effetti profondi sulla salute mentale, emotiva e fisica dei bambini. Tutti i segnali elencati in questo articolo potrebbero essere effettivamente segni di problemi di salute mentale, ma potrebbero anche essere segnali di un deterioramento della salute mentale a causa del bullismo. Se vostro figlio vi dice che gli altri bambini sono cattivi, non commettete l’errore che ho commesso io assumendo che non sia un vero problema. Potrebbe esserlo, e ignorarlo potrebbe avere profonde ripercussioni sul vostro bambino.

La cosa più importante è ascoltare i vostri figli. Parlateci, conosceteli, conoscete i bambini che frequentano e i modi in cui comunicano al di fuori della scuola. Non pensate che insegnanti e operatori li proteggano dai bulli, perché non è sempre così. Ricordate che siete in prima linea nella difesa di vostro figlio, che lotti con i bulli o l’ansia o abbia semplicemente una giornata storta. Non potete (e non dovreste) risolvere ogni problema, ma una buona comunicazione vi aiuterà a vedere quali sono i problemi e come potete aiutare i vostri figli a risolverli, con o senza il vostro intervento.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Fonte: Aleteia