Ecco perché disprezziamo chi ha successo

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Immagine: http://indianexpress.com

Sindrome di Procuste, perché disprezziamo chi ha successo

Alcune persone, a causa della loro insicurezza o semplicemente perché non hanno le competenze necessarie, cercano di mettere in ombra coloro che possono superarle. Non accettano che qualcuno brilli più di loro, pensano che gli faccia ombra così cercano di spegnere la sua luce. Queste persone non avanzano, ma non lasciano neppure avanzare gli altri. Questo fenomeno è stato battezzato Sindrome di Procuste e può essere visto in tutti i contesti, dal quello personale a quello professionale.

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Il mito di Procuste

La mitologia greca racconta che Procuste era un uomo di statura e forza straordinaria, che viveva sulle colline dell’Attica, dove offriva la sua locanda ai viaggiatori solitari. Quando il viaggiatore dormiva, Procuste lo imbavagliava e lo legava ai quattro angoli di un letto di ferro. Se il corpo della vittima era molto grande, amputava le parti che sporgevano dal letto, sia che si trattase dei piedi o la testa.

Al contrario, se la vittima era piccola, la rompeva a colpi di martello per allungarne il corpo. Si dice anche che nessuno rientrasse mai nelle dimensioni del letto perché Procuste aveva due letti, uno esageratamente lungo e l’altro troppo corto.

Quella macabra tradizione continuò fino a quando Teseo invertì il gioco e sfidò Procuste a vedere se il suo corpo si adattava alle dimensioni del letto. Quando il locandiere si sdraiò, Teseo lo imbavagliò e lo legò al letto. Poi gli dette da provare la sua stessa medicina.

Attualmente, questo mito è usato per riferirsi a persone che cercano di sbarazzarsi o sminuire tutti quelli che considerano essere meglio di loro. Procuste tagliava le loro teste, ma queste persone ricorrono al boicottaggio, all’umiliazione o all’inganno per fare in modo che gli altri non diventino una minaccia. In pratica, invece di sforzarsi di migliorare e sviluppare ulteriormente le proprie capacità, decidono di limitare le capacità degli altri.

La Sindrome di Procuste è un’auto-condanna alla mediocrità

La persona che soffre della Sindrome di Procuste inizia a vivere nel mondo che costruisce nella sua mente, un universo parallelo che la porta a sconnettersi dalla realtà. Infatti, spesso emette giudizi irrazionali basati unicamente nelle sue idee di come dovrebbe essere la realtà.

D’altra parte, la sua tendenza a confrontarsi continuamente con gli altri la porta a pensare che, se gli altri sono brillanti, significa che lei non lo è. Non riesce a concepire che qualcuno brilli più di lei, così invece di sforzarsi di crescere come persona e allargare i propri orizzonti, cerca di limitare quelli degli altri. Pensa che tutti finiranno per essere uguali.

Senza dubbio, vivere in questo modo è estenuante. In effetti, non è strano che queste persone finiscano per sviluppare disturbi mentali perché, nel fondo, mostrano un comportamento profondamente disadattivo.

Ma la cosa più curiosa è che trasformrsi nel personaggio mitologico significa semplicemente condannarsi a ciò che si intende evitare: la mediocrità. La persona che destina le proprie risorse a far inciampare gli altri per abbassarne il livello, non cresce realmente, ma si rassegna alla sua mediocrità.

Come si riconosce la persona che soffre della Sindrome di Procuste?

– Assume un atteggiamento prepotente per nascondere la sua insicurezza e il sentimento d’inferiorità. Sebbene non lo riconoscano, queste persone provano una enorme sensazione d’inferiorità, motivo per cui si sentono minacciate da qualcuno che li può superare. La paura di perdere la propria posizione è ciò che li spinge a far inciampare gli altri. Ma la paura e l’insicurezza di solito si manifestano come arroganza perché queste persone desiderano mascherare le loro mancanze.

– Reagisce mettendosi sulla difensiva. Per coloro che soffrono della sindrome di Procuste, chiunque può diventare il nemico. Per questo motivo di solito reagiscono a qualsiasi commento mettendosi sulla difensiva e attaccando per cercare di superare il loro rivale e contenere la minaccia percepita.

– Deforma la realtà a suo vantaggio. Il termine “letto di Procuste” è anche usato per riferirsi a un errore in cui queste persone tendono a cadere: distorcono la realtà in modo tale che si adatti alle loro idee. In pratica, invece di accettare i dati oggettivi, li manipolano a piacimento per farli corrispondere alla loro immagine della realtà.

– È intollerante. Alla base della Sindrome di Procuste c’è una scarsa tolleranza per le differenze. Queste persone non accettano che siamo tutti unici e abbiamo competenze diverse in aree diverse.

– Accumula molte responsabilità. Alcune di queste persone vogliono eccellere a tal punto che finiscono per accollarsi tutte le responsabilità, con l’obiettivo che gli altri notino la loro “incredibile” capacità lavorativa. Sono anche infastiditi quando vengono affidati dei compiti agli altri perché lo interpretano come un attacco personale.

– Sviluppa una forte resistenza al cambiamento. Abbiamo tutti una certa resistenza al cambiamento, ma le persone con la Sindrome di Procruste sono ancora più resistenti perché temono di non essere in grado di adattarsi e avere successo nelle trasformazioni. Tutto ciò che li fa uscire fuori dalla loro zona di comfort gli genera rifiuto e paura.

– Esprime giudizi sotto forma di verità assolute. Per queste persone, le uniche idee valide sono le loro, tutte le altre non trovano posto, quindi di solito è molto difficile relazionarsi con loro. Il problema è che normalmente le loro idee rispondono a standard arbitrari e loro cercano di costringere gli altri a seguirli alla lettera. In questo modo ottengono l’uniformità che desiderano.

Come affrontare queste situazioni?

Non è facile vivere con qualcuno che si comporta come Procuste. Questa persona sarà costretta a vivere permanentemente con la guardia alta, in attesa del prossimo attacco, della nuova umiliazione o della punizione esemplare. Essere calpestata continuamente può indurre la persona a reagire in due modi: o si rassegna all’umiliazione e poco a poco diventa più piccola, oscurando tutta la luce che è in lei; o va accumulando risentimento e odio. Nessuna delle due situazioni è positiva.

Se vediamo che qualcuno vicino a noi si comporta come il personaggio mitologico, la cosa più conveniente è boicottare la sua strategia senza perdere la calma. Dobbiamo essere consapevoli che in alcuni casi non possiamo cambiare il suo modo d’essere e di pensare, ma possiamo impedire che i suoi attacchi ci colpiscano.

Il modo migliore per farlo è ricorrere a fatti incontestabili della realtà, ma senza cadere in inutili confronti. L’idea da trasmettere è che siamo tutti diversi e abbiamo diversi livelli di capacità, il che non significa che siamo migliori o peggiori. È importante capire le dinamiche mentali di questa persona e assicurarsi che non ci percepisca come un avversario da battere.

Certo, è anche importante stare attenti di non trasformarci noi stessi in Procuste. Quel gigante malvagio può nascere a partire da una scintilla d’invidia, un sentimento d’inferiorità o un obiettivo mancato.

Fariñas, G. (2011) El lecho de Procusto o la convención sobre la competencia humana. Revista Semestral da Associação Brasileira de Psicologia Escolar e Educacional; 15(2): 341-350.

Fonte: angolopsicologia.com