Salvini spalanca le porte a chi ha bisogno: arrivati in aereo 51 veri profughi

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corridoio umanitario

Ecco il primo corridoio umanitario dell’era Salvini – di Manuela Petrini – I 51 profughi verranno accolti dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Sono 51 i migranti che questa mattina sono arrivati all’aeroporto militare di Pratica di Mare grazie al corridoio umanitario che l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, guidata da Paolo Ramonda, ha aperto in collaborazione con il Governo e l’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

I corridoi umanitari. “Sono cinquantuno persone che arrivano dal Sudan Eritrea e Somalia partono dal Niger perché dalla Libia non era possibile.

Cinquantuno vite salvate. “Mamme con bambini e famiglie che verranno accolte nelle case famiglia della nostra associazione sul territorio italiano” spiega Ramonda a In Terris.

“Lavoreremo per una reale integrazione, cercando di dare un lavoro ai capofamiglia e inserendo i bambini nella scuola, come è giusto che sia”.

La collaborazione con l’Unhcr, prosegue “ha garantito la selezione delle persone che erano in reale stato di bisogno, persone che stavano rischiando la vita e i loro diritti fondamentali erano calpestati”.

Si tratta del primo corridoio umanitario che viene aperto da quando il Ministero degli Interni è guidato da Matteo Salvini.

“E’ un’apertura molto importante anche alla luce del Decreto Sicurezza che pone dei forti limiti a tutto il fenomeno dell’Immigrazione – aggiunge Ramonda -. Auspichiamo che diventi strutturale, non solo occasionale. E’ una scelta di giustizia far arrivare in modo sicuro e legale queste persone, e non attraverso l’epopea e l’odissea del mare e del deserto dove la morte è certa”.

Corridoio umanitario, la collaborazione con il Viminale

“Sono diversi mesi che è attiva la collaborazione con il Viminale per la realizzazione di questo corridoio umanitario che vede coinvolte persone estremamente vulnerabili: bambini, donne vittime di violenze inaudite e uomini molto provati e due disabili”, spiega don Aldo Buonaiuto, sacerdote dell’Apg23 da sempre in prima linea per l’accoglienza dei migranti, anche nel caso della Nave Diciotti quando fece da intermediario tra il Governo e la Cei.

Salvini: “Non sarà l’ultimo volo di questo tipo”. L’integrazione avverrà attraverso una serie di step.

“Ci sarà una prima fase di inserimento, far conoscere il territorio, insegnare la lingua italiana – conclude Ramonda -. Ma l’importante è che si sentano accolti, seguiti e accompagnati, per poi stilare un progetto di vita che risponda alla loro dignità e ai loro bisogni”.

All’aeroporto di Pratica di Mare, Salvini ha dichiarato: “L’unico arrivo possibile per i migranti è in aeroplano, non sui barconi, perché sono gestiti dai criminali e io non mi rassegnerò finché c’è un barcone che parte”.

Il ministro ha assicurato che “Questo non sarà l’ultimo volo di questo tipo, ma ce ne saranno altri”.

Salvini ha quindi aggiunto: “Sono donne, famiglie, bambini, disabili. L’obiettivo era ed è quello di spalancare le porte dell’Italia a chi scappa dalla guerra e chiuderle a chi invece la guerra ce la porta in casa. E’ importante avere un’immigrazione controllata e l’Italia è un Paese accogliente e solidale”.

Il segretario della Lega ha sottolineato inoltre che “oggi è la giornata dell’accoglienza e dei sorrisi e questi bimbi diventeranno italiani, saranno nostri figli, nostri fratelli”. Fonte: interris

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