Dal 2019 costa di più: è corsa al divorzio negli Usa di Trump

0
divorzio

Dal 2019 costa di più: è corsa al divorzio negli Usa di Trump

  • di Greta Marchesi

La riforma fiscale di Trump elimina la deducibilità dalle tasse dell’assegno di mantenimento

Chi mai pensava che, con una piccola riforma fiscale, si sarebbe minato al mito americano della famiglia tradizionale tanto cara al Great Old Party? Il bizzarro effetto di eterogenesi dei fini ha spiazzato il governo repubblicano di Donald Trump, che aveva trionfalmente annunciato lo scorso dicembre l’abolizione della possibilità di dedurre dalle tasse gli alimenti pagati al coniuge, con l’obiettivo di «semplificare il codice tributario e ridurre le aliquote per tutti gli americani».

Peccato che la semplificazione abbia prodotto una forsennata corsa contro il tempo delle coppie in crisi per ottenere il divorzio, prima dell’entrata in vigore della misura nel 2019. «Non è il momento di aspettare, se dovete divorziare fatelo ora», ha consigliato Mary Vidas, nota legale di Filadelfia ed ex capo dell’associazione degli avvocati divorzisti dell’American Bar Association. Altrimenti, avvertono gli avvocati, il rischio è di pagare più tasse. La legge – in vigore da 76 anni e fino alla fine del 2018 – permette, infatti, di scaricare fino a quasi il 40% ( ai livelli più alti di reddito) degli alimenti e prevede che il coniuge tenuto all’assegno divorzile possa dedurre dalle tasse la somma: concretamente, con un reddito da 20 mila dollari si rientra nello scaglione del 33% di deduzione e si risparmiano 6.600 dollari l’anno di tributi. Oltre ad incrementare il numero di divorzi, la norma minaccia di produrre anche l’effetto di inasprire di molto le diatribe tra coniugi per l’ammontare dell’assegno. Il coniuge tenuto a versare la somma, infatti, senza il bilanciamento dello sgravio fiscale, cercherà di pagare il meno possibile.

«L’abolizione riduce la capacità di trattativa dei coniugi più deboli, in maggioranza donne, per garantire la stabilità finanziaria dopo il divorzio», ha spiegato a Politico Brian Vertz, avvocato specializzato in diritto di famiglia. Oppure, viceversa, gli ultimi 12 mesi di finestra franca offriranno alle parti deboli un’arma di trattativa in più: o divorzio rapido e con generoso assegno ancora soggetto a sgravio, oppure divorzio lento e livoroso i cui alimenti saranno interamente a carico del coniuge più ricco, a prescindere dal loro ammontare. La preoccupazione degli avvocati è che, a causa della norma, sarà molto più difficile trovare un accordo tra i coniugi. «Abolire la norma ha significato perdere uno strumento che aveva la funzione di permettere la soluzione dei casi di divorzio fuori dai tribunali. Ora, invece, molti più casi finiranno davanti al giudice», ha commentato Justin Reckers, analista finanziario specializzato in questo settore. In ogni caso, il 2018 sarà l’anno nero per i divorzi, destinati a superare la soglia degli 800 mila degli anni precedenti.

Fonte: IL DUBBIO