Legge pro aborto: in USA comincia a scricchiolare? Ecco cosa succede

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Corte Suprema Alabama: «la legge pro aborto è anomala e illogica, i non nati sono persone»

Aborto illegale. Lo hanno chiesto in una storica sentenza i giudici dell’Alabama chiedendo ai colleghi della Corte Suprema degli Stati Uniti di intervenire a livello nazionale per mettere fine ad una legge “anomala e logicamente errata”.

Una storica sentenza non ha stranamente avuto l’adeguata risonanza mediatica, ma non c’è da stupirsi.

La Corte Suprema dell’Alabama, il più importante tribunale del popolato stato americano, ha infatti riconosciuto la personalità dei bambini non ancora nati e ha simultaneamente e coerentemente chiesto il rovesciamento di Roe v. Wade, ovvero la legge che dal 1973 legalizza l’interruzione di gravidanza negli Stati Uniti.

Nel caso Jessie Livell Phillips v. State of Alabama è stata infatti confermata la condanna per omicidio per un uomo che nel 2009 uccise la moglie incinta e il loro bambino non ancora nato.

I giudici hanno quindi riconosciuto due vittime e coerentemente hanno sentito l’obbligo di spiegare:

«Secondo le leggi penali dello stato dell’Alabama, il valore della vita di un bambino non ancora nato è nientemeno che il valore della vita di tutte le altre persone.

Il commento aggiuntivo del tribunale di prima istanza è che questo paese è fondato sull’identica protezione ed il giusto processo per tutte le sue persone, basandosi sulla legge costituzionale.

Così, questa Corte conclude che non è errata la negazione dell’attenuante rispetto all’aggravante dovuta dal fatto che Baby Doe era una persona non nata al momento dell’omicidio».

Detto in altri termini: l’accusa di duplice omicidio è fondata e non necessita di attenuanti soltanto perché la madre, vittima dell’omicidio, portava nel grembo un bambino non nato.

La legge pro aborto è un’anomalia legale

I giudici hanno anche aggiunto che la legge che regolamenta l’aborto negli USA è un’«anomalia legale e un errore logico», invitando quindi i colleghi della Corte Suprema degli Stati Uniti ad «annullare questa eccezione, sempre più isolata, ai diritti dei bambini non nati».

La Corte Suprema è stata coerente rispetto ad una sua sentenza simile emessa nel 2012, questa volta però ha ritenuto un errore logico la legalità dell’interruzione di gravidanza? Lo ha spiegato nelle 180 pagine della stessa sentenza:

«Poiché stati come l’Alabama continuano a fornire una protezione maggiore e più coerente alla dignità della vita dei bambini non ancora nati, l’eccezione Roe v. Wade è in netto contrasto legale e logico che risulta essere sempre più alienato e contrario al tessuto legale dell’America.

La dichiarazione della Corte Suprema degli Stati Uniti, nel contesto dell’aborto, afferma che i bambini non nati non sono “persone” ai sensi del 14° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, ma ciò è in netto contrasto con le numerose dichiarazioni degli stati membri rispetto al fatto che i bambini non nati sono in effetti, “persone” in praticamente tutti gli altri contesti».

La portata di questa dichiarazione è giustamente stata definita “storica” da James Dobson, fondatore di Focus on the Family, un noto attivista pro-life dell’Alabama.

La Corte Suprema ha praticamente preso atto della realtà, dell’evidenza scientifica e delle numerose prese di posizioni di giudici e tribunali sulla innegabile personalità dell’embrione umano e, contemporaneamente, dell’ormai arretratezza ed inadeguatezza della legge abortista statunitense.

Legge pro aborto, proibire lo smembramento del feto

Pochi giorni fa, sempre la stessa Corte ha nuovamente inviato un messaggio alla Corte Suprema degli Stati Uniti chiedendole di proibire a livello nazionale una violentissima pratica chiamata “aborto per smembramento”, praticata frequentemente nel secondo trimestre di gravidanza, che consiste nello smembrare, per l’appunto, il feto umano pezzo per pezzo quando si trova ancora nell’utero materno, ed estrarne i pezzi uno alla volta.

«La costituzionalità del divieto statale di abortire tramite smembramento è una questione di importanza nazionale», hanno scritto i giudici. «Paesi come l’Arkansas, Kansas, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Oklahoma, Texas e West Virginia Stati hanno già stabilito il divieto, ma nella maggior parte dei paesi esistono ancora battaglie legali su questo».

Secondo un sondaggio realizzato da Gallup nel luglio 2018, i cittadini americani che si definiscono “pro-life” (48%) sono cresciuti fino ad equiparare quelli che si dicono “pro-choice” (48%).

Il 29% vorrebbe che l’aborto fosse legale in qualsiasi circostanza, mentre la maggioranza (53%) chiede che venga proibito del tutto (18%) o comunque resti accessibile solo in poche e determinate circostanze (35%).

Il 48% degli americani definisce l’aborto un atto moralmente sbagliato, contro il 43% che pensa l’opposto.

Con tutta l’evidenza, la battaglia a difesa della personalità dei bambini non ancora nati intrapresa dalla Corte Suprema dell’Alabama non è sostenuta soltanto dal dato medico-scientifico ma anche dal crescente consenso della popolazione americana.

Fonte UCCR – Titolo originale: Corte Suprema Alabama: «la legge pro aborto è anomala e illogica, i non nati sono persone»