Cosa ho detto a mio figlio di 7 anni quando mi ha chiesto cosa fosse la pornografia

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  • di Matt Fradd

Penso che non dovrebbe sorprendere, considerando il mio lavoro, che mio figlio di 7 anni mi chieda: “Papà, cos’è la pornografia?”, e invece la cosa mi ha sorpreso, soprattutto visto che me lo ha chiesto di fronte a un’amica di famiglia mentre questa ci stava portando a fare una commissione in macchina.

“Cosa?”, ho chiesto sapendo esattamente cosa stava dicendo ma volendo guadagnare un po’ di tempo per raccogliere le idee. “La pornografia. Cos’è?”, ha ripetuto.

Mi aveva sentito pronunciare questa parola in un video di YouTube.

Riferirò in questa sede quello che ho detto in quell’occasione non perché pensi che fosse un pensiero brillante o esaustivo – avrei potuto dire molto di più (cosa che farò alla fine del blog). Lo condivido, in parte, per sottolineare un elemento importante che se siete genitori probabilmente non volete ascoltare. Pronti?

Dovete parlare con i vostri figli della pornografia.

Padre Sean Kilcawley dice – e concordo con lui – che dovremmo avviare questo discorso, ovviamente un modo adatto all’età del bambino, più o meno quando ha sei anni.

La questione non è se i nostri figli vedranno materiale pornografico, ma quando, e se i buoni filtri di Internet sono fondamentali, dobbiamo aiutare i nostri figli a sviluppare il proprio filtro interno per districarsi nel mondo senza filtri in cui vivono.

Torniamo alla mia conversazione con mio figlio.

“La pornografia è qualcosa che quando la guardi ti fa male”, ho detto.

“Eh?”

“Sai che alcune immagini possono farti sentire bene, felice e sicuro?”

“Come i fumetti?”, mi ha chiesto.

“Più o meno, ma penso più alle fotografie di tuo fratello e delle tue sorelle”, ho detto. Ho quindi tirato fuori il mio telefono e gli ho mostrato qualche fotografia che avevo scattato di recente al suo fratellino. “Come ti fa sentire?”, gli ho chiesto.

“È così carino, già mi manca!”, ha affermato.

“Allora questa è una bella immagine, e ti fa desiderare cose buone e di fare cose buone, giusto?”, ho detto.

“Penso di sì”, ha replicato.

“La pornografia sono brutte immagini che ci fanno voler fare cose cattive e feriscono il nostro cervello e la nostra anima”, ho spiegato.

“Perché la gente le guarda se sono brutte?”, ha chiesto.

“Perché possono far sentire bene ed emozionati”, ho detto. “Ma ricorda, i topi trovano il veleno per topi buono ed emozionante. E non solo i topi. Se prendessi delle pillole di veleno e le ricoprissi di cioccolato e la gente le mangiasse probabilmente le apprezzerebbe, no?”, ho chiesto.

“Sì, ma poi starebbe male”, ha detto.

“Esatto”.

“Trovi il porno al computer solo scrivendolo?”, ha chiesto. La sua domanda era interessante, perché non gli avevo ancora detto che il materiale pornografico può essere trovato on-line, e lui non ha ancora mai usato Internet. Onestamente non sapevo cosa dire, la cosa mi spaventava un po’. Non volevo rispondere “Sì, basta digitare ‘porno’ su Google e via!”

“Puoi scrivere e trovare molte cose cattive su Internet, ma perché dovresti volerlo fare?”, ho chiesto. “Quanto sarebbe sciocco se scrivessi ‘Come posso far male a mio fratello?’”

Ha sorriso, annuendo.

“Se vedrai mai qualcosa su Internet o in qualsiasi altro posto che sai che è cattivo o ti mette a disagio, voglio che tu venga sempre a dirlo a mamma e papà, okay?”

“Okay”, ha detto.

“Anche se hai paura che ci arrabbieremo. Non succederà. Saremo orgogliosi per il fatto che tu ce lo abbia detto, e potremo farti sentire meglio”, ho detto.

“Okay, papà”, ha ribadito.

Noterete che non sono stato molto specifico su niente in particolare: cosa sia il porno, come danneggi il cervello, cosa dovrebbe fare quando si imbatte in esso (oltre che parlare con la mamma e con me).

È un discorso che affronterò con lui nelle prossime settimane (pregate per me), e la risorsa che userò per aiutarmi è il libro Good Pictures Bad Pictures: Porn Proofing Today’s Young Kids (Immagini buone, immagini cattive: il porno mette alla prova i bambini di oggi). È un libro splendidamente illustrato ideato peché i genitori lo leggano ad alta voce ai bambini.

In questo libro, Jenson e Poyner suggeriscono un acronimo per insegnare ai bambini cosa fare quando si trovano davanti a materiale pornografico. Lo chiamano il Progetto CAN DO (POTER FARE). Eccone un riassunto:

Chiudi gli occhi. Non appena vedi qualcosa che sembra pornografico chiudi gli occhi, chiudi il computer, allontanati.

Avverti un adulto di fiducia. Dì a mamma o a papà o a una persona che si prende cura di te quello che hai visto.

Nominalo. Insegnate a vostro figlio a chiamare per nome ciò che vedono: “È pornografia”.

Distraiti quando l’immagine ti torna in mente.

Ordina al tuo cervello di agire. Ricorda perché la pornografia è sbagliata.

Preghiera per i nostri figli

Caro Gesù Cristo, sai che i nostri figli devono affrontare questa cultura, e sai cosa devo affrontare come genitore. E tuttavia hai detto chiaramente “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” (Giovanni 16, 33).

Dammi il coraggio e la motivazione di cui ho bisogno per proteggere i miei figli in questa cultura invasa dalla pornografia.

Dammi le parole da dire per metterli in guardia contro i pericoli della pornografia, e benedici i miei figli perché possano capire i miei avvertimenti.

Aiutami ad essere misericordioso, paziente e gentile con i miei figli dopo che hanno visionato materiale pornografico. Non hanno chiesto di nascere in questa cultura invasa dal porno, non è stata colpa loro.

Caro Gesù, tu sei sempre amorevole, compassionevole e misericordioso con me. Aiutami ad essere così per i miei figli.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta tra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria,Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Questo articolo è apparso in origine su IntegrityRestored.com.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

fonte: aleteia