Dagli USA arriva la pubblicazione del “Dossier Kennedy”: una lezione sui metodi e le tecniche della CIA

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Alla fine il presidente Trump ha permesso la pubblicazione dei documenti fino ad oggi secretati  che riguardano il “Dossier Kennedy”.. Già da ieri è arrivata online una selezione degli ultimi documenti declassificati che riguardano l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, il presidente americano ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963.

Tuttavia il presidente Trump si è riservato di mantenere ancora la segretezza sulle parti più sensibili del dossier adottando le cautele richieste dalla Cia e dalla Fbi «per motivi di sicurezza nazionale”. Vi sono ancora, secondo l’FBI, vincoli legali e preoccupazioni di politica estera» e di questa ultima parte si è rimandata la pubblicazione . Dagli Archivi nazionali degli Stati Uniti sono stati già messi online i 2.800 file sull’assassinio Kennedy per i quali Donald Trump ha concesso l’autorizzazione.

In ogni caso il portavoce della Casa Bianca ha riferito che il presidente Trump mantiene segreti gli altri file per per un ulteriore esame nei prossimi sei mesi, il prossimo rilascio è previsto il 26 aprile 2018. Non c’è ancora la “smoking gun”, la pistola fumante cioè la prova decisiva a sostegno del complotto o dell’atto di un singolo squilibrato cioè Lee Harvey Oswald, il killer su cui venne gettata la responsabilità dell’assassinio secondo la versione ufficiale.

Sulla persona di Oswald è venuta fuori una novità di cui non si era parlato a suo tempo. Sembra che ad J Edgar Hoover, allora direttore Fbi, era arrivata voce di una minaccia di morte contro lo stesso Oswald nel momento si trovava in custodia cautelare, subito dopo essere stato arrestato per l’assassinio di Kennedy.

CIA, Documenti declassificati

Le minacce non furonoperò  raccolte dall’FBI che non assicurò la giusta protezione al soggetto e questi venne poi ucciso da Jack Ruby, il proprietario di un nightclub di Dallas. Facile pensare che si sia voluta facilitare l’eliminazione di un elemento scomodo che avrebbe potuto fare “rivelazioni” sui mandanti dell’omicidio.
Dal dossier risulta anche che si manifestarono timori per un possibile attacco con un missile da parte dell’Urss dopo l’assassinio
Sembra che l’Unione Sovietica in quei giorni fosse entrata in allarme sospettando una “cospirazione ben organizzata” da parte dell’ultradestra in Usa e abbia temuto che qualche generale americano irresponsabile potesse approfittare della eliminazione di Kennedy  per lanciare un attacco missilistico contro l’Urss. Secondo i documenti il Kgb avrebbe avuto prove della responsabilità dell’allora vice-presidente Lyndon Baines Johnson. Per i dirigenti sovietici inoltre il presunto assassino, Lee Harvey Oswald, era un maniaco neurotico senza alcuna relazione con l’Urss.

CIA , documenti declassificati

Nota: Dal dossier pubblicato emergono due notizie interessanti che non devono essere trascurate:

1. La CIA contava all’epoca oltre 40 agenti infiltrati come giornalisti nelle tv e nei quotidiani.

2. La CIA aveva progettato di compiere attentati terroristici a Miami (con uso di esplosivo al plastico) per gettare la colpa su Cuba (una possibile “false flag” ) .

Dall’epoca di John F. Kennedy sono trascorsi i 50 anni ma le strategie, le modalità e le tecniche di falsificazione e provocazione, adottate dalla CIA e dalle altre agenzie di intelligence USA, sono rimaste invariate.

La propaganda, la disinformazione, le menzogne e la  manipolazione delle notizie sono sempre le tecniche abituali adottate dalle centrali  di” intelligence” del potere USA e, oggi come allora, l’elite di potere di Washington utilizza il terrorismo per ottenere i propri obiettivi geopolitici.

Le “false flag” costruite dalla CIA rimangono una costante in tutta la storia degli USA per giustificare le guerre di aggressione spacciate come “guerre per portare la democrazia” e la Storia degli ultimi 20 anni è piena zeppa di questi esempi: dalle “armi di distruzione di massa” per invadere l’Iraq agli attacchi con armi chimiche continuamente addebitati al presidente siriano Bashar al-Assad.

Rimane esemplare inoltre l’utilizzo del terrorismo dei gruppi jihadisti da parte della CIA come armate mercenarie e  strumento geopolitico di destabilizzazione contro altri paesi ritenuti ostili agli interessi di Washington.

L’infiltrazione degli agenti CIA nei grandi media era allora ed è tuttora,  in forma molto più massiccia,  un sistema per ottenere la costante manipolazione delle notizie allo scopo di influenzare l’opinione pubblica e creare le campagne di propaganda e di mobilitazione contro i “cattivi dittatori”, via via indicati come “tiranni” da abbattere, quando questi siano non conformi agli interessi delle grandi “corporations” USA. Una sorte funesta che ha riguardato il serbo Milosevic, l’iracheno Saddam Hussein, il libico Gheddafi e prima di loro altri.

Queste rivelazioni, oltre a gettare luce sull’omicidio di John Kennedy,  aprono un ulteriore squarcio sulle bugie dei governi e dei media assoldati agli interessi degli USA.
Una lezione della Storia questa da non sottovalutare.

Fonti: The Guardian    The Telegraph

Traduzione sintesi e nota di :  Luciano Lago

Fonte: Controinformazione