Dalla Annunziata arriva Salvini a sorpresa e guardate cosa combina Di Maio VIDEO

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Da quanto tempo non vediamo un confronto politico tra leader di partito? Ci avete fatto caso? Un tempo non troppo lontano di confronti tra segretari/leader di partito ne abbiamo visti parecchi. Giganti della politica, certo. Quella politica che aveva il coraggio di difendere le proprie idee, che non aveva paura del confronto ma anzi, spingeva per averne. Che aveva rispetto dell’avversario, rispetto nel dialogo e nei gesti. Ve lo immaginate Berlinguer o Almirante snobbare l’avversario d’avanti a milioni di elettori? Io no. Ed invece ecco cosa ci tocca guardare in prima serata. Durante la trasmissione “mezz’ora in più” condotta dalla giornalista Lucia Annunziata in onda su rai 3 è collegato Luigi Di Maio, tra i leader del movimento5stelle e vicepresidente della Camera dei deputati dal 21 marzo 2013. Il più giovane nella storia della Repubblica a ricoprire tale carica.

Come sempre avviene durante le interviste, domande e risposte, poi però si collega Salvini e giustamente la giornalista invita i due ad un confronto. La reazione del giovane Di Maio? “Io vi saluto, lascio la parola all’altro ospite. Arrivederci”. Ma come, non rappresenti la democrazia diretta? Non sei una colonna di quel movimento che vuole dire le cose in faccia? Ti capita l’occasione e tu che fai? Scappi? Mi chiedo, come può un giovane grillino farsi rappresentare da una persona che evita il confronto? Nonostante l’opportunità di poterlo fare d’avanti a migliaia (se non milioni) di suoi sostenitori e plausibili nuovi elettori. Lo avete scelto come possibile Presidente del Consiglio. Quanti “cittadini” che compongono la base del movimento avrebbero voluto dire a Salvini quello che pensano? Quanti di voi avrebbero approfittato dell’invito fatto dall’Annunziata per portare voti al proprio gregge…già, il gregge. Mi auguro in tanti! Perchè al di là dell’idea condivisa o meno, spero che questa base abbia un manipolo di giovani disposti al dialogo, al desiderio di poter dire la propria senza rinunciare all’ascolto. Che abbia coraggio e non paura, rispetto e non presunzione.

Lo abbiamo detto, il più giovane nella storia della Repubblica a ricoprire la carica di vicepresidente della Camera, un giovane appunto, che dovrebbe “urlare” le proprie convinzioni, accusare gli avversari così come hanno sempre fatto d’avanti alle telecamere, se pur da soli s’intende. Sempre ben vestito il vicepresidente, impeccabile nell’abbigliamento, molto meno nel fare politica. Sarebbe meglio togliersi la “cravatta”, caro Di Maio, e vestire i panni da “cittadino” comune che, Le garantisco, al suo posto non avrebbe mai rinunciato al confronto.

https://www.youtube.com/watch?v=fX7GA65mXiI