Dietrofrónt della Chiesa: da oggi gli aborti (per i vaccini) vanno bene

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Gli ignoranti continueranno a commentare «bufala!» ma non certo possiamo smettere di scrivere la verità perché il mondo è pieno d’ignoranti.

Veniamo al dunque: diversi vaccini (noi in questo articolo ne abbiamo contati 16) vengono realizzati grazie alle cellule di due feti abortiti negli anni 1964 e 1970. Cosa, cosa? Il tuo pediatra non te l’aveva mai detto? Ma dai!

I due bambini morti, le cui cellule vengono ancora iniettate ai nostri bambini vivi, non hanno un nome ma scientificamente vengono chiamati WI-38 e MRC-5. Potete divertirvi a cercare queste due sigle su Google, se non ci credete (e se sapete usare Google). Adesso che li conoscete potete ringraziarli, se volete, magari rivolgendovi a vostro figlio, perché una piccolissima parte di loro potrebbe essere dentro il vostro bimbo.

Nel 2005, a denunciare questo scandalo, anche se con toni estremamente diplomatici ma per nulla sottomessi, fu nientepopodimenoché la Pontificia Accademia per la Vita (su Wikipedia potete leggere cos’è). Sul loro sito ufficiale, è ancora visionabile il documento del 5 giugno.

In estrema sintesi dicono che è sbagliato produrre vaccini con le cellule di feti abortiti e che, a meno che non ci sia un’estrema urgenza, la gente si dovrebbe rifiutare di utilizzarli. Cito:

«Fino ad oggi ci sono due linee cellulari umane diploidi, allestite originalmente (1964 e 1970) da tessuti di feti abortiti, che vengono usate per la preparazione di vaccini con virus vivi attenuati: la prima linea è la WI-38 (Winstar Institute 38), con fibroblasti diploidi di polmone umano, derivati da un feto femmina abortito perché la famiglia riteneva di avere già troppi figli […] La WI-38 è stata usata per la preparazione dello storico vaccino RA 27/3 contro la rosolia […] La seconda linea cellulare umana è la MRC-5 (Medical Research Council 5) (polmone umano, embrionale) (numero ATCC CCL-171), con fibroblasti di polmone umano provenienti da un feto maschio di 14 settimane abortito per “motivi psichiatrici” da una donna ventisettenne nel Regno Unito».

L’Accademia prosegue scrivendo che questi vaccini «provenienti da aborti volontari, non mancano di porre importanti problemi etici» e si chiede «se una persona respinge ogni forma di aborto volontario di feti umani, tale persona non sarebbe in contraddizione con se stessa ammettendo l’uso di questi vaccini di virus vivi attenuati sulla persona dei propri figli? Non si tratterebbe in questo caso di una vera (ed illecita) cooperazione al male, anche se questo male si è attuato quaranta anni fa?»

Dopo un bel pippone sulla dottrina della chiesa, troviamo scritto: «Ai fedeli e a i cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla “cultura della morte” che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale».

E ancora: «Pertanto, i medici e i padri di famiglia hanno il dovere di ricorrere a vaccini alternativi (se esistenti), esercitando ogni pressione sulle autorità politiche e sui sistemi sanitari affinché altri vaccini senza problemi morali siano disponibili. Essi dovrebbero invocare, se necessario, l’obiezione di coscienza rispetto all’uso di vaccini prodotti mediante ceppi cellulari di origine fetale umana abortiva».

E giù, ancora più pesante: «Ugualmente dovrebbero opporsi con ogni mezzo (per iscritto, attraverso le diverse associazioni, i mass media, ecc.) ai vaccini che non hanno ancora alternative senza problemi morali, facendo pressione affinché vengano preparati vaccini alternativi non collegati a un aborto di feto umano e chiedendo un controllo legale rigoroso delle industrie farmaceutiche produttrici».

Fino a quasi un incitamento alla rivolta: «In ogni caso, permane il dovere morale di continuare a lottare e di usare ogni mezzo lecito per rendere difficile la vita alle industrie farmaceutiche che agiscono senza scrupoli etici».

Ma questo era il 2005. Sono passati più di dodici anni e la chiesa ci ha ripensato. Fanculo quei due bambini dai nomi strani, com’è che si chiamavano? Ah, già: WI-38 e MRC-5.

Oggi è uscito un articolo su AgenSIR in cui nientepopodimenoché la stessa Pontificia Accademia per la Vita, dice tutto il contrario di quello che diceva nel 2005. Cito:

«Se “nel passato i vaccini possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti”, oggi “le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali”».

Capito? Nel 2005 non erano molto distanti, oggi sì! Poi che significa molto distanti? Sono sempre cellule di feti umani abortiti, sì o no? Perché i nomi sono rimasti gli stessi: WI-38 e MRC-5.

L’articolo uscito oggi prosegue: «I vaccini a cui si fa riferimento, fra quelli maggiormente in uso in Italia, sono quelli contro la rosolia, la varicella, la poliomielite e l’epatite A. Va considerato che oggi non è più necessario ricavare cellule da nuovi aborti volontari, e che le linee cellulari sulle quali i vaccini in questione sono coltivati derivano unicamente dai due feti abortiti originariamente negli Anni Sessanta del Novecento».

Ma la situazione era la medesima già nel 2005! Come mai dodici anni fa s’incitavano i fedeli a «continuare a lottare» e a «usare ogni mezzo lecito per rendere difficile la vita alle industrie farmaceutiche che agiscono senza scrupoli etici» e oggi si dice tutto il contrario?

Se la situazione esterna non è cambiata, dev’essere cambiato qualcosa internamente alla Pontificia Accademia per la Vita. Chi scrive è cattolico (o almeno ci prova) ma questa volta non mi bastano queste due righe contraddittorie per farmi cambiare l’idea che fino a ieri era pure quella della chiesa.

  • Pico Pichino

    il comunicato del Sir e’ pieno di falsità la ricerca continua e la linea di Jacobs ormai esaurita nella sua capacità replicativa e’ stata sostituita da una piu’ performante sviluppata in Cina denominata Walvax 2 ottenuta da feti vivi abortiti al 3 mese con tecnica del water bag . Sono degli assassini di anime e di uomini. http://ethicalresearch.net/positions/the-ethics-of-the-walvax-2-cell-strain/

  • silvano.scapin

    sempre Silvano, cattolico guerriero armato della Parola del Maestro… grazie… mi appellavo all’obiezione per motivi religiosi… ora lo farò per motivi morali…
    “«Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.
    A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla”

    ” Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci”

    …ora vedo i lupi…

    un abbraccio e un grazie fraterno Gianni