Elezioni in Italia: “La situazione è grave ma non seria”

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  • di Luciano Lago

In occasione delle prossime elezioni politiche vediamo passare sui media  tutta una serie di commenti e di dichiarazioni confuse da parte di esponenti politici, molta fuffa e poca sostanza, con un ritorno di vecchie figure che si presumeva scomparse.

Questo avviene mentre poca gente presta ancora fiducia ai discorsi ed alle dichiarazioni estemporanee di politici a caccia di poltrone e di potere. Un senso di nausea sale in modo prepotente e prende alla gola una buona parte di persone. Si ricorre a farmaci o all’astensione dal voto che risulta però controproducente.

Sul mercato elettorale si accreditano partiti e movimenti che si presentano come oppositori di questo governo e di questo sistema liberista, spesso però si tratta di una opposizione mascherata.

Il gioco dei finti oppositori è quello di accreditarsi come antisistema o anti regime salvo poi accordarsi ed allearsi con le forze della conservazione dello status quo. Il gioco dei partiti di governo responsabili della crisi è quello di addossare ad altri, fattori esterni o scelte sbagliate dell’Europa, il loro fallimento economico, a stento mascherato da manipolazione dei dati e dei numeri su occupazione e reddito.

Non importa quello che i politici dicono ed i discorsi che fanno, contano i fatti non le dichiarazioni. Nel parlare sono bravi tutti e l’esperienza fatta in questi anni dimostra che la coerenza con i discorsi di chi insegue traguardi politici non esiste.

Molti dei finti oppositori parlano di “riformare l’Unione Europea” come se non fosse evidente che la UE è un sistema irriformabile, nato per schiavizzare l’Italia ed altri paesi europei agli interessi della grande finanza anglo USA e di conseguenza chi vuole effettivamente riottenere il controllo della sovranità deve porsi l’obiettivo prioritario di smantellare questa Unione Europea.

Come molti giuristi e storici avevano a suo tempo avvisato, Il potere economico senza il controllo e coordinamento di una democrazia popolare, diventa un potere politico che annulla qualsiasi sovranità popolare.

La situazione economica dell’eurozona in questi anni si è andata disgregando sempre di più ed il fatto che ci sia una crescita del PIL corrispondente all’1,01% ci viene contrabbandata come una “ripresa”, quando in realtà, dopo essere tornati al reddito di 20 anni fa, risulta impossibile crescere con problemi economici che sussistono nella gabbia del sistema euro. Ci troviamo di fatto in un sistema economico dove gli aggiustamenti avvengono non più sul cambio della moneta ma sui salari in riposta ad una crisi che viene dal resto del mondo, un sistema di aggiustamenti che è disciplinato dai rapporti di forza, messo in atto da governi che hanno rimosso tutte le tutele sul lavoro, per eseguire le politiche imposte dai potentati  finanziari e da Bruxelles.

Il conflitto fra capitale e lavoro è sempre più attuale e il rapporto di forza è ormai tutto spostato a favore del capitale: è quest’ultimo che impone le direttive ai governi tramite il suo controllo degli organismi finanziari transnazionali dove dispongono dei loro fiduciari. Le direttive principali sono sempre quelle di ridurre la spesa pubblicaprivatizzare i servizi pubblici, aprire al mercato delle grandi multinazionali.  Le armi di cui dispone il grande capitale (per “convincere”) sono quelle dello “spread”, delle agenzie di rating, dell’indebitamento infinito, del controllo del credito, delle regole sul commercio globale, ecc…

I Parlamenti sono state espropriati della loro sovranità, ridotti a meri organismi burocratici che devono ratificare norme prese in altre sedi dove non esiste alcuna rappresentanza democratica, i governi sono al servizio degli interessi del capitale e delle logiche di potere internazionale.

Si va verso una società sempre più iniqua ed instabile non tutti se ne sono accorti ma presto se ne accorgeranno anche i più distratti e quello che ne deriverà sarà uno stato di sempre maggiore sottomissione mascherato da finta democrazia.

I ceti popolari sono sempre più impoveriti con un forte aumento della povertà e dell’indigenza in cui sono sprofondate alcuni milioni di famiglie. La classe media, già impoverita dalle politiche di austerità e dal mercato globale, è destinata a scomparire anche perchè considerata pericolosa dal potere, quale piccola borghesia acculturata ed in grado di avere maggiore consapevolezza della situazione.

Il sistema vuole una proletarizzazione delle masse ridotte al ruolo di consumatori e di individui omologati senza coscienza sociale ma focalizzati su diritti individuali (il matrimonio gay, l’eutanasia, l’inseminazione artificiale, il transgender, ecc..). I problemi sono quelli sempre indicati, crescita della povertà, riduzione dei servizi sociali, alta disoccupazione, carenza di lavoro e precarietà diffusa, privatizzazione dei beni e servizi pubblici. La situazione è particolarmente grave, ulteriormente aggravata da un piano di invasione e sostituzione etnica della popolazione, ormai evidente, con il segreto obiettivo di disporre di una mano d’opera di riserva per il lavoro sfruttato e per il consenso in calo nei partiti della sinistra mondialista.

I problemi di cui soffre il sistema Italia non dipendono dal debito pubblico, come vorrebbero far credere, lo squilibrio di cui soffre l’talia è uno squilibrio di competitività verso l’estero causato dalla rigidità del sistema euro, un sistema che ha determinato, fra gli altri effetti, il crollo della domanda interna e che ha portato come conseguenza una crescita dell’esposizione debitoria dello Stato, delle banche, delle famiglie e delle imprese. L’euro è stato un progetto che ha trasformato la Repubblica italiana da una repubblica fondata sul lavoro, dove la sovranità era fondata sul popolo e sul diritto al lavoro, a una dove la competitività è fondata sul taglio dei salari dove la sovranità è fondata sulla BCE. Un sistema in cui il costo economico di scarica sui lavoratori e percettori di reddito fisso.

L’imposizione dell’austerità, voluta dai potentati finanziari, ha aggravato la crisi ed è stato come amputare la gamba sana del sistema economico italiano ovvero quella delle imprese private e dei risparmiatori, massacrate da tasse, gabelle e burocrazia, un folle politica che ha causato la maggiore perdita di PIL dalla seconda guerra mondiale in poi. Un disastro simile ad una situazione post bellica.

Gli italiani possono ringraziare in particolare i governi Monti, Letta, Renzi e i fanatici del “ce lo chiede l’Europa”, se non avranno la memoria corta. Il vero e unico problema per questa classe politica è quello che i lavoratori dipendenti e piccoli produttori si stanno accorgendo della truffa dell’euro e della UE e iniziano a rivoltarsi contro la classe politica.

Per evitare questo, il regime adotta due opzioni: una è quella di andare verso una compressione dei diritti politici in modo da evitare il sorgere del dissenso, compressione fatta in nome dell’emergenza (fake news, populismo, terrorismo ed altre cause); l’altra opzione quella di creare delle finte opposizioni che possano incanalare la protesta verso uno o più binari morti. Gli stessi partiti progressisti che stanno oggi collassando un pò ovunque in Europa dietro il calo generale del loro consenso, si iniziano a porre il problema e vedono la soluzione in un massiccio arrivo di nuovi cittadini, da qui l’urgenza di far approvare lo “ius soli”.

I partiti di opposizione , vagamente sovranisti o populisti, stanno avanzando e si sta sbriciolando la rappresentanza politica di chi si qualifica come “progressista” e filo-europeista. Si stanno predisponendo nuovi giochi e nuove coalizioni e sarà interessante vedere come i potentati finanziari riusciranno ad imbrigliare il “cavallo vincente”.

Non riteniamo che le elezioni possano risolvere il problema di perdita di sovranità dell’Italia ma tutto al più potrebbero lanciare un segnale. “La situazione è grave ma non seria”, come qualcuno (Flaiano)  diceva molti anni addietro. Non rimane che stare alla finestra e guardare, si accettano scommesse.

Fonte: controinformazione.info