Email ricattatorie, attenzione: minacciano di pubblicare vostre foto se non pagate

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Email ricattatorie a decine di utenti: “Se non pagate, pubblicheremo foto e video compromettenti!” – di Nicolò Pozzati

Nelle scorse ore, in Italia, sono stati registrati numerosissimi casi di utenti che avrebbero ricevuto email contenenti veri e propri ricatti a scopo estorsivo.

Alle persone coinvolte sarebbe stato intimato di versare una cospicua somma di denaro, al fine di evitare la pubblicazione di propri contenuti di natura pornografica.

I casi, molti dei quali sono al momento sotto osservazione da parte della Polizia Postale, sarebbero già diverse centinaia.

Tutto cominciò circa due settimane fa, in Veneto, quando un utente ricevette un’email con mittente anonimo, riportante il fatto che un presunto “hacker” fosse entrato in possesso, tramite un malware installato mediante un sito di contenuti per adulti, di molti dati sensibili del malcapitato, nonché dell’accesso remoto alla webcam del suo PC.

Di seguito, la richiesta: un versamento di denaro in criptovalute (nel caso di specie, bitcoin), in mancanza del quale i video registrate durante le sessioni sopracitate sarebbero stati resi pubblici, e inviati ad amici e familiari.

La direttrice della Polizia Postale Nunzia Ciardi sostiene la possibilità che i dati sensibili siano stati immagazzinati dai malintenzionati durante alcune operazioni di hacking avvenute nei mesi scorsi, per poi essere rivenduti e inoltrati sul web (e, in particolare, sul dark web), fino ad arrivare nelle mani del mittente, o dei mittenti, in questione.

Nunzia Ciardi ha dichiarato, inoltre, l’assoluta inefficacia di qualsivoglia tipologia di pagamento, il quale, oltre a favorire i soggetti in questione, non sarebbe sufficiente a evitare che eventuali contenuti siano diffusi.

Non a caso, in realtà, tendiamo a utilizzare il termine “eventuali”. Secondo gli inquirenti, infatti, non esisterebbe alcuna sussistenza provata: i contenuti video di natura pornografica sarebbero, insomma, fasulli.

Il panico generato dalle email

Un semplice (e banale, ndr) metodo di intimidazione volto a intimorire gli utenti, al fine di ottenere con più facilità il “riscatto” preteso.

Il panico, infatti, gioca in queste situazioni un ruolo fondamentale, spingendo i soggetti destinatari delle email a cedere anche solo per paura dell’idea che una tale affermazione dei mittenti possa concretizzarsi.

Nel caso in cui qualcuno dei lettori dovesse trovarsi vittima di questo “brutto scherzo”, per così definirlo (scherzo che costituisce, ovviamente, un reato e, in quanto tale, una sanzione di natura penale), ricordiamo di rivolgersi immediatamente alla Polizia Postale, senza cedere né assecondare le volontà di questi sedicenti criminali informatici. Fonte: Teeech

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