Enrico Ruggeri segue J-Ax. La Siae: «Scelte incomprensibili»

0

L’artista, definito ‘di destra’, lascia la Siae e affida a Soundreef la gestione dei diritti d’autore

Enrico Ruggeri, vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo, e J-Ax lasciano la SIAE (Società Italiana Autori Editori) per affidare a Soundreef la raccolta e gestione dei diritti d’autore. A far più rumore è sicuramente la decisione del sessantenne cantautore milanese: oltre alla già citata vittoria nei due festival di Sanremo, infatti, Ruggeri è sempre stato considerato uno spirito libero nel controverso mondo della musica, lontano da compromessi e cadute di stile e per questo definito in più riprese “di destra”.

In una bella intervista resa nel giugno scorso a Nicola Mirenzi, per l’Huffinghton Post, Ruggeri parlava tra l’altro della scoperta di un certo tipo di musica (Iggy Pop e i New York Dools, David Bowie e i Roxy Music, i Mott The Hoople e tutto il rock decadente) che per lui fu importante perché “che si contrapponeva agli ascolti obbligatori della Milano degli anni sessanta: il progressive, il cantautorato intellettualistico, tutte le formazioni comunisteggianti e poi gli Inti Illimani, il gruppo che dovevi amare per forza.

Vigeva la dittatura culturale della sinistra extraparlamentare: in piazza urlavano slogan che inneggiavano a Stalin e Mao Tse-tung, indossando la divisa d’ordinanza della ribellione come tanti piccoli soldatini: le barbe lunghe, l’eskimo, le camice a quadri. Si professavano vicini al proletariato. Erano per la maggior parte figli dell’alta borghesia. Nella Milano degli anni settanta, l’estrema sinistra era in cima all’establishment. Niente sfuggiva al controllo della sua dottrina, dal modo di parlare, a quello di essere. Se non osservavi i suoi comandamenti, venivi tagliato fuori. Una volta, cercarono di picchiarmi perché avevo i capelli corti e gli occhiali Ray Ban, un accessorio che ai loro occhi faceva di me un fascista>.

Ma torniamo all’accordo tra Ruggeri e la Soundreef, società fondata da Davide D’Atri è operativo dal primo gennaio di quest’anno. “L’arrivo di Enrico Ruggeri – ha commentato lo stesso D’Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef S.p.A. – è un grande onore per tutti noi. Lavorare con il suo repertorio ci rende contenti e orgogliosi del percorso fatto e conferma gli importanti progressi della nostra azienda”.

“Siamo noi a ringraziare il Maestro Ruggeri che per tantissimi anni – ha detto dal canto suo il direttore generale di Siae Gaetano Blandini – è stato nostro associato e che nel 2016 è stato tra i primi mille firmatari della Lettera SIAE in Difesa del Diritto d’Autore. Proprio perché abbiamo avuto occasione di conoscere la sensibilità di Enrico Ruggeri nelle battaglie a tutela del diritto d’autore, la sua scelta ci risulta francamente incomprensibile”.

Per quanto riguarda la scelta di passare a Soundreef, secondo Blandini “la Società a cui ha deciso di affidarsi, sulla base della normativa vigente, opera illegittimamente nel nostro Paese in cui l’attività di intermediazione del diritto d’autore è consentita alle organizzazioni – come SIAE – senza scopo di lucro e gestite dai propri associati. SIAE era e resterà la casa degli autori e degli editori e le sue porte erano e resteranno aperte per Enrico Ruggeri e per tutti gli autori, che siano o meno di successo, già famosi o sconosciuti”.

Su J-Ax il presidente di SIAE, Filippo Sugar ha invece detto: “Nel rispetto assoluto della libertà individuale di decidere esprimiamo il nostro rammarico e dispiacere per una scelta di difficile comprensione, anche alla luce dei rilevanti successi che, nell’interesse di tutti gli associati, SIAE ha raggiunto negli ultimi anni”.

“La Società Italiana degli Autori ed Editori è e continuerà ad essere – ha aggiunto Sugar – una Società no profit, governata dai propri associati, che non può, ma soprattutto non vuole, ingaggiare campagne acquisti. SIAE è in linea con la normativa vigente, nel rispetto della Direttiva Barnier, e quindi non fa alcuna discriminazione tra associati, trattando tutti nello stesso modo”.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA