Facebook adotterà il riconoscimento facciale? Ecco come potrebbe cambiare il social

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Immagine: agrpress.it

di Alfonso Maruccia

Il social network annuncia nuovi “tool operativi” pensati per “difendere la privacy” dell’utenza, vale a dire un sistema di riconoscimento facciale in grado di identificare il volto di ogni singolo utente del network su tutte le foto

Roma – In questi giorni si palesa uno dei frutti degli investimenti di Facebook nelle tecnologie di riconoscimento facciale, un sistema progettato per scandagliare lo sterminato archivio fotografico del social network per identificare tutte le istantanee in cui è presente l’utente. La scusa è la privacy, la prospettiva è il business – a esclusione di Europa e Canada, “per il momento”.

Facebook ha in pratica annunciato l’implementazione di uno scanner biometrico interno, un tool “operativo” che analizzerà tutte le foto salvate sul network per identificare i volti di chi vi è stato ritratto: la corporation avvertirà l’utente a ogni nuovo risultato, dandogli così la possibilità di verificare se una foto in cui è presente è stata scattata – e ovviamente salvata su Facebook – con o senza il suo permesso.

Facebook dice di voler garantire agli utenti la sicurezza dell’uso del loro volto sul network, così come è possibile sfruttare il riconoscimento facciale per impedire che un truffatore provi a impersonare qualcun altro dopo aver rubato una delle sue foto. Importante, infine, l’utilità dello scanner biometrico per gli utenti con problemi alla vista – che potranno ora farsi descrivere le foto anche se non sono stati “taggati” da chi le ha pubblicate.

La scansione dei volti è al momento disponibile in “vari posti” in cui opera Facebook a eccezione di Canada ed Europa, dove le politiche per la privacy non sono evidentemente così permissive (o lasche?) come negli USA o nel resto del mondo.

Quello che Facebook si guarda bene dal sottolineare, infine, sono le potenzialità del riconoscimento facciale a scopo di business o anche solo per suggerire nuove “persone che potresti conoscere” agli utenti; la corporation dice di non voler usare la tecnologia in questo modo ma mai dire mai.

Alfonso Maruccia

Fonte: punto-informatico.it