Francia, Belgio. Sempre più ragazzi radicalizzati a scuola (e sempre più giovani)

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  • di Leone Grotti

La radicalizzazione dei minori è sempre più diffusa in Francia. A giugno erano 2.200 i minori segnalati nel registro per la prevenzione della radicalizzazione a carattere terroristico (Fsprt), che contiene solamente le persone segnalate dalle scuole e dalle prefetture. Ad essi, infatti, si dovrebbero anche aggiungere le persone che sono già radicalizzate e in quanto tali oggetto di indagine da parte dei servizi. I minori, dunque, sono il 16% del totale delle persone a rischio radicalizzazione.

SEMPRE PIÙ RAGAZZE

Secondo il Figaro, le autorità francesi hanno anche notato una «femminilizzazione della radicalizzazione» dal momento che le ragazzine «rappresentano ormai la maggioranza dei minori a rischio e la metà dei casi seguiti dall’ufficio Protezione giudiziaria dei giovani (Pjj) è costituita da ragazze». Sono tanti anche coloro che in un modo o nell’altro sono già passati all’azione. Al 27 giugno, sono 58 i minori accusati a vario titolo di terrorismo (di cui 25 detenuti) e altri 9 che hanno già ricevuto un mandato di arresto. Secondo gli esperti citati dal quotidiano francese, «questi individui, sempre più giovani, sono il nuovo obiettivo dei reclutatori dello Stato islamico».

«DOPPIA TENDENZA»

I minori non vengono adescati solo su internet, se è vero che decine di insegnanti sono stati sospesi dopo che erano stati denunciati dal ministero dell’Interno come «pericolosi» o radicalizzati. E secondo Thibault de Montbrial, presidente del Centro di riflessione sulla sicurezza interna, «al ministero dell’Educazione sono molto preoccupati da questa nuova doppia tendenza: la crescita significativa della radicalizzazione tra gli studenti e il fascino che le idee estremiste esercitano su persone sempre più giovani, anche di 11 anni».

ESTREMISMO ALLA SCUOLA MATERNA

Il fenomeno non riguarda solo la Francia. Ha fatto scalpore in Belgio il rapporto interno sulla radicalizzazione di alcuni alunni musulmani tra i 3 e i 5 anni stilato da una scuola materna di Renaix e pubblicato senza permesso da Het Laatste Nieuws. Nel rapporto si parla di sei bambini musulmani che hanno ripetutamente insultato i loro compagni di classe cristiani chiamandoli «infedeli», mimando il gesto dello sgozzamento e minacciandoli di morte. Secondo gli esperti in questo caso non si può parlare di vera e propria radicalizzazione perché i bambini non fanno che «imitare quello che vedono e sentono a casa». Le tre famiglie islamiche coinvolte sono già state segnalate alla polizia.

fonte: Tempi