Il fumo passivo fa male ai bambini: rischiano asma e respiro sibilante

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  • di Andrea Centini

Il bambini piccoli esposti al fumo passivo e con elevati livelli di nicotina nei capelli hanno un rischio maggiore di sviluppare asma e respiro sibilante. Gli effetti sono negativi anche durante la gravidanza.

I bambini di 15 mesi o più esposti al fumo passivo dei genitori e altri famigliari hanno un rischio maggiore di soffrire di asma e respiro sibilante. Lo ha determinato un team di ricerca dell’Università di Otago Christchurch, Nuova Zelanda, che ha dimostrato una correlazione tra le concentrazioni di nicotina presenti nei capelli dei piccoli e il rischio di essere colpiti dalle suddette patologie respiratorie.

I ricercatori, coordinati dal professor Philip Pattemore, hanno misurato i livelli di nicotina nei capelli di 376 bambini di 15 mesi e hanno raccolto informazioni dettagliate sull’esposizione al fumo cui sono stati sottoposti in varie fasi della loro vita. Nello specifico, durante la gravidanza; a tre mesi dopo la nascita e a 15 mesi. Attraverso appositi questionari hanno inoltre ottenuto dati sociodemografici e relativi al respiro sibilante e all’asma di altri bambini sino ai sei anni di età.

Dall’analisi statistica è emerso che i livelli di nicotina nei capelli dei bambini aumentavano parallelamente al numero di fumatori presenti a casa e a quello delle sigarette consumate quotidianamente, inoltre è stata evidenziata una forte associazione con l’esposizione al fumo durante la gravidanza. Incrociando i dati, Pattemore e colleghi hanno dimostrato che maggiori erano le concentrazioni di nicotina nei capelli e superiori erano i rischi di sviluppare respiro sibilante e asma (quest’ultimo a un livello poco significativo). I ricercatori hanno tenuto in considerazione diversi parametri, fra i quali etnia, indice di massa corporea, infezioni respiratorie nei primi tre mesi di vita, stato economico e altro ancora.

L’associazione tra nicotina nei capelli e rischio di ammalarsi è stata evidenziata solo nei bambini piccoli, mentre per quelli più grandi non è emersa. I risultati dello studio neozelandese giungono alcuni mesi dopo quelli di un’indagine condotta dallo University Hospitals of South Paris, che ha dimostrato un rischio superiore di sviluppare l’artrite reumatoide nei bambini esposti al fumo. In Italia, per tutelare i più piccoli dai rischi del fumo passivo è stata recentemente avviata la campagna di sensibilizzazione basata sul peluche “Ector the protector bear”, che ha un sensore in grado di reagire al fumo. I dettagli dello studio neozelandese sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Pediatric Pulmonology.

Fonte: Fanpage

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