Germania shock: è tra i più grandi riciclatori di denaro sporco in Europa

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Handelsblatt: la Germania si scopre fra i grandi riciclatori di denaro sporco europei

Oggi il quotidiano tedesco Handelsblatt ha pubblicato un articolo interessante, anche se un po’ prolisso e dispersivo, sull’esplosione del riciclaggio di denaro sporco nella Repubblica Federale Tedesca.

Tutto nasce da un blitz della polizia in una grande città nella quale sono stati sequestrati ben 77 immobili che si sospetta siano stati acquistati tramite l’utilizzo di denaro sporco.

Secondo una ricerca dell’università di Halle la Germania è al quarto posto in Europa, terzo nell’Europa continentale, per il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite con una cifra pari a 108 miliairdi di euro all’anno “Lavati”, dopo la Francia ed il Belgio, ma ben prima dell’Italia.

Nella classifica sulle capacità di applicare le norme Anti Money Laundering stilata dal Basel Institute la Germania è al centro classifica, 25 posizioni al di sotto, per esempio, della Finlandia. Insomma nordici si, ma non troppo puliti.

La provenienza del denaro è chiaramente di natura illecita, che sia da droga, traffico di armi di immigrati o da evasione fiscale, tutte attività che generano un gran volume di contanti.

In Germania, anche se il limite è molto alto per il cash, comunque vi è una forma di controllo bancario, per cui i “Lavandai” devono utilizzare delle cautele.

Fra le vie principali vi è il riciclaggio tramite le case da gioco, acquistando chip e quindi fingendo di giocarle.

Altra via è la costituzione di attività apparentemente legittime il cui fatturato è principalmente costituito da soldi riciclati.

Il riciclaggio, come è stato provato dai recenti sequestri, ha un forte interesse nei beni immobili, anche perché la normativa tedesca è un po’ diversa da quella italiana.

Controlli superficiali sulla provenienza del denaro

I notai avrebbero l’obbligo di controllare sia l’identità sia la provenienza dei fondi, ma sono spesso troppo superficiali per il primo punto, oppure non hanno i mezzi per controllare secondo punto.

Inoltre sono sempre più diffusi schemi societari facenti capo a società straniere, spesso in paradisi fiscali, dove il trasferimento delle quote sociali è molto più semplice del cambio di proprietà degli immobili.

Nel 2016 il 7% dei 563 casi di criminalità organizzata riguardava il riciclaggio di denaro facendone, come dice Fabio De Masi, membro della sinistra parlamentare “Il paradiso immobiliare dei gangster”.

La Ndrangheta ricicla buona parte dei propri fondi in Germania, investendo in immobili, perché i controlli sulla provenienza dei capitali sono molto più leggeri rispetto all’Italia ed allo stesso modo si comporta la mafia russa.

Molto spesso i casi sono meno cruenti come Sanjay Shah, accusato dal Belgio di aver commesso illeciti di carattere fiscale per 1,35 miliardi di euro, che si è scoperto avere 222 milioni sulla Varengold bank di Amburgo a nome della sua società Solo Capital. 

I Panama Paper hanno aperto un vero paradiso di società dove si riciclano denari di tedeschi, ma è stato solo dopo il 2015 ed il Bataclan che i reati di carattere finanziario sono stati presi seriamente e l’ufficio apposito (FIU) è stato posto sotto l’autorità del ministero degli interni. Fonte: scenarieconomici.it