Giorgia Rombolà giornalista della Rai aggredita in metro dopo un furto

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giorgia rombolà

Giorgia Rombolà, giornalista di Rai News 24, ha vissuto un’esperienza orribile nella metro di Roma.

Una ragazza rom cerca rubare il portafogli a un passeggero, ma quest’ultimo si accorge e quello che succede subito dopo potete immaginarlo.

L’uomo ha aggredito violentemente la rom, scaricando tutta la sua furia su di lei. Con la ragazza rom c’era anche una bambina di 3/4 anni che ha assistito a tutta la scena.

Rubare non è un gesto difendibile, ma neanche la violenza subita da quella ragazza, visto che sul posto erano già presenti i vigilantes che avrebbero dovuto gestire la situazione.

Ma quello che è successo dopo è ancora più disdicevole. Giorgia Rombolà ha cercato di fermare l’uomo derubato nel suo atto di violenza.

Tutti i presenti a questo punto se la prendono con la giornalista. Ecco il suo racconto.

Il post di Giorgia Rombolà

“Questo è successo a me, e non a qualcun altro. È successo ieri alle 14.30 su un treno della linea A della metro di Roma.

Fermi a una fermata, trambusto, urla e il pianto disperato di una bimba. Una giovane, credo rom, tenta di rubare il portafoglio a qualcuno.

La acciuffano e ne nasce un parapiglia, la strattonano, la bimba che tiene per mano (3/4 anni) cade sulla banchina, sbatte sul vagone.

Ci sono già i vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero), ma a quest’uomo alto mezzo metro più di lei, robusto (la vittima del tentato furto?) non basta. Vuole punirla.

La picchia violentemente, anche in testa. Cerca di strapparla ai vigilantes tirandola per i capelli. Ha la meglio.

La strattona fina a sbatterla contro il muro, due, tre, quattro volte. La bimba piange, lui la scaraventa a terra.

Io urlo dal vagone: “Non puoi picchiarla, non puoi picchiarla”. Ma non si ferma. Io urlo ancora più forte, sembro una pazza. Esco dal vagone, mi avvicino e cerco di fermarlo.

Solo ora penso che con quella rabbia mi avrebbe potuto ammazzare, colpendomi con un pugno. “Basta, basta”, urlo.

I vigilantes riescono a portare via la ragazza. Lui se ne va urlando, io risalgo sul treno. E lì vengo circondata.

Un tizio che mi insulta dandomi anche della puttana dice che l’uomo ha fatto bene, che così quella stronza impara.

Due donne (tra cui una straniera) dicono che così bisogna fare, che evidentemente a me non hanno mai rubato nulla.

Argomento che c’erano già i vigilantes, che non sono per l’impunità, ma per il rispetto, soprattutto davanti a una bambina.

Dicono che chissenefrega della bambina, tanto rubano anche loro, anzi ai piccoli menargli e ai grandi bruciarli. Un ragazzetto dice se c’ero io quante mazzate. Dicono così.

Giorgia Rombolà: le minacce, la paura

Io litigo, ma sono circondata. Mi urlano anche dai vagoni vicini. E mi chiamano comunista di merda, radical chic, perché non vai a guadagnarti i soldi buonista del cazzo.

Intorno a me, nessuno che difenda non dico me, ma i miei argomenti. Mi guardo intorno, alla ricerca di uno sguardo che seppur in silenzio mi mostri vicinanza. Niente.

Chi non mi insulta, appare divertito dal fuori programma o ha lo sguardo a terra. Mi hanno lasciato il posto, mi siedo impietrita.

C’è un tizio che continua a insultarmi. Dice che è fiero di essere volgare. E dice che forse ci rivedremo, chissà, magari scendiamo alla stessa fermata.

Cammino verso casa, mi accorgo di avere paura, mi guardo le spalle. E scoppio a piangere.

Perché finora questa ferocia l’avevo letta, questa Italia l’avevo raccontata. E questo, invece, è successo a me. Giorgia Rombolà, giornalista Rainews.”

5 Commenti

    • Se ne accorge, se ne accorge… il fatto è se se poi l’ammettesse pure, sarebbe come ammettere che l’ideologia che crede di portare avanti, è poi la stessa che ha fatto si che l’umanità arretrasse nel passato, nel presente e lo farà ancora nel futuro.

      La cultura comunista è talmente cieca, che la si può capire non con i falsi comunisti compagni di oggigiorno, ma con il comunista per antonomasia che non è né Lenin né Max, ma un certo Filippo Buonarroti di cui si può leggere la storia, in un bellissimo e lungo articolo reperibile qui

  1. Chi per anima ha una carogna, cara la mia giornalista del menga, agisce come una carogna ed è bene che te lo si sia fatto sapere, come è bene che si sappia che la tolleranza contro chi ruba come la tolleranza sui buonisti è finita, siete vittime semmai non di chi si ribella, ma della vostra ignavia e codardia.

    In quanto all’aver paura cara lei, abbia paura delle proprie azioni più che di quelle altrui, visto che sono le sue ad essere indubbiamente irresponsabili..

      • DueCents = Nomen omen = il tuo valore

        Sei il classico soggetto che pur non capendo quel che giudica, campa perché c’è posto e non certo per diritto, essendo già di per se storto e contorto da una ideologia che, che sia di sinistra come di destra, ignora che ambedue sono pura espressione della massoneria e non dei popoli liberi.

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