Giovane giornalista italiano cattolico partecipa al pellegrinaggio islamico. Ecco cos’è successo

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Riportiamo lo stato che il giovane giornalista italiano, Sebastiano Caputo, ha pubblicato sul suo profilo Facebook. E ne approfittiamo per ringraziarlo del suo impegno.

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Erano passate poche ore dall’inizio del pellegrinaggio che tra i fedeli sciiti già circolava la voce di un ragazzo italiano di confessione cattolica incamminatosi a piedi per raggiungere la città di Karbala. Improvvisamente ero diventato una notizia preziosa ed esclusiva per i giornalisti locali che una volta incontrati nella folla, in più occasioni, mi fermavano incuriositi quanto sorpresi della mia presenza sul territorio iracheno nei giorni di Arbaeen.

Più rilasciavo interviste più la voce circolava fin quando arrivato al sessantacinquesimo chilometro, vengo invitato allo stand iraniano “Fatima Masumeh” dalle alte sfere del clero sciita per raccontare la mia storia. Cosi mi sono ritrovato in un grande prefabbricato dove una dozzina di persone erano sedute per terra in cerchio, sul tappeto, chi con le gambe incrociate, chi in ginocchio per mostrare rispetto. Sedetti anche io, accanto al responsabile dello stand, un religioso di Qom che aspettava con pazienza quel giovane ragazzo italiano di confessione cattolica di cui si era tanto parlato. “Siamo onorati della tua presenza, prima di dirmi le tue impressioni sul pellegrinaggio, spiegaci perché sei qui”, dice in farsi rivolgendosi al sottoscritto.

Prendo il respiro. “Prima di tutto sono un giornalista italiano, ma ritengo che ogni giornalista debba essere impegnato, per cui partecipo anche in quanto cattolico. Vedete, in Occidente si ha una percezione del mondo islamico negativa, semplicistica e soprattutto monolitica. A causa del terrorismo e dell’immigrazione. Pochi sanno però che all’interno dell’Islam gli sciiti non solo combattono il terrorismo ma difendono anche la libertà delle loro nazioni perché in quelle nazioni vogliono viverci. Partecipo dunque per raccontare lo spirito degli sciiti ma anche la loro ferrea fede. Non siete così diversi da noi cattolici. Abbiamo molti punti in comune sul piano teologico, il nostro destino si incrocia se si legge tra le righe della Fine dei Tempi dei nostri testi sacri, e poi oggi siamo vittime dello stesso sistema politico, economico e morale. Da cattolico vengo per costruire un dialogo con voi senza il filtro dei massmedia, perché occorre camminare nella stessa direzione”.

Finita la traduzione, dall’italiano al farsi, tutti mi guardano sbalorditi, vengo assalito da una raffica di domande. Dopo una lunga conversazione, il religioso alla mia destra, prima di congedarmi, benedice il mio lavoro. “Pregheremo affinché tu possa realizzare i tuoi nobili sogni, abbiamo bisogno di persone come te, nel Corano c’è scritto: chi salva la vita di una persona è come se avesse salvato tutta l’umanità”.