Glaxo: non avrai altro vaccino all’infuori di me

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  • DI ROSANNA SPADINI

Devo ammettere che sui vaccini non ho alcuna certezza, non ho nemmeno competenze scientifiche per affermarne l’assoluta validità, oppure per denunciarne rischi accertati. Però in questa brutta storia molte cose non tornano, le ambiguità abbondano e le bufale ben orchestrate e indecifrabili  dell’informazione mediatica addensano la nebbia sulle verità.

Il vaccino sembra comunque essere diventato il nuovo dogma di fede, dogma di Stato, verità scientifica rivelata e imposta ai fedeli come principio sacrosanto.
Naturalmente come ogni fede assoluta suscita ribellioni eretiche e diserzioni agnostiche, scatena fanatismi da entrambi i versanti, con tutte le deviazioni del caso. Perché dunque tutta questa ansia, questo fanatismo, del tipo chi non si vaccina con me peste lo colga?

Sarebbe meglio invece spiegare pacatamente all’opinione pubblica quali studi hanno portato a decidere l’obbligatorietà di ben 10 vaccini nel primo anno di vita, cosa si sa delle possibili complicazioni, e come fare per evitarle. Perché infatti l’Italia sta adottando sulle vaccinazioni una politica ben diversa rispetto a quella degli altri Paesi, anche quelli più avanzati, dimostrandosi decisamente più rigidamente ottusa, o biecamente interessata, nonostante manchi l’evidenza di una pandemia immediata.

Fino a oggi infatti mancano studi scientifici solidi sulla frequenza delle complicazioni, infatti la ricerca sulle segnalazioni degli effetti collaterali dei vaccini è ancora piuttosto inattendibile. Il recente rapporto dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) non dà alcuna informazione utile a comprendere la dimensione del problema. Vengono evidenziate incidenze di possibili eventi avversi molto maggiori in alcune regioni rispetto ad altre, senza che nemmeno i medici sappiano spiegare bene cosa attendersi da possibili complicazioni.

Il disegno stesso del sistema di rilevazione manca di validità scientifica, non consente di stabilire se un evento patologico insorto dopo una vaccinazione sia causato dal vaccino o no. Quindi come può un ministro imporre un nuovo trattamento sanitario obbligatorio senza disporre di un sistema di monitoraggio efficace dei possibili danni?

E poi si conoscono perfettamente le profonde implicazioni politiche della casa farmaceutica Glaxo, che è leader mondiale della produzione di vaccini. Il vaccino esavalente è una sua creazione.

La Glaxo sta collezionando accuse di corruzione in giro per il mondo, il Wall Street Journal scrive che esistono mail secondo cui lo staff dell’azienda avrebbe corrotto numerosi medici con viaggi e campioni di farmaci in omaggio, che avrebbero potuto vendere direttamente ai pazienti.

Appena due giorni prima un’inchiesta del programma Panorama della Bbc rivela che in Polonia il manager regionale della Glaxo Smith Kline e 11 dottori sono sotto indagine per un presunto giro di mazzette versato ai camici bianchi in cambio della prescrizione del farmaco antiasmatico Seretide.

L’elenco delle condanne della Glaxo poi è piuttosto lungo, la più vergognosa dice che: «Nel 2012 un tribunale argentino ha condannato la Glaxo per aver sperimentato vaccini (contro la malaria) direttamente su bambini di famiglie indigenti, il che ha provocato ben 14 decessi».

Nel Dicembre 2015, sotto la presidenza Renzi lo stabilimento della Glaxo di Siena (ma anche quello di Verona) era a rischio licenziamenti. Si parlava addirittura di trasferire tutti gli impianti all’estero.

Nell’Aprile 2016 la Glaxo cambia repentinamente strategia industriale e non solo non licenzia più, ma decide di investire in Italia, anzi proprio in Toscana un miliardo di euro.

Cosa è stato promesso all’azienda per indurla a non licenziare e addirittura investire  una cifra astronomica e in un modo così imprevisto? Beh … nel Maggio 2017 il consiglio dei Ministri approva il decreto Lorenzin.

Nel video è presente Matteo Renzi quando ha presentato nel 2016 (guarda caso proprio all’auditorium GSK di Verona) il Piano Nazionale Industria 4.0

A questo punto una domanda sorge spontanea: fino a che punto è ragionevole che le istituzioni sanitarie pubbliche siano legate ad aziende farmaceutiche? Come può essere che, alla luce del sole, ex consiglieri di amministrazione della Smith Kline rivestano cariche di primissimo piano nella sanità pubblica, come Raniero Guerra ?

Infatti Codacons ha fatto un esposto all’Anac sulle vaccinazioni, in cui ha chiesto all’Autorità anticorruzione se «sia lecito che il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, firmi atti pubblici sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo, che come noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia» … «Risulterebbe infatti che Guerra abbia firmato tutti i provvedimenti sui vaccini anziché astenersi come dovuto, in base all’articolo 323 del Codice penale».

Ma chi è il dott. Guerra? Il suo curriculum vitae, scaricato dal sito del Ministero, evidenzia che si tratta proprio di un ex consigliere della Fondazione Smith Kline, ora al Ministero della Salute, con l’incarico nientemeno che di Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria, cioè l’uomo chiave del Ministero, preposto alla gestione del business vaccinale.

Il luminare però risulta anche membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione FADOL, che ha sede a Roma in via Lanciani 2.

E’ sempre componente del consiglio d’amministrazione di EXONOMICS una costola che arriva direttamente dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L’azienda madre è comunque HANSA BIOMED, un gruppo leader a livello mondiale nella diagnostica. E’ fresca fresca una strategica partnership, quella con il gruppo svizzero LONZA, a sua volta ai vertici nella hit internazionale biofarmaceutica, sempre nel ventre di Big Pharma.

E poi la chicca. Ossia un’altra presenza in un super accorpato consiglio d’amministrazione, quello della Fondazione GlaxoSmith Kline, il cui quartier generale italiano si trova a Roma, in via Terenzio 35. Da tener presente che la Fondazione è totalmente finanziata dalla madre, ossia il colosso GlaxoSmithKline spa, of course.

E chi ha nominato Ranieri Guerra nel cda della Fondazione? A quanto pare diversi soggetti non da poco. Si parte dallo stesso ministero per la Salute, per poi passare al già visto Istituto Superiore di Sanità, senza farsi mancare l’ok del ministero per l’Università e la Ricerca, quello dell’Economia, nonché quello della Conferenza Stato-Regioni. Dulcis in fundo, ovviamente, c’è il voto del padrone di casa, Glaxo.

Ma in quale razza di paese viviamo dunque, dove le nostre istituzioni pubbliche di maggior rilievo entrano a far parte di una Fondazione privata che fa solo e unicamente i propri interessi?

Per quanto riguarda il problema prevenzione, un rapporto confidenziale della famigerata multinazionale del dicembre 2011,  attesta che tra gli altri disturbi notificati, figura anche l’autismo ed altre patologie cerebrali (pagina 626 del Confidential to Regulatgory Authorities).

Sul rapporto «Glaxo» sono elencati molti «effetti avversi» al vaccino mai sottoposti alle autorità sanitarie. La stessa multinazionale ha ammesso l’autenticità del documento, nessuna autorità italiana, però, lo ha contestato. Insomma, gli stessi produttori attestano che i vaccini inoculati a neonati e bambini sono pericolosi.

La multinazionale Glaxo SmithKline nasconde al mondo intero scottanti informazioni relative alla insicurezza del vaccino pediatrico Infanrix Hexa, inoculato in forma esavalente anche  in Italia, ma sequestrato nell’ottobre del 2012 in 19 nazioni, Germania, Spagna e Francia comprese.

Nel dossier interno lungo 1.271 pagine sul vaccino Infanrix Hexa, somministrato  mediante un’unica soluzione di esavalente a milioni di bambini usati come cavie, la società GSK ha elencato le reazioni avverse che si sono verificate dopo l’iniezione di una dose di Infanrix Hexa, dalla febbre alla morte, indipendentemente dal fatto che l’effetto avverso fosse correlato con l’iniezione preventiva oppure no.

Il dossier Glaxo rivela un lungo repertorio di complicanze ed effetti collaterali dannosi per la salute umana dei minori. La holding farmaceutica ha individuato numerosi dati e centinaia di referti medici che riportano reazioni avverse e decessi.

Singolare coincidenza: il micidiale Infanrix Hexa è stato messo in produzione nel 2001, e proprio da allora in Italia le autorità sanitarie dello Stato hanno provveduto a far sparire il quadrivalente, sostituendolo con la bomba esavalente.

In Italia, secondo le statistiche dell’Istituto superiore di sanità, negli anni ’70 solo un bambino su 10.000 era autistico, contro uno su 2.500 negli anni ’80, contro l’attuale uno su 100, con una frequenza 4 volte più alta fra i maschi. Negli Stati Uniti (dove la sindrome colpisce un bimbo su 88) il dato è cresciuto di 10 volte negli ultimi 40 anni.

I vaccini contengono anche metalli pesanti, primo tra tutti il famigerato thimerosal, responsabile della intossicazione da mercurio e quindi dell’esplosione dei casi di autismo infantile a partire dal 1992. Infatti, con l’introduzione obbligatoria della vaccinazione antiepatite B, i bambini ricevono una quantità variabile tra 125 e 175 mcg di mercurio. Sull’esempio U.S.A. anche i legislatori nostrani, nel 2001-02 decretarono che il mercurio non fosse più aggiunto ai vaccini anti-infettivi dell’infanzia, tuttavia alle aziende produttrici è stata concessa la deroga per parecchi anni.

TUTTE LE BUGIE DEL MINISTRO LORENZIN SUI VACCINI! UN MINISTRO IN PALESE CONFLITTO DI INTERESSI #DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA ! DATO CHE IL VIDEO VIENE IN CONTINUAZIONE CENSURATO.AFFARE VACCINI / IL MEGA CONFLITTO DI GLAXO & DI BEATRICE LORENZIN9 settembre 2017 autore: Andrea CinquegraniImmaginate che Sergio Marchionne venga nominato super consulente al ministero delle Attività produttive e la settimana dopo firmi un provvedimento che obbliga tutti gli italiani a comprare una Fiat. Scatterebbe o no una rivoluzione? Niente succede, invece, per una nomina analoga: il super funzionario al ministero della Sanità che ha firmato il provvedimento con il quale si obbligano gli italiani a far vaccinare i figli è un pezzo grosso della Glaxo, la potentissima multinazionale che domina nel mercato dei vaccini. Un conflitto d’interessi grosso come un grattacielo, sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno interviene, no problem che Big Pharma detti legge nel Belpaese e mieta profitti arcimiliardari. E chissenefrega della salute dei cittadini. MOSCHE BIANCHE CONTRO BIG PHARMANon solo non succede niente, nessuno ne parla, quasi nessuno ne scrive e i mezzi d’informazione tacciono, tutti regolarmente geneflussi davanti al potere economico di Big Pharma. Ma quelle mosche bianche che osano sollevare il problema vengono messe all’indice, assaliti come appestati. Succede a Ferdinando Imposimato, esempio raro di virtù civica, il quale non ha paura di documentare e denunciare il maxi business sulla pelle dei cittadini – e soprattutto dei più indifesi, bimbi ed anziani, primi utilizzatori dei vaccini – e di parlare senza peli sulla lingua di maxi conflitti di interesse. E l’ex premier Matteo Renzi lo attacca senza pudore.Ferdinando Imposimato. In apertura il ministro Beatrice LorenzinFerdinando Imposimato. In apertura il ministro Beatrice LorenzinE succede al Codacons, che ha presentato non poche denunce sul tema – ultima di tempo quella all’Autorità Anticorruzione guidata da Raffale Cantone – e si ritrova colpito da una richiesta di rinvio a giudizio di un pm che ha accolto le doglianze del vertice dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, il quale nega di aver anche un pelo di conflitto d’interessi a casa sua.Ma vediamo la bomba della quale i grandi media, dalle antenne tivvù di tutte le specie fino alle corazzate della carta stampata come Corriere della Sera e Repubblica, non vogliono parlare: anzi, continuano nella campagna di disinformazione di massa sul delicatissimo tema dei vaccini. Cannonate sparate contro il popolo bue, perchè corra – pena tra poco la scomunica, ma ci salvi Francesco – al Dio vaccino, tra le grandi braccia di Big-Pig Pharma.Il conflitto ha un nome e un cognome: si tratta di Ranieri Guerra, un pezzo da novanta al ministero guidato dalla alfaniana Beatrice Lorenzin, in qualità di Direttore generale di Prevenzione Sanitaria. Una decina di pagine il suo curriculum, degno d’un cervellone di Oxford o di Harward. Ma è soprattutto la sesta pagina del sontuoso pedigree che attira l’attenzione, ossia dove sono citate tutte le prestigiose nomine e incarichi.Vediamo nel dettaglio. E focalizziamoci sulle Fondazioni.TUTTO GUERRA, POLTRONA PER POLTRONAIl luminare risulta direttore scientifico della Fondazione Sicurezza in Sanità, diretta emanazione dell‘Istituto Superiore, del quale peraltro Guerra ha anche diretto l’ufficio per le Relazioni esterne.E’ poi membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione FADOL, che ha sede a Roma in via Lanciani 2.Ancora. E’ sempre componente del consiglio d’amministrazione di ‘EXONOMICS’, una costola che arriva direttamente dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena: già tutto dire. L’azienda madre è comunque HANSA BIOMED, un gruppo leader a livello mondiale nella diagnostica ecsonomica. E’ fresca una strategica partnership, quella con il gruppo svizzero LONZA, a sua volta ai vertici nella hit internazionale biofarmaceutica: siamo quindi sempre nel ventre di Big Pharma.Eccoci alla chicca. Ossia un’altra presenza in un super accorsato consiglio d’amministrazione, quello della Fondazione GlaxoSmith Kline, il cui quartier generale italiano si trova a Roma, in via Terenzio 35. Da tener presente che la Fondazione è totalmente finanziata dalla ‘madre’, ossia il colosso GlaxoSmithKline spa, of course.Siamo al nodo. Chi ha nominato Ranieri Guerra nel cda della Fondazione? A quanto pare diversi soggetti da non poco. Si parte dallo stesso ministero per la Salute, per poi passare al già visto Istituto Superiore di Sanità, senza farsi mancare l’ok del ministero per l’Università e la Ricerca, quello dell’Economia, nonchè quello della Conferenza Stato-Regioni. Dulcis in fundo, ovviamente, c’è il voto del padrone di casa, Glaxo.Sorge spontanea la domanda. Ma in quale razza di paese viviamo, dove le nostre articolazioni pubbliche di maggior rilievo, in testa i ministeri, entrano a far parte di una Fondazione-colosso privato che fa solo e unicamente i suoi interessi privati? Ma non vedono, lorsignori, di essersi ficcati in un conflitto d’interessi di dimensioni mostruose? E, sempre, sulla pelle dei cittadini? DA TANGENTOPOLI AI MAXI FATTURATI PER VACCINIVediamo chi sono i benefattori dell’umanità. Una multinazionale, SmithKline, che si fece conoscere dalle nostre parti ai tempi di Tangentopoli, quando fu tra le protagoniste della farmatruffa che è costata la galera a Sua Sanità Franco De Lorenzo e una maxi multa miliardaria, stesso importo di quella affibbiata al re Mida Duilio Poggiolini.Duilio PoggioliniDuilio PoggioliniPoi finita nell’orbita Glaxo, per dar vita alla super griffe GlaxoSmithKline spa, negli ultimi tempi ha deciso di investire massicciamente in Italia, a quanto pare almeno 1 miliardo di euro in quattro anni, che guarda caso coincidono con quelli del ‘piano vaccini‘ varato dal tandem Lorenzin-Guerra. Da notare, en passant, che il mercato mondiale dei vaccini totalizza la bella cifra di 35 miliardi di dollari, spicciolo più spicciolo meno. Non poco. E sempre en passant c’è da rammentare che Big Pharma è ormai al primo posto nella hit dei finanziatori alle presidenziali americane, in modo perfettamente trasversale: tanti miliardi di dollari al candidato democratico tanti a quello repubblicano. Nessuno va scontentato.Da notare, ancora, che il luminare Guerra è stato al fianco della ministra Beatrice Lorenzin, il 29 settembre 2014, in occasione del mega summit a stelle e strisce, al fianco dell’ex presidente Barack Obama. In quell’occasione venne deciso che l’Italia sarebbe stata, per gli anni a seguire, il paese capofila per le politiche vaccinali a livello mondiale. La foto-ricordo ritrae i sorridenti Lorenzin e Guerra in compagnia di un terzo pezzo da novanta della sanità ministeriale, Sergio Pecorelli, ex presidente dell’Aifa, la potente Agenzia italiana del farmaco, dalla quale lo stesso Pecorelli si è dovuto dimettere per i troppo conflitti d’interesse (con le case farmaceutiche, of course) denunciati dal direttore generale dell’epoca, Luca Pani. ITALIA PAESE CHIAVEDiamo uno sguardo al sito made in Glaxo.Dove si nota subito che “l’Italia è un paese chiave per il settore dei vaccini” e che “l’azienda è l’unica oggi ad attuare in Italia il ciclo completo di ricerca, sviluppo e produzione: in particolare vaccini per meningite, tetano, difterite, rabbia e altri”.Il Comitato per la libera scelta delle vaccinazioniIl Comitato per la libera scelta delle vaccinazioniEcco poi alla ribalta, sempre descritto dall’illuminante sito, il matrimonio con Novartis, o meglio l’acquisto del suo core vaccinale. “Il perfezionamento dell’accordo mondiale con Novartis, nel marzo 2015, ha portato al trasferimento a GlaxoSmithKline delle attività industriali svolte prevalentemente in Toscana, a Siena e Rosia, e ha fatto di GSK il primo produttore di vaccini a livello mondiale e la prima azienda farmaceutica in Italia per presenza industriale con oltre 5 mila addetti, 3 centri di eccellenza produttivi ed un Centro Ricerche internazionale, uno dei tre centri GSK per la ricerca nei vaccini”.Non è finita. Perchè “a Siena opera anche il GSK Institute for Global Health (GVGH), inaugurato nel 2008 e dedicato alla ricerca e sviluppo di vaccini destinati alle malattie che colpiscono principalmente i Paesi in via di sviluppo”.Un diluvio di cifre mozzafiato, che fanno comprendere fino in fondo l’entità del business.“In totale GSK commercializza a livello mondiale 39 vaccini per la prevenzione di 21 malattie e vanta una pipeline di 15 candidati vaccini”. Tanto per continuare ad alimentare la pipeline a gettito continuo di dollari.Ancora: “Ogni giorno GSK distribuisce 1,9 milioni di vaccini e nel 2015 ha distribuito in totale 690 milioni di dosi di vaccini”“In Italia abbiamo 24 vaccini per tutte le fasce di età ed una quota di mercato del 56 per cento”.“A Rosia produciamo 40 vaccini destinati a 78 paesi del mondo: nel 2015 sono state prodotte 88 milioni di dosi di vaccino contro la meningite, per la pediatria, per gli adulti e per i viaggiatori”.Nessun vaccino – peccato – per debellare la piaga dei conflitti d’interesse alti come le Torri Gemelle e dell’affarismo sulla pelle della gente. Ma non è mai troppo tardi.Buona giornata a tutti da Ferrari Daniele Attivista M5S.

Posted by Daniele Ferrari on Monday, September 11, 2017

Il documento della Glaxo è basato su 1.742 referti medici internazionali, provenienti da 41 Paesi, in prevalenza Italia, Germania e Francia, inviati spontaneamente nel corso del biennio 2009-2011. Secondo l’indagine, a partire dal 2000, anno di lancio del vaccino esavalente approvato in 92 Paesi, sono state distribuite complessivamente più di 70 milioni di dosi e sono tra 6 e 24 milioni i bambini vaccinati. Le tabelle presentano le «reazioni avverse al vaccino» elencate nelle varie relazioni mediche redatte dopo la vaccinazione: 3825 casi differenti di complicazioni mediche, sul sistema cardiovascolare, nervoso, respiratorio, o immunitario. Di questi 559 sono considerati più gravi, ma solo 56 sono elencati nel documento ufficiale. Nelle tabelle si fa riferimento anche all’autismo, inserito tra i cosiddetti «disordini mentali». Il rapporto si conclude affermando che «il profilo beneficio/rischio dell’Infanrix hexa continua a essere favorevole». Manca, però, una descrizione dettagliata dei casi e della correlazione con l’autismo, malattia che in Italia colpisce circa 500mila persone.

Ma l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), ossia chi dovrebbe per legge controllare i medicinali e tutelare la popolazione, ha erogato una valanga di denaro pubblico (27,5 milioni di euro) alla Glaxo, una holding condannata in mezzo mondo per reati medico farmaceutici.

Nel 2015 poi il presidente del cda dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, Sergio Pecorelli, era stato sospeso dall’incarico per decreto dal direttore generale dell’agenzia, Luca Pani, per un conflitto di interessi di massimo livello che «non consente di svolgere alcun tipo di attività». Pecorelli, che è stato al contempo Rettore dell’Università di Brescia, membro del cda dell’Istituto superiore di Sanità e di numerose società mediche e scientifiche nazionali e internazionali, secondo i risultati di un’inchiesta interna sarebbe stato portatore di un conflitto di interessi «di livello 3» per la sua partecipazione in diverse fondazioni e fondi di investimento, che finanziano le industrie farmaceutiche per cifre milionarie.

Una recentissima sentenza della Corte d’Appello di Milano smentisce l’Aifa e conferma in via definitiva il nesso di causalità tra vaccini e una grave patologia di una neonata. Lo afferma il Codacons, che rende nota la decisione passata in giudicato e annuncia una nuova denuncia contro l’Aifa per le informazioni non corrette diffuse negli ultimi tempi. La Corte d’Appello ha infatti riconosciuto il nesso causale tra il vaccino somministrato ad una neonata di sei mesi e la grave encefalopatia sviluppata dalla bambina, condannando il Ministero della salute a risarcire la famiglia in base alla legge 210/92.

Si legge nella sentenza (Pres. Monica Vitali, Rel. Maria Di Paolo):
«Il Ctu ha accertato che, fino alla somministrazione del vaccino, la piccola presentava uno sviluppo assolutamente normale e non aveva sofferto di alcun disturbo. I primi disturbi del comportamento e della motilità si manifestano appena qualche giorno dopo la somministrazione della II dose di vaccino e sono subito seguiti da episodi compulsivi. […] Il Ctu, sulla base di letteratura nazionale ed internazionale, rileva che esiste “plausibilità biologica” tra encefalopatia e vaccino del tipo di quello somministrato, nel senso che l’ encefalopatia viene annoverata tra le c.d. reazioni avverse a quel tipo di vaccino […] Non si tratta di “compatibilità” ma di “alta probabilità” desunta a seguito di un iter logico che il Collegio ritiene chiaro e documentato».

Per tale motivo l’associazione, ribadendo ancora una volta l’importanza delle vaccinazioni, ha annunciato una nuova denuncia in Procura contro i vertici dell’Agenzia del Farmaco, e pubblica sul proprio sito http://www.codacons.it  il modulo con cui i genitori possono chiedere indagini pre-vaccinali per i propri figli.

Ma è dal luglio del 2012 che la GlaxoSmithKline è stata condannata per il più grande caso di frode sanitaria negli Stati Uniti. In seguito a questo ha accettato di pagare un risarcimento di 3 miliardi di dollari, il quale costituisce il più grande risarcimento pagato da una casa farmaceutica. L’accordo è correlato alla promozione illegale di prescrizioni di farmaci da parte dell’azienda, al fatto di non aver riportato correttamente i dati di sicurezza di utilizzo, alla corruzione di medici e alla promozione di medicine per usi non autorizzati.

Infine tutto sembra essere cominciato a Washington, il 29 settembre 2014, al Global Health Security Agenda (GHSA) tenutosi alla Casa Bianca, dove l’Italia ha comunicato le strategie e le campagne vaccinali nel mondo nei prossimi cinque anni.

Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama.

È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini – ha dichiarato il prof. Pecorelli – Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni.».

Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale – ha affermato il Ministro Lorenzin – Il tema dei vaccini sarà una delle priorità durante il semestre italiano di Presidenza Europea.  Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa. L’Italia, attraverso l’operazione Mare Nostrum, ha svolto oltre 80.000 controlli sanitari negli ultimi mesi. Abbiamo già sufficiente esperienza per coordinare campagne di prevenzione contro nuove possibili epidemie”.

Per questo fa discutere la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che afferma l’esistenza di “un nesso causale” tra il vaccino esavalente Infanrix Hexa Sk (contro difterite, tetano, poliomelite, epatite b, Haemophilus influenzae di tipo B e pertosse) prodotto da GlaxoSmithKline e l’autismo, e condanna il ministero della Salute (che ha adottato questo farmaco) a versare per tutta la vita un assegno bimestrale a un bimbo di nove anni affetto dalla patologia, al quale nel 2006 fu iniettato il vaccino.

La sentenza cita la perizia del medico legale Alberto Tornatore, nominato dal Tribunale milanese, il quale sottolinea che «è probabile, in misura certamente superiore al contrario, che il disturbo autistico del piccolo sia stato causato, o almeno concausato dal vaccino Infranrix Hexa Sk», e che questo vaccino «mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico».

La relazione del medico legale fa riferimento a «un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline (GSK)».  Il perito del Tribunale milanese fa in particolare riferimento a «cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma omessi dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio».

In conclusione, mi sembra che ci siano molte ragioni per nutrire numerosi dubbi sulla correttezza dell’imposizione autoritaria del Decreto Lorenzin, che impone somministrazioni vaccinali, senza lasciare libertà di scelta, come avviene invece in paesi civili quali Germania e UK, e per di più senza alcuna indagine preventiva sulle condizioni metaboliche e immunitarie dei bambini.

FONTE: ComeDonChisciotte