La gratitudine non cambia solo lo spirito, ma anche il corpo

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Come la gratitudine cambia il tuo cervelloLa scienza vuole mostrarci che la gratitudine può farci bene!

Negli ultimi dieci anni, molti studi hanno scoperto che le persone che sono consapevolmente grate tendono ad essere più felici e meno depresse.

Ci siamo proposti di affrontare la questione in una ricerca recente che ha coinvolto circa 300 adulti, per la maggior parte studenti universitari, che cercavano consulenza sulla salute mentale in un’università.

Il problema è che la maggior parte degli studi di ricerca sulla gratitudine è stata realizzata su studenti universitari o altre persone che vivono bene.

La gratitudine fa bene alle persone che lottano con problemi di salute mentale? E se sì, in che modo?

Abbiamo diviso aleatoriamente i partecipanti allo studio in tre gruppi.  Anche se tutti e tre ricevevano servizi di assistenza, al primo gruppo è stato anche detto di scrivere una lettera di ringraziamento a un’altra persona ogni settimana per tre settimane, mentre al secondo è stato chiesto di scrivere i propri pensieri e sentimenti più profondi relativi a esperienze negative.

Il terzo gruppo non ha svolto alcuna attività scritta.  Cosa si è scoperto?  Rispetto ai partecipanti che hanno scritto di esperienze negative o hanno ricevuto solo consulenza, quelli che hanno scritto lettere di ringraziamento hanno riferito un miglioramento significativo nella salute mentale quattro e dodici settimane dopo la fine dell’esercizio di scrittura.

Ciò suggerisce che esprimere gratitudine per iscritto può essere benefico non solo per gli individui sani, ma anche per quelli che lottano con problemi di salute mentale.

In realtà, a quanto sembra, praticare la gratitudine insieme all’assistenza psicologica porta maggiori benefici della semplice assistenza, anche quando la pratica della gratitudine è breve.  E non è tutto.

Approfondendo i risultati, si è scoperto come la gratitudine può funzionare davvero nella nostra mente e nel nostro corpo.

Anche se non è un risultato definitivo, ecco quattro riflessioni sulla nostra ricerca, che suggeriscono cosa potrebbe esserci dietro i benefici psicologici della gratitudine.

La gratitudine ci libera dalle emozioni tossiche. In primo luogo, analizzando le parole usate dai partecipanti in ciascuno dei due gruppi che si sono dedicati alla redazione di un testo, siamo riusciti a comprendere i meccanismi sottostanti ai benefici per la salute mentale nella scrittura di lettere di ringraziamento.

Abbiamo paragonato la percentuale di parole emotivamente positive, parole emotivamente negative e “noi” (prima persona plurale) usate dai partecipanti nei loro testi.

Non sorprende che i membri del gruppo che ha scritto una lettera di ringraziamento abbiano usato una percentuale più elevata di parole emotivamente positive e di “noi”, e meno parole emotivamente negative rispetto all’altro gruppo che ha redatto un testo.

È stata la mancanza di parole emotivamente negative – e non l’abbondanza di parole positive – a spiegare la differenza di salute mentale tra il gruppo che ha scritto una lettera di ringraziamento e quello che ha scritto un altro testo.

Le persone che hanno usato parole più emotivamente positive e più “noi” nelle proprie lettere di gratitudine non hanno avuto necessariamente una salute mentale migliore in seguito.

Solo quando le persone hanno usato meno parole emotivamente negative nelle loro lettere erano significativamente più propense a riferire una migliore salute mentale.

Questo suggerisce forse che scrivere lettere di ringraziamento favorisce una salute mentale migliore, sviando l’attenzione dalle emozioni tossiche, come il risentimento e l’invidia.

Quando scrivete come siete grati agli altri e quante altre persone hanno benedetto la vostra vita, può essere considerevolmente più difficile rimuovere le vostre esperienze negative.

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La gratitudine aiuta anche se non la condividete. Abbiamo detto ai partecipati designati a scrivere lettere di ringraziamento che non erano obbligati a inviarle al destinatario.

Solo il 23% dei partecipanti che hanno scritto queste lettere, infatti, le ha inviate.

Quelli che non hanno inviato le lettere, però, hanno comunque goduto del beneficio dell’aver sperimentato gratitudine.

(Visto che sono state poche le persone che hanno inviato le proprie lettere, è stato difficile determinare se la salute mentale di quel gruppo era migliore di quella di quanti non le hanno inviate).

Ciò suggerisce che i benefici per la salute mentale del fatto di scrivere lettere in cui si esprime gratitudine non sono del tutto dipendenti dal comunicare realmente la gratitudine all’altra persona.

I benefici della gratitudine richiedono tempo. Questi risultati sono incoraggianti perché molti altri studi suggeriscono che i benefici di attività positive per la salute mentale in genere diminuiscono anziché aumentare col passare del tempo.

Non sappiamo davvero perché nel nostro studio si sia verificato questo “effetto valanga” positivo.

Forse chi ha scritto lettere di gratitudine ha discusso di ciò che ha scritto nella propria lettera con i consulenti o con altre persone.

Queste conversazioni possono aver rafforzato i benefici psicologici derivati dalla gratitudine.

È importante notare che i benefici per la salute mentale delle lettere di gratitudine nel nostro studio non sono sorti immediatamente, ma gradualmente, e si sono accumulati con il tempo.

Anche se i vari gruppi nel nostro studio non hanno differito nei livelli di salute mentale una settimana dopo la fine dell’attività di scrittura, gli individui del gruppo che ha scritto lettere in cui si esprimeva gratitudine hanno riferito una migliore salute mentale rispetto agli altri quattro settimane dopo l’attività di scrittura, e questa differenza è diventata ancor più spiccata 12 settimane dopo l’attività.

Per ora, il morale è questo: se partecipate a un’attività di scrittura di lettere di gratitudine, non sorprendetevi se subito dopo averle scritte non vi sentirete molto meglio.

Siate pazienti e ricordate che i benefici della gratitudine possono richiedere un po’ di tempo per entrare in azione.

La gratitudine ha effetti duraturi sul cervello. Abbiamo usato risonanze magnetiche funzionali per misurare l’attività cerebrale mentre le persone di ogni gruppo svolgevano un compito per il quale ricevevano regolarmente una piccola quantità di denaro da una persona gentile, chiamata “benefattrice”, che chiedeva solo che passassero il denaro a qualcuno se si sentivano grati.

I nostri partecipanti hanno allora deciso se trasferire il denaro a una causa degna (e di fatto abbiamo donato quel denaro a un’istituzione caritativa locale).

Abbiamo scoperto che quando le persone erano più grate donavano più denaro a una causa e presentavano una maggiore sensibilità neurale nella corteccia prefrontale mediale, un’area cerebrale associata all’apprendimento e al decision-making.

Ciò suggerisce che le persone più grate sono anche più attente al modo in cui esprimono la gratitudine.

Volevamo distinguere le donazioni motivate dalla gratitudine da quelle motivate da altre raigoni, come senso di colpa o del dovere.

Per questo, abbiamo chiesto ai partecipanti di valutare quanto si sentivano grati in relazione al benefattore e quanto volevano aiutare ogni causa caritativa, e quanto si sarebbero sentiti in colpa se non avessero effettuato una donazione.

Abbiamo anche distribuito loro dei questionari per misurare quanto erano grati della loro vita in generale.

Abbiamo scoperto che in tutti i partecipanti, quando le persone si sentivano più grate la loro attività cerebrale era diversa da quella collegata al senso di colpa e al desiderio di aiutare una causa.

Più specificatamente, abbiamo scoperto che quando le persone erano più grate donavano più denaro a una causa e presentavano una maggiore sensibilità nella corteccia prefrontale mediale, l’area cerebrale associata appunto all’apprendimento e al decision-making.

L’aspetto più interessante è che quando abbiamo paragonato chi ha scritto lettere di ringraziamento a chi non le ha scritte, chi le ha scritte ha mostrato una maggiore attivazione nella corteccia pre-frontale mediale quando ha provato gratitudine nell’immagine per risonanza magnetica funzionale.

Ciò è sorprendente, perché questo effetto è stato scoperto tre mesi dopo l’inizio della redazione delle lettere.

Questo indica che il semplice fatto di esprimere gratitudine può avere effetti duraturi sul cervello.

Questa scoperta suggerisce che la pratica della gratitudine può aiutare ad allenare il cervello perché sia più sensibile all’esperienza di gratitudine, e questo può contribuire a migliorare la salute mentale nel corso del tempo.

Anche se si tratta solo dei primi passi in quella che dovrebbe essere una ricerca più lunga, finora non solo ha suggerito che scrivere lettere di ringraziamento può essere utile alle persone che cercano servizi di consulenza, ma spiega anche cosa c’è dietro i benefici psicologici della gratitudine.

In un momento in cui molti professionisti della salute mentale si sentono sotto pressione, speriamo che questa ricerca possa indicare a loro e ai loro clienti uno strumento efficace e benefico.

Indipendentemente dal fatto che stiate affrontando o meno serie sfide psicologiche, se non avete mai scritto prima d’ora una lettera di ringraziamento vi esortiamo a provarci.

Buona parte del nostro tempo e della nostra energia viene impiegata nella ricerca di cose che attualmente ci mancano.

La gratitudine inverte le nostre priorità per aiutarci ad apprezzare le persone che ci circondano e le cose che abbiamo.

Traduzione del testo pubblicato originariamente su Mindful scritto da Joshua Brown e Joel Wong. Fonte Aleteia