L’hater pagato dai mass media per innescare la macchina del fango sul governo

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Chi è Paolo Berizzi, l’hater mediatico del neoministro Lorenzo Fontana – articolo tratto da UCCR

«Le notizie pubblicate da Paolo Berizzi sono false». Così ha concluso l’Ordine dei giornalisti quando lo scribacchino di Repubblica inventò la storia di un alunno che aveva fatto il saluto nazista.

Lo stesso Berizzi è l’hater che sta accusando il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, di essere nazista poiché tifa l’Hellas Verona, «la “squadra a forma di svastica” – come cantano gli ultrà pro-Hitler della curva Sud dove il neoministro è presenza fissa».

Il vero problema è il sospetto che Fontana sia l’unico ministro che negli ultimi trent’anni pare voglia seriamente occuparsi di politiche familiari.

Inaccettabile per i leninisti di Repubblica. Così l’informativa raggiunge il kompagno Berizzi che si attiva spulciando la vita privata del nemico, scoprendo che è “veronese e cattolico”!

E’ questa l’accusa che gli rinfaccia continuamente, traendo l’ovvia conclusione: è un “naziofascista!!”.

Come da copione, il neoministro è attualmente sotto il tiro anche del mondo Lgbt, dopo aver osato affermare che «per la legge in questo momento non esistono Famiglie arcobaleno» e che «i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà».

Uh, scandaloso! Eppure, se si legge l’intervista incriminata, Fontana ha un unico nemico: la crisi demografica.

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Per questo intende «abbassare l’Iva per tutti i prodotti che riguardano l’infanzia» e «mettere in atto anche delle politiche per cercare di ridurre il numero degli aborti, potenziare i consultori così di cercare di dissuadere le donne dall’abortire».

Ovvero, finalmente l’applicazione integrale della legge 194.  Contro-intervistato da Repubblica, appena sopra la solita sfilza di dichiarazioni al vetriolo dell’associazionismo arcobaleno, Fontana si è difeso:

«sulle unioni civili non è stato previsto nulla sul contratto tra Lega e M5s, è una polemica strumentale, tanto che c’è chi mi ha criticato anche perché vengo da Verona e nel calcio tifo Hellas.

Evidentemente a qualcuno dà fastidio se uno è cattolico, mi sembra che sia un marchio di vergogna. Ma siamo in Italia, non in Arabia Saudita».

Si ritorna così a Berizzi e alla macchina del fango di Repubblica. Ma il modus operandi è stato ben smascherato dall’Ordine dei giornalisti che lo ha condannato per violazione del delle norme deontologiche e per non aver rispettato la «verità sostanziale dei fatti, i doveri di lealtà e buona fede».

E i fascisti, questa volta quelli veri, hanno esultato. Fonte: UCCR – Ti potrebbe interessare anche Ministro Fontana: ecco a chi è in mano famiglia e disabilità

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